Polizze vita: quali rischi sulla vita possono essere “coperti”

Con questo articolo apriamo una nuova rubrica del nostro blog dedicata alle varie tipologie di prodotti assicurativi relative al ramo vita, al ramo danni – auto e ramo danni non – auto.
In questo articolo  e nei prossimi legati a questa rubrica mi propongo di fornire un quadro, per quanto possibile completo, di tipologie di polizze vita, quando e per chi può essere utile coprire un rischio, quali individui e in quali tempistiche si beneficia delle garanzie previste dal contratto assicurativo.

Le assicurazioni sulla vita si propongono di coprire i rischi legati alla durata della vita umana garantendo al beneficiario o ai beneficiari l’erogazione di una somma di denaro al verificarsi  di un evento connesso con la vita dell’assicurato.

La funzione di una polizza vita varia a seconda della tipologia. Esistono infatti varie fattispecie di polizze vita:

Polizze “caso morte” che hanno la funzione di evitare che la scomparsa dell’assicurato, ad esempio il capofamiglia, sia causa di difficoltà economiche per le persone che da lui economicamente dipendono. Tali polizze infatti prevedono che la compagnia assicurativa eroghi una somma predeterminata al beneficiario al momento della morte dell’assicurato. Tale somma tuttavia viene erogata solo se la morte dell’assicurato avviene nei termini previsti dal contratto. Proprio a questo proposito tali polizze “caso morte” possono essere di due tipologie:

  • “a vita intera”: l’assicurazione copre l’intera vita dell’assicurato; è quindi sicuro che prima o poi i beneficiari otterranno la somma assicurata anche se permarrà l’incertezza sul momento in cui si verificherà l’evento.
  • “temporanea”: l’assicurazione pagherà la somma prestabilita solo a condizione che il decesso si verifichi durante il periodo di vigenza del contratto. Se quindi al momento della scadenza della copertura l’assicurato è ancora in vita, ai beneficiari nulla è dovuto.

E’ bene sottolineare che esistono taluni casi in cui, qualunque sia la tipologia di polizza sottoscritta, l’assicurazione non è tenuta alla sua prestazione nel caso di decesso dell’assicurato. Tale circostanza si verifica nei casi in cui la morte sia avvenuta per cause imputabili alla volontà dello stesso assicurato (esempio suicidio). Nella stessa polizza “caso morte” è possibile, previo pagamento di un premio aggiuntivo, prevedere alcune prestazioni di carattere complementare per far fronte a rischi specifici. Un esempio potrebbe essere quella relativa ad una eventuale invalidità dell’assicurato.

Polizze “caso vita” che hanno una finalità più prettamente previdenziale. Esse prevedono infatti l’erogazione di una prestazione monetaria nel caso in cui ad una data età l’assicurato sia ancora in vita. Tali polizze garantiscono che il beneficiario disponga, anche oltre il compimento di una data età (di solito coincide con la pensione/cessazione attività lavorativa), di un reddito sufficiente a mantenere  l’abituale tenore di vita. La finalità previdenziale di queste polizze si palesa nel fatto che il beneficiario, in alternativa al pagamento di un capitale predefinito, possa ottenere l’erogazione di una rendita ossia il versamento di somme periodiche. Si potrebbe quindi parlare di un prodotto di investimento del risparmio con finalità previdenziali.
La rendita può essere immediata o differita. Nel primo caso la compagnia assicurativa eroga la prestazione a partire dal momento della sottoscrizione del contratto, nel secondo il pagamento avviene solo a partire da una data successiva a quella di stipula del contratto, a condizione che l’assicurato in quella data sia ancora in vita. Pagando un sovrapremio, il contratto vita può prevedere l’opzione di reversibilità della rendita a  favore di terzi indicati dal contraente della polizza. Con questa opzione si tende ad assicurare un reddito non solo all’assicurato ma anche ad una persona terza (coniuge, figli).
Vi è poi la possibilità di inserire, all’interno delle tipiche coperture assicurative sulla vita, delle garanzie complementari a tutela dello stato di salute dell’assicurato, coperture che però si differenziano per la loro durata pluriennale e non vanno confuse con le polizze contro gli infortuni, o invalidità e malattia di cui parleremo nei prossimi articoli.

A tal proposito vanno ricordate le coperture long term care che prevedono prestazioni in natura, ad esempio servizi erogati al cliente per conto dell’assicurazione, oppure in forma monetaria. In entrambi i casi si ha diritto alla prestazione nel caso in cui il contraente, pur non essendo affetto da una malattia specifica, non sia in grado di svolgere in maniera autosufficiente le funzioni quotidiane per cui ha bisogno di assistenza domiciliare o presso centri specializzati. Tale garanzia può durare per tutto il periodo di vita in cui l’assicurato sarà disabile oppure per un periodo definito.

Le polizze vita sono un utile strumento di garanzie, questo è sicuro. Ma ricordate che le polizze assicurative e investimenti di capitali andrebbero tenuti separati. L’assicurazione per il caso  morte e l’assicurazione in caso d’inabilità lavorativa (nella combinazione di polizza contro gli infortuni e la malattia) garantiscono la sicurezza dei vostri familiari. La previdenza per la vostra vecchiaia è invece qualcosa di diverso….

Nei prossimi articoli illustreremo altre tipologie di polizze vita diverse dall’assicurazione di rischio. Ci occuperemo  anche delle polizze vita di capitalizzazione basate su un piano di risparmio, come  le polizze miste, le polizze unit linked o index linked, le assicurazioni previdenziali.

Continua…

3 commenti su “Polizze vita: quali rischi sulla vita possono essere “coperti”

  1. Ciao,
    vorrei complimentarmi per l’articolo in questione. Avendo necessità di delucidazioni su questo argomento, sono andata in giro per il web, non trovando nulla che facesse al mio caso, cioè al caso di una persona non addetta al settore. Complimenti per la linearità e per la chiarezza espositiva.
    Laura.

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