Danni a veicolo di scarso valore commerciale: che fare?

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Ad alcuni di voi sarà capitato, molti di voi l’avranno sentito dire: quando fai un incidente con una macchina, o una moto, che vale poco, oltre a tutti i problemi conseguenti all’incidente (spavento perdite di tempo, lesioni etc.), insomma oltre al danno, si deve patire la beffa del risarcimento irrisorio per la perdita del veicolo.

Magari uno ha un motorino vecchiotto, ma che viaggia benissimo: un automobilista distratto fa inversione, gli taglia la strada, e lui cade. Il motorino è da buttare. L’assicurazione gli offre 100 euro. Ripararlo ne costerebbe 1000. Trovarlo uguale è difficile, comprarlo nuovo troppo costoso. E il motociclista rimane a piedi. Lo stesso esempio si può fare con l’auto, naturalmente.

D’altronde se un veicolo è assicurato per una data cifra, in caso di rottamazione sarà quella cifra che vi verrà offerta.

La vostra assicurazione, in caso di risarcimento diretto, o quella di chi vi ha danneggiato, in caso di risarcimento per procedura ordinaria, di fronte a un danno superiore al valore commerciale del veicolo, invocherà il “principio di antieconomicità della riparazione”, che significa che riparare il veicolo costa più del suo valore, e vi offrirà una somma pari al valore del veicolo. Mentre se il valore del veicolo è superiore, ovviamente, vi offrirà il costo delle riparazioni.

Dunque, che fare se il veicolo vale 1000 e il costo delle riparazioni ammonta a 2000?

Perchè pagare 1000 di tasca propria quando si è vittima di un danno ingiusto? D’altronde, perchè rottamare una macchina che, se sul mercato vale 1000, per me che l’ho curata per dieci anni vale di sicuro più di 2000?

Per prendere una decisione ponderata e rispondente ai nostri interessi, bisogna tener conto di alcuni aspetti, che non di rado vengono ignorati, tanto dai danneggiati che dai loro assicuratori.

La scelta se rottamare o meno l’amata auto, o la moto, che ci ha accompagnato per tanti chilometri, può essere presa consapevolmente solo se si hanno chiare le differenze sul piano economico delle due alternative.

Un esempio pratico aiuterà a capire meglio.

Se rottamo un auto del valore di 1000 euro, potrò chiederne il valore, il bollo non goduto, l’assicurazione non goduta (per quella cifra non recuperabile in alcun altro modo) e il “Fermo per il Recupero di Analogo Mezzo” (F.R.A.M.) che si liquida forfettariamente.

Nel complesso potrei arrivare a percepire 2000 euro circa. Ma resterei senza auto.

Se invece decido di riparare il veicolo, allora bisogna che sappia che il “principio di antieconomicità della riparazione” non ha carattere assoluto, ma va temperato con il “principio di ragionevolezza della riparazione”, che astrattamente potrebbe portarmi ad ottenere il risarcimento integrale del costo della riparazione, laddove potessi provare che era ragionevole spendere 2000 euro per una macchina che ne vale 1000, ma che comunque può spingere il risarcimento non solo oltre i 1000 euro del valore commerciale, ma anche talvolta oltre i 1500 euro.

Supponiamo allora che le riparazioni mi costino 2000 euro, e supponiamo che per effettuarle ci vogliano 36 ore di manodopera: in tal caso, ottenendo 1500 euro per riparazioni (cifra “ragionevole”) e 250 euro per il fermo tecnico del veicolo, rimangono 250 euro che dovrò metterci di tasca mia.

Quindi, in conclusione, dovrò chiedermi se intendo rimanere senz’auto con 2000 euro in mano, o con l’auto di prima, riparata, e 250 euro in meno.

Per alcuni potrebbe essere intollerabile pagare di tasca propria anche solo una piccolissima parte del danno ingiustamente patito, ma il buon senso potrebbe suggerire, a seconda dei casi, di scegliere la riparazione, anziché la rottamazione.

Mi permetto, a chiusura di questo mio contributo, di dare un suggerimento a tutti coloro che hanno la sventura di rimanere coinvolti in un incidente stradale: rivolgetevi a un avvocato specialista della materia. Non vi costerà nulla e vi permetterà di passare attraverso ogni trafila in completa consapevolezza e nella piena tutela dei vostri diritti.

Assicuriamoci Bene in collaborazione con un team di professionisti (studi professionali di periti ed avvocati, esperti di diritto delle assicurazioni, della quantificazione del danno, di ricostruzione delle dinamiche degli incidenti), ha predisposto il servizio gratuito “L’ esperto risponde” per gli utenti del Blog.

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

 

2 commenti su “Danni a veicolo di scarso valore commerciale: che fare?

  1. purtroppo a cominciare dalla propria agenzia assicurativa, il cliente riceve informazioni false e che lo scoraggiano ad insistere per avere quello che gli spetta. Le compagnie fanno leva sulla poca informazione della massa dei clienti e ne approfittano.

    Per fortuna oggi è possibile essere informati tramite internet e siti come il vostro.

    Grazie

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