Frodi alle compagnie assicurative, una causa delle alte tariffe r.c.a.

Pubblicato nel sito dell’ Isvap la “Lettera circolare” con oggetto:

Indagine sul fenomeno della criminalità nel settore assicurativo. Elaborazioni dei dati per il 2008.

Dall’indagine emergono i numeri delle frodi alle compagnie assicurative.

Questi dati sono importanti in quanto una delle cause di tariffe r.c.a. alte è dovuta proprio all’elevato costo medio per sinistro, in cui parte di questo è determinato dalle “frodi”.

I sinistri riconducibili a fenomeni criminosi a danno delle imprese di assicurazione nel 2008 sono stati 76.784 (allegato n. 1), con un’incidenza del 2,31% rispetto alla globalità dei sinistri del ramo (2,54% nel 2007), per un importo di 293,1 milioni di euro, pari al 2,24% dell’ammontare complessivo dei risarcimenti (2,27% nel 2007) ed all’1,67% dei premi del ramo (1,59% nel 2007).
L’analisi a livello territoriale evidenzia che in alcune aree dell’Italia meridionale e insulare il suddetto fenomeno criminoso, anche se in lieve riduzione rispetto all’anno precedente, continua a mostrare livelli sensibilmente superiori rispetto alla media nazionale.
In Campania si registra il 9,5% dei sinistri e l’8,1% degli importi dei risarcimenti (rispettivamente 11,9% e 9,9% nel 2007), in Puglia il 5,5% dei sinistri e il 5,2% degli importi (7,4% e 5,7% nel 2007), in Calabria il 3,8% dei sinistri e il 4% dei risarcimenti (4% e 3,9% nel 2007) e in Sicilia il 2,9% dei sinistri e il 2,9% dei risarcimenti (3,5% e 3,4% nel 2007).

I sinistri oggetto di rilevazione sono quelli collegati ad ipotesi di reato, siano essi denunciati all’autorità giudiziaria ovvero non denunciati per mancanza di prove sufficienti.
Per questi ultimi le imprese si sono avvalse di valutazioni effettuate dai collaboratori periferici che operano nello specifico settore della liquidazione sinistri.

Un commento su “Frodi alle compagnie assicurative, una causa delle alte tariffe r.c.a.

  1. Dal giornale online di repubblica:

    Oltre 160 mila “auto fantasma” in tutta Italia
    840 proprietari tra bolli e multe non pagati
    Sgominata una banda di falsari che da Roma operava in tutto il territorio nazionale dove aveva messo in circolazione oltre 160 mila veicoli intestati a poche centinaia di persone inesistenti per l’anagrafe, per il fisco o il Pra. Automobilisti fantasma senza patente, pensionati o deceduti, irreperibili nelle residenze dichiarate. Da qui bollo e multe non pagati, tagliandi delle assicurazioni falsi e, in caso di incidenti, anche mortali, fuga senza prestare soccorso sapendo di non poter essere individuati. Sono 840 i proprietari con più di 100 auto intestate a testa per un totale di 151.250 veicoli “fantasma” per i quali sono stati inventati falsi passaggi di proprietà. Il giro nazionale di intestatari fittizi scoperto dagli agenti dell’VIII Gruppo della polizia municipale di Roma, su delega del sostituto procuratore Dda Carlo La Speranza, è il risultato di un lavoro iniziato un anno fa indagando su incidenti con omissione di soccorso, molto numerosi nella periferia est della capitale.

    Documenti falsi e danni per milioni di euro
    Le indagini hanno anche permesso di scoprire una centrale di stampa di documenti, tutti falsi, destinati a usi diversi tra cui contrassegni di assicurazioni, carte d’identità, certificati di proprietà del Pra, carte di circolazione, ricevute di multe o bollette elettriche pagate o finte buste paga. Una scoperta che dimostra il danno finanziario per erario, province e regioni: solo di bolli non pagati è calcolato attorno ai 40 milioni di euro.

    Il record a Milano. Il record di un solo titolare con il maggior numero di auto intestate tra le 90 province italiane spetta a Milano con 1.641. I veicoli immatricolati nella provincia per i quali risultano passaggi di proprietà irregolari sono 12.153 intestati ad appena 53 persone. Non è da meno Napoli dove 85 persone possiedono 16.453 autovetture (alcuni 966, altri 668 o 628). A Roma e provincia sono invece in 25 a essere proprietari di 5.634 autovetture, mentre a Bari 31 persone “guidano” 4.686 auto.

    Fenomeno esteso in tutta Italia
    Dal sud, al centro, fino al nord Italia, la pratica dei finti passaggi di proprietà per mettere alla guida persone senza le carte in regola per esserne i veri proprietari, appare radicata. Anche Torino non è rimasta immune dal fenomeno: per un totale di 7.730 veicoli immatricolati risultano 33 proprietari. Tra questi uno di essi ne possiede ben 1.299, altri solo 841 o 529 a testa. Scorrendo l’elenco delle province si scopre che anche province più piccole non sono da meno: a Caltanissetta per esempio i proprietari finti sono solo 4 per un totale di 901 veicoli. Di questi solo uno ne possiede ben 451. E a Biella per 556 veicoli solo 3 intestatari.

    Vigili: cambiare norme passaggi di proprietà
    “Cambiare il Codice della strada dove regolamenta il passaggio di proprietà di autoveicoli” auspica il comandante dell’VIII gruppo di Roma, Antonio Di Maggio. “Quanto scoperto con la nostra indagine suggerisce che il legislatore valuti la necessità di modificare quelle norme del Codice della strada che riguardano le modalità di passaggi di proprietà e ponga un limite al numero di veicoli che un singolo può acquistare”. Un fenomeno che consente tra l’altro di “non pagare, oltre a bolli e assicurazioni, le multe”. A Roma a carico di due intestatari risultano rispettivamente 625 e 551 contravvenzioni per oltre 160 mila euro mai entrati nelle casse del Comune.

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