Incidenti stradali, quando serve l’avvocato?

La domanda, in realtà, è mal posta. La risposta è: sempre!

Se proprio vogliamo trovare un caso limite in cui dell’avvocato si può (forse) fare a meno, allora potremmo prendere in considerazione il tamponamento senza feriti, con ammissione di colpa della controparte in constatazione amichevole e danni lievi al veicolo.

In qualsiasi altro caso non dare mandato a un avvocato è un rischio. Quando ci sono lesioni poi, è  come andare al mercato in Egitto e accettare la prima cifra che ci viene chiesta, o come giocare a poker coi fagioli e al momento della conversione in euro chiedere a chi ha perso di stabilire quanti euro vale ogni fagiolo.

Per chi si fosse già smarrito, quando qualcuno vi danneggia in un incidente stradale, chi ha perso è la sua Assicurazione. Nel caso di risarcimento diretto è in prima battuta la vostra Assicurazione.

Viene diffusa dalle agenzie assicurative, e da tutti gli ambienti assicurativi in genere, l’idea che l’avvocato non serva, si dice anche che “poi bisogna pagarlo”.

Falso e falso!

La giurisprudenza costante ha sempre dichiarato che sono a carico dell’Istituto Assicuratore del responsabile del sinistro (o del danneggiato se c’è risarcimento diretto) le spese legali, anche stragiudiziali.

Tale orientamento poggia sul diritto di difesa, garantito dall’art. 24 della Costituzione, e sul principio di uguaglianza tra le parti.

In altre parole, il cittadino deve avere la possibilità di porsi nei confronti dell’Assicurazione, che impiega tecnici esperti per la liquidazione dei sinistri, in condizione di parità.

L’importante è fare accordi chiari con l’avvocato cui volete affidare l’incarico. Per esempio potete chiedere di mettervi per iscritto che il compenso sarà esclusivamente quello ottenuto dalla compagnia di assicurazioni in fase di trattativa a titolo di spese legali.

È comunque essenziale non fare da soli. E non mettere tutto in mano a un agente. L’agente vi vuole bene, vuole che siate soddisfatti, ma di solito crede che 1.000 euro per un colpo di frusta sia una somma più che sufficiente.

E, purtroppo per le Assicurazioni (ma ancor di più per i danneggiati, che spesso sottovalutano le lesioni), questo raramente è vero.

Le Assicurazioni non vogliono avvocati di mezzo perché ritengono che in Italia i risarcimenti costino troppo. E un avvocato, sapendo quanto può valere un risarcimento per lesioni, costringe chi deve risarcire ad avvicinarsi alla cifra effettiva, anziché pagarne un quarto a ignari danneggiati che “non vogliono speculare”.

Vi lascio con una domanda, sulla quale meditare: ma se aveste una vertenza contro una banca, vi fareste assistere da dipendenti della stessa banca? Datevi una risposta, la mia ve la lascio immaginare.

Avv. Antonio Benevento – www.studiolegalebenevento.it

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Assicuriamoci Bene in collaborazione con un team di professionisti (studi professionali di periti ed avvocati, esperti di diritto delle assicurazioni, della quantificazione del danno, di ricostruzione delle dinamiche degli incidenti), ha predisposto il servizio gratuito per gli utenti del Blog: “L’ esperto risponde”.

10 commenti su “Incidenti stradali, quando serve l’avvocato?

  1. Buona sera,

    era proprio quello che cercavo. Ho avuto di recente un incidente stradale, nel quale io ho le mie colpe ma l’ altro anche. In tal caso ho preferito rivolgermi ad un avvocato.
    Oggi parlavo con un mio amico, il quale mi ha detto, spaventandomi, che se il tutto dovesse andare male per me sarò costretta a sostenere sia le mie spese legali che le spese della controparte. Leggendo ciò che scrive, mi sembra di aver capito che non è così.
    Mi potrebbe dare una conferma?

  2. Buongiorno Carmela, bisogna fare una distinzione importante.
    L’articolo scritto è incentrato sulla “trattazione stragiudiziale” del sinistro.
    In altre parole, dopo l’incidente le parti prendono contatto per cercare un accordo. In questa fase io consiglio di rivolgersi a un avvocato perchè sa difendere gli interessi del danneggiato molto meglio del danneggiato stesso, fornendo un’assistenza professionale.
    In questa fase chi ha ragione non deve pagare l’avvocato, perchè viene pagato dalla compagnia di assicurazioni. Salvo accordi diversi con il legale, che prevedono “extra”.

    Se invece si ha torto, la compagnia non paga il proprio avvocato, ma si deve certo pagare quello della controparte, ammesso che ne abbia uno.

