Bel Paese: l’importanza della diffusione di una cultura assicurativa

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 Il settore assicurativo, per le sue caratteristiche intrinseche, presenta una spiccata dimensione sociale.    In effetti l’ assicurazione svolge la funzione di ammortizzatore sociale fornendo una risposta ai bisogni di sicurezza attraverso la sua attività caratteristica di gestione e copertura dei rischi.

Tale profilo sociale non trova tuttavia riscontro nella percezione del settore assicurativo da parte della collettività: emerge un problema di scollamento tra la dimensione sociale connaturata al servizio assicurativo e l’immagine dell’assicurazione.

In Italia la percezione della polizza assicurativa come “tassa da pagare” risulta particolarmente evidente se si procede ad un confronto con gli altri Paesi europei e si escludono le polizze auto.
Considerando solo le polizze rami elementari è evidente come allo stato attuale l’Italia sia un Paese sottoassicurato: gli italiani tendono ad acquistare l’assicurazione, e in particolare quella danni, principalmente come conseguenza dell’esistenza di un obbligo (es. Rc auto).
Gli altri rischi restano a carico dei singoli individui i quali ricorrono alla cosiddetta “autoassicurazione”.

Le cause della scarsa propensione assicurativa degli italiani risiedono in parte nelle caratteristiche del nostro Paese in cui è forte la presenza dello Stato e della garanzia di una serie di coperture pubbliche.
Benchè la collettività continui a percepire l’ente pubblico come il referente esclusivo di ogni domanda sociale, quest’ultimo non potrà reggere da solo il peso del crescente bisogno di protezione.
Il quadro che viene a definirsi nel Bel Paese conferma da un lato l’assenza di una cultura dell’assicurazione, dall’altro ribadisce la necessità di svilupparla per raggiungere gli standard dei principali Paesi europei.

2 commenti su “Bel Paese: l’importanza della diffusione di una cultura assicurativa

  1. E’ vero siamo un paese sottoassicurato , cosa che è emersa anche al recente convengo del 05 maggio scorso Assicurazioni – Sistema italia , organizzato dal Giornale delle Assicuraioni , alla quale ho partecipato .
    L’affermazione è avventua da tutti i principali leade e referenti delle associazioni che gestiscono il business assicurativo ( ANIA.ISVAP.SNA,AIBA ,Ministro delle Attività produttive ecc….) . Purtroppo è troppo vissuto come business e poco come servizio sociale pertanto ogni componente delle filiera assicurativa che inizia dalla Compagnia e arriva al cliente , lo gestisce non con il fine ultimo di soddisfare il cliente ma di prendere un cliente. Da qui la scarsa propensione della clientela a farsi prendere ! L’ Auto o i veicoli a motore sono un obbligo , la garanzia incendio per il mutuo quasi , per il resto o sei un impresa e quindi ti servono coperture assicurative oppure lasci perdere. Questo è il dramma , servirebbe un inversione manageriale all’interno delle Compagnie per affascinare i bisogni , senza essere troppo prigionieri degli andamenti tecnici. Gli andamenti tecnici producono tariffe e garanzie, estensioni o esclusioni dentro alle condizioni di polizza. Il cliente quando compra , cosa compra oggi ? Un minor disagio , se ne capisce viceversa spesso qualche mal di pancia ? La collettività va sensibilizzata e ne sono convinto ma le Compagnie devono tornare a modelli più assicurativi ( anni ‘ 80 ) e meno finanziari ( anni 2000) .

  2. Quale intermediario riscontro le verità che ho letto , siamo un paese sottoassicurato ma assicurarlo coprendo o correndo qualche rischio in più ci fà paura

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