Perchè se ho comprato una polizza vita rischio di non ricevere il capitale versato? Perchè succede questo se io non ho stipulato la polizza con la Lehman Brothers ma con una compagnia assicurativa?

L’avvio della procedura di liquidazione di Lehman Brothers,il salvataggio all’ultimo minuto della più grande compagnia assicurativa americana AIG e le perdite finanziarie di numerose banche hanno generato l’attuale situazione di panico finanziario.

Le polizze in questione sono in particolare le index linked, polizze che prevedono la restituzione del capitale alla scadenza del contratto ed un rendimento legato alle performance di indici di borsa. Capitale che non è garantito dalla stessa società che emette la polizza, ma da un’altra azienda (una banca). La compagnia assicurativa  emette la polizza e riceve dal cliente il c.d. Premio, allo stesso tempo la compagnia acquista un’obbligazione del tipo zero coupon bond per garantire il capitale a scadenza ed il capitale residuo viene investito per garantire i rendimenti, di conseguenza il capitale è garantito dalla banca che ha emesso l’obbligazione.

Pertanto il rischio di solvibilità (rischio default) del sottostante non è della compagnia assicurativa ma del cliente. Tale condizione è ovviamente scritta nella nota informativa e condizioni di polizza.

 

In questo periodo le compagnie assicurative discutono se rimborsare il capitale, non per un obbligo contrattuale verso i clienti, ma semplicemente per prevenire un rischio reputazionale, ovvero l’attuale perdita di immagine dell’azienda che si traduce in una futura perdita economica derivante dal fatto che nessuna persona stipulerebbe successivamente un contratto.

Attualmente secondo vari giornali le compagnie più esposte su Lehman-Brothers sono:

  • CNP Unicredit Vita con 160 milioni €
  • Mediolanum con 160 milioni €
  • Unipol con 100 milioni €
  • BCC vita con 30 milioni €
  • Allianz con 25 milioni €
  • Eurovita con 13 milioni €

Molte di queste compagnie assicurative, come altre con una minore esposizione, hanno già comunicato la loro intenzione di coprire le eventuali perdite dei clienti legate al crack Lehman-Brothers, pertanto i clienti che hanno stipulato una index linked possono stare tranquilli.

Ma da chi sono state vendute queste polizze, ovvero qualsi sono le reti distributive?

  • Sportelli bancari e postali 78.3 %
  • Promotori finanziari            13.7 %
  • Agenzie con mandato           6.9 %
  • Agenzie in economia            1.1 %

dati da fonte: Isvap

Questa massiccia distribuzione da parte degli sportelli bancari e postali non deve far giudicare negativamente e con un’analisi semplice che non bisogna avere più fiducia verso questi istituti.

E’ ovvio che nessun analista potesse immaginare il tracollo della banca americana, data la sua buona valutazione di rating.. tanto meno le compagnie assicurative o le reti distributive quali sportelli bancari, promotori o agenti assicurativi.

E’ altrettanto vero che gli agenti tradizionali esponendosi in prima persona, e nella loro veste imprenditoriale prima di proporre un prodotto assicurativo valutano sia la loro convenienza economica sia la rischiosità di un prodotto che potrebbe far perdere il cliente al verificarsi di condizioni non favorevoli a quest’ultimo. Fortunatamente per gli agenti tradizionali la loro raccolta è solo pari al 6.9 %.

Viceversa l’alta percentuale del collocamento di tali prodotti finanziari-assicurativi da parte degli sportelli bancari e postali fa ancora discutere il loro modo di vendere.

E’ evidente che dagli accordi commerciali tra banche e compagnie assicurative nella distribuzione di prodotti linked ci sia una convenienza economica, o una massiccia raccolta per le neo-compagnie assicurative nate dalla joint-venture tra banche e compagnie assicurative.

Riflessione. La crisi finanziaria del 2008 farà sicuramente riflettere gli assicuratori, per un problema di rischio reputazionale faranno fronte a milioni di euro per le esposizioni dei propri clienti, allora torneranno a vendere le classiche polizze vita che seppur offrono minori rendimenti ai clienti sono strumenti sicuri per la clientela?