Registro unico degli intermediari – RUI

Una delle novità più importanti introdotte negli ultimi anni in ambito assicurativo, è il Registro unico degli intermediari, abbreviato RUI, tale strumento è un albo che include tutti gli intermediari abilitati ad esercitare l’attività assicurativa.

Il Registro è suddiviso in 5 sezioni:

  • sezione A (agenti),
  • sezione B (broker),
  • sezione C (produttori diretti di imprese di assicurazione),
  • sezione D (banche, intermediari finanziari ex art. 107 del Testo Unico Bancario, Sim e Poste italiane – Divisione servizi di bancoposta),
  • sezione E (collaboratori degli intermediari iscritti nelle sezioni A, B e D che operano al di fuori dei locali di tali intermediari).

Tale registro è pubblicato nel sito istituzionale dell’organo di vigilanza, Isvap, il quale ha inoltre pubblicato una FAQ per chiarire ed interpretare le norme sull’attività di intermediazione assicurativa..

La novità rilevante sta nel fatto che chi non è iscritto non può assolutamente esercitare la professione di intermediario assicurativo.

Essere registrato significa possedere innanzitutto requisiti di onorabilità e professionalità, inoltre bisogna avere, seconda la sezione in cui si è iscritti, dei requisiti di capacità professionali ottenuti attraverso una prova d’ idoneità svolta dall’organo di controllo, e/o ore di formazione annuali in qualità di aggiornamento. Infine gli intermediari hanno l’obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile per i danni recati a terzi dal loro operato.

 

La finalità di questo registro è quella di tutela della clientela ai fini di una maggiore trasparenza; l’intermediario nel momento in cui svolge l’attività assicurativa deve fornire al cliente dei documenti per dimostrare l’iscrizione al RUI, la sezione in cui è iscritto, e l’impresa per cui svolge l’attività.

Tali documenti sono i c.d. 7A e 7B, il primo riguarda la COMUNICAZIONE INFORMATIVA SUGLI OBBLIGHI DI COMPORTAMENTO CUI GLI INTERMEDIARI SONO TENUTI NEI CONFRONTI DEI CONTRAENTI, il secondo INFORMAZIONI DA RENDERE AL CONTRAENTE PRIMA DELLA SOTTOSCRIZIONE DELLA PROPOSTA O, QUALORA NON PREVISTA, DEL CONTRATTO, NONCHE’ IN CASO DI MODIFICHE DI RILIEVO DEL CONTRATTO O DI RINNOVO CHE COMPORTI TALI MODIFICHE in particolare contiene:

  1. Informazioni generali sull’intermediario che entra in contatto con il contraente;
  2. Informazioni relative a potenziali situazioni di conflitto d’interessi;
  3. Informazioni sugli strumenti di tutela del contraente.

Una considerazione importante è che tale registro e le relative documentazioni 7A e 7B possono sembrare l’ennesima burocrazia italiana, in realtà è uno strumento utilissimo per assicurare alla clientela del mercato assicurativo dei professionisti che rispondono a standard di qualità.

Ricordo che in passato era sovente ricevere informazioni o addirittura la possibilità di stipulare delle polizze con persone che svolgevano l’attività principale in altri settori, e si occupavano di assicurazione come attività secondaria, sfruttando le proprie conoscenze lavorative (di altri settori) o in alcuni casi le proprie posizioni dominanti o di rilievo all’interno di aziende (non assicurative) o addirittura di enti pubblici durante l’orario di lavoro. Classico esempio meramente accademico può essere quello del primario di un ospedale che con la sua posizione dominante “consigliava” di stipulare le polizze r.c.a. con una compagnia, con il suo tramite.

E’ ovvio che (spesso) queste persone con una scarsa preparazione e cultura assicurativa, potevano offrire soltanto il servizio di mediazione tra impresa e cliente, per il tramite della collaborazione di un intermediario,  orientando il cliente ad una scelta del prodotto assicurativo basata solo sul prezzo più basso.

E’ dimostrabile che tutto ciò a portato a porre in secondo piano la scelta dei prodotti assicurativi sulla base dei servizi offerti dall’impresa, o le diversificate condizioni che meglio potevano incontrare le esigenze della clientela.

Basti pensare ad es. alla polizza r.c.a., infatti chi in passato basava la scelta sulla solidità e solvibilità patrimoniale dell’impresa per gli impegni assunti? o sulla velocità di liquidazione dei sinistri? o altro ancora? Penso pochissimi! mentre la maggior parte si basava esclusivamente sul prezzo.

Se attraverso il RUI si è riusciti ad eliminare dal mercato gli “incompetenti”, migliorando l’immagine collettiva degli intermediari professionisti, attraverso i corsi di formazione annuali e le prove di idoneità si auspica di avere dei canali distributivi altamente specializzati ed aggiornati in grado di offrire maggiori competenze assicurative.

Uno dei primi effetti del RUI è stato di diminuire i truffatori in circolazione, guardate questo filmato scherzoso di youtube…

per chi falsifica certificati e contrassegni come nel filmato, sarà più dura la truffa!!!