Rapporto annuale sul controllo delle reti

Dopo esserci occupati delle sanzioni applicate dall’organismo di vigilanza (Isvap) agli intermediari assicurativi per il mancato rispetto delle regole in ambito assicurativo (codice delle assicurazioni private ed il regolamento n.5 del 2006), in questo articolo descriviamo un’ attività  di reportistica delle compagnie assicurative che svolgono su richiesta dell’Isvap.

Attraverso un provvedimento (n. 2743 del 27 ottobre 2009), l’Isvap indica le istruzioni per le Compagnie assicurative per la redazione di un rapporto annuale sul controllo delle reti distributive (agenti, banche, sim, promotori finanziari, produttori diretti), secondo quanto prevede l’articolo 40 del Regolamento ISVAP n. 5 del 16 ottobre 2006.

Il rapporto annuale di cui all’articolo 40 del Regolamento ISVAP n. 5 del 16 ottobre 2006:
a) contiene la descrizione della composizione della rete di vendita, delle modalità di distribuzione adottate dall’impresa, dei piani di formazione e di aggiornamento professionale e delle relative modalità di attuazione;
b) illustra i controlli effettuati dall’impresa, con indicazione dell’unità organizzativa a ciò delegata, sulle attività di formazione e di aggiornamento professionale, inclusi i controlli sui supporti didattici utilizzati;
c) illustra i controlli effettuati dall’impresa sull’osservanza da parte della rete di vendita delle regole generali di comportamento;
d) descrive le procedure adottate dall’impresa nell’attività di controllo e la frequenza dei controlli stessi.

In caso di controlli con esito negativo sull’adeguatezza della formazione o dell’aggiornamento professionale o sull’osservanza delle regole generali di comportamento, il rapporto illustra le criticità rilevate e le conseguenti iniziative adottate dall’impresa.

Contestualmente all’invio del rapporto, le imprese trasmettono all’ISVAP le tabelle indicate nell’allegato 1, nonché la documentazione dalla quale risultino le osservazioni formulate dal responsabile dell’internal auditing all’organo amministrativo dell’impresa e le conseguenti deliberazioni di quest’ultimo.

In che cosa consiste il rapporto?

Dunque le compagnie assicurative effettuano periodicamente le proprie ispezioni alla reti di vendita (Agenti, Broker, Banche, Promotori finanziari e Produttori diretti) per verificare la gestione del denaro ed il rispetto delle circolari aziendali. Da queste ispezioni emergono dei rapporti (verbali) i quali evidenziano delle irregolarità o regolarità sulle diverse aree oggetto di controllo, i dati numerici dei rapporti delle ispezioni dovranno quindi essere evidenziati negli allegati del provvedimento e trasmessi all’Isvap.

Le tabelle da predisporre sono diverse; riguardano una descrizione dettagliata della composizione della rete di vendita (tabella 1) indicando coloro che sono iscritti al RUI nelle varie sezioni, e coloro che svolgono l’attività all’interno dei locali degli iscritti alla sez. A e D (agenti e banche);  una descrizione sulla formazione e l’aggiornamento professionale della rete di vendita (tabelle da 2 a 7); ed infine la descrizione sulle verifiche sull’osservanza delle regole generali di comportamento della rete distributiva (tabella 8).

In particolare quest’ ultima tabella deve evidenziare tali attività:

  • Modalità di pagamento dei premi
  • Verifica della consegna dei Mod. 7A e 7B
  • Verifica della consegna dell’informativa precontrattuale e contrattuale
  • Verifiche sul rispetto delle disposizioni in materia di adeguatezza dei contratti offerti
  • Materiale pubblicitario
  • Siti internet degli intermediari
  • Verifica sull’osservanza delle norme in tema di separatezza patrimoniale o di fideiussione bancaria ex art. 117, comma 3 bis del codice
  • Altro (specificare)

7 commenti su “Rapporto annuale sul controllo delle reti”

  1. Più che controlli, le reti di vendita, avrebbero bisogno di formazione. A cominciare da me che mi sento ignorante.
    Non è giusto mantenere nell’ignoranza una categoria perchè fà comodo ai potenti.
    Anche se, molte colpe, le hanno anche gli intermediari assicurativi che hanno “sniffato” i soldi facili delle compagnie e si sono inventati venditori d’assalto.

  2. Il controllo della rete serve alle compagnie assicurative per la gestione di un rischio operativo.

    I controlli effettuati dall’Isvap servono per verificare che gli operatori dediti alla vendita rispettano le regole del codice delle assicurazioni private ed il reg. n. 5 del 2006, ovvero la trasparenza verso la clientela ed i rapporti con la compagnia assicurativa.

    La conoscenza della normativa di settore oltre che un semplice corso dovrebbe essere un’attività di interesse individuale. Se guidi un auto è ovvio che devi conoscere il codice della strada, cosi se operi nel mercato asicurativo devi conoscerne le norme che lo regolano, in particolare quelle che riguardano gli intermediari.
    Quini a prescindere dai corsi o non corsi che puoi fare o che le compagnie organizzano o non, bisogna essere autodidatti.

  3. Tutto vero e tutto bello , ma resta fermo che l’aspetto principale che una compagnia cura sono ” i premi ” che gli intermediari riescono a:
    – a fare come incremento portafoglio
    – a versali alla compagnia e a non utilizzarli per fini propri – questo resto l’unico e più importante controllo
    Per tutto il resto basterebbe una efficacie organizzazione delle Compagnie sul territorio attraverso Capi area , ispettori commerciali e formatori capaci e autorevoli.

  4. Ciao assicuratrice in rosa….”Più che controlli, le reti di vendita, avrebbero bisogno di formazione”… il controllo della compagnia ha due finalità:
    1) gestione del denaro – è importante verificare la gestione contabile del denaro che dal cliente alla compagnia passa per le “mani” dell’intermediario;
    2) rispetto delle normative e circolari aziendali – il rispetto di queste regole ha la finalità principale di tutela del cliente;

    Sono d’accordo con te che serve più formazione, ma il rispetto delle regole prescinde dalla formazione che è qualcosa di più tecnico per la vendita.

  5. Caro Roberto, hai toccato un tasto molto complesso e sicuramente il nocciolo della scarsa cultura assicurativa italiana.
    Nelle scuole, nelle università, nella distribuzione dei prodotti assicurativi e in generale nella mentalità italiana c’è una scarsa preparazione al tema assicurativo.
    Nelle s.p.a. ciò che conta sono i numeri, del resto anche nell’altro settore finanziario, quello bancario, non conta la preparazione o la professionalità ma il fatturato o produzione di fine anno.
    Ecco che il personale di compagnia o di vendita a volte non sempre è una persona con una preparazione teorica necessaria e sufficiente.

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