E’ risaputo che le compagnie di assicurazioni, assieme alle banche, occupano un ruolo e quindi una funzione molto rilevante nelle economie di tutto il mondo e quindi nelle istituzioni finanziarie.
Come mai sono e saranno sempre le istituzioni finanziarie più importanti?
Come mai non si sente (quasi) mai in giro (giornali, radio, TV) che una compagnia di assicurazioni è fallita?
A seguito della tragedia che ha colpito l’ abruzzo si sono drammaticamente allargati i temi e le discussioni sulla necessità di assicurare i rischi legati a disastri naturali in un Paese come il nostro fortemente esposto ai danneggiamenti provocati dalle calamità. Tale dato è confermato da una ricerca condotta dal Ministero dell’Ambiente e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dalla quale risulta che il 45,3% dei Comuni italiani è posizionato in zone soggette a disastri naturali, provocati da fenomeni meteorologici, come alluvioni, smottamenti, siccità e valanghe; mentre il 61,2 % dei Comuni italiani ha subito danni provocati dai terremoti negli ultimi 1000 anni.
Il settore assicurativo, per le sue caratteristiche intrinseche, presenta una spiccata dimensione sociale. In effetti l’ assicurazione svolge la funzione di ammortizzatore sociale fornendo una risposta ai bisogni di sicurezza attraverso la sua attività caratteristica di gestione e copertura dei rischi.
Tale profilo sociale non trova tuttavia riscontro nella percezione del settore assicurativo da parte della collettività: emerge un problema di scollamento tra la dimensione sociale connaturata al servizio assicurativo e l’immagine dell’assicurazione.
In Italia la percezione della polizza assicurativa come “tassa da pagare” risulta particolarmente evidente se si procede ad un confronto con gli altri Paesi europei e si escludono le polizze auto.
Considerando solo le polizze rami elementari è evidente come allo stato attuale l’Italia sia un Paese sottoassicurato: gli italiani tendono ad acquistare l’assicurazione, e in particolare quella danni, principalmente come conseguenza dell’esistenza di un obbligo (es. Rc auto).
Gli altri rischi restano a carico dei singoli individui i quali ricorrono alla cosiddetta “autoassicurazione”.








![Quanto vale il mio colpo di frusta? [prima parte]](http://www.assicuriamocibene.it/wp-content/uploads/2010/02/colpodifrusta1-300x300.jpg)