    Quello cui si riferisce il Suo parente invece è la fase “giudiziale”, che è meramente eventuale in caso di disaccordo. Se la compagnia Le dà torto ma Lei è convinta di aver ragione, o Le liquida mille euro per un danno che ne vale il doppio, allora può scegliere di far causa. Una volta in causa, se perde perchè il giudice dice che è colpa Sua, oppure il perito del giudice dice che il danno vale 1000 euro quindi ha fatto causa per niente, allora di norma le spese legali sono a carico di chi perde quindi paga l’avvocato Suo e quello dell’assicurazione.
    Se ha dei dubbi, si faccia spiegare bene tutto dal suo legale.

    Sperando di esserLe stato d’aiuto, Le porgo i miei migliori saluti.

  3. Mettere di mezzo l’avvocato? Si potrebbe evitare solamente quando si fa un tamponamento e tutte e due le parti in causa siano civili ed onesti nell’ammettere di chi sia stato l’errore!veramente difficile!!…Il caso si complica quando accade l’incidente che porta o potrebbe portare al verificarsi di conseguenze serie o gravi per la salute di una o di tutte le parti coinvolte!!…In questo caso la presenza di una figura professionale e di fiducia come l’avvocato è sicuramente raccomandabile…..per essere tutelati al meglio, anche dalle compagnie assicuratrici!!

  4. salve,
    circa un anno fa ho avuto un sinistro e ho dato le pratiche ad un avvocato, in questi giorni ho ricevuto l’assegno a me intestato e l’avvocato mi ha chiesto una somma dall’assegno che ho ricevuto. Cercando per internet ho trovato questa citazione “la parcella e le spese sostenute dall’Avvocato che assiste e tutela un danneggiato che abbia diritto a risarcimento sono a totale carico del responsabile del sinistro e del suo assicuratore, i quali dovranno, oltre che risarcire il danno, rimborsare anche – e separatamente – le competenze legali.”. Come mi devo comportare? Grazie in anticipo

  5. caro lettore,
    quando si definisce un risarcimento con l’assicurazione, si tratta anche sulle spese legali. Ti confermo insomma che di norma le spese legali sono a carico dell’assicurazione che risarcisce il danno, in quanto “voce di danno”.

    Tuttavia: a volte l’assegno del risarcimento contiene sia il capitale (il tuo risarcimento), che le spese (la parcella dell’avvocato). In tal caso c’è poco da dire, hai percepito soldi non tuoi e devi “girarli” all’avvocato.
    Se si tratta di liquidazione c.d. omnia, dovrebbe esserci scritto da qualche parte quanti sono i tuoi soldi e quanti quelli del legale.

    Quando invece l’avvocato ti chiede di pagargli un importo che non è stato direttamente liquidato dall’assicurazione, ciò può derivare da numerose ragioni, particolari difficoltà nella trattazione, prassi diffusa nella zona in cui si è svolto il lavoro, o anche solo che l’avvocato che hai scelto è “caro”.

    Quel che posso dire è che a meno che non si tratti di una richiesta abnorme (ad esempio prendi 1000 e ti chiede 700 di parcella), l’avvocato ha diritto di chiedere. Non ci sono norme che lo vietano. Se l’assicurazione non ha voluto pagare l’avvocato, o lo ha pagato poco, l’avvocato può chiedere soldi al cliente, eventualmente proponendogli di far causa per avere quanto non pagato dall’assicurazione.

    Quel che consiglio io sempre, è di chiarirsi prima. A me spesso chiedono come ci regoleremo con le spese. A quel punto se io dico che in caso di ragione totale saranno a carico dell’assicurazione, non potrò certo rimangiarmi la parola.

    Sperando di aver chiarito i tuoi dubbi, ti saluto.

  6. Salve
    verso la metà d gennaio ho provocato un incidente, sorpassando la macchina avanti a me e poi rientrando nella mia carreggiata l ho urtata con il mio posteriore destro verso il suo anteriore sinistro. Nell impatto la macchina che ho urtato si è allargata alla sua destra, prendendo un muro. Mi sono assunto il totale delle colpe nel modulo cid. Nel mese di maggio c.a. Il perito ha dichiarato che i danni non corrispondono alla dinamica Dell incidente e quindi l assicurazione non risarcisce il danno. Abbiamo le foto dell incidente e i vari punti di contatto
    in attesa d un Suo riscontro porgo i miei cordiali saluti
    Alessandro Tordella

  7. Buongiorno, è un po’ curioso che sia il responsabile del danno a preoccuparsi del mancato risarcimento. Paghiamo fior di quattrini alle assicurazioni per sollevarci da questi problemi. In ogni caso, più che rilasciare una dichiarazione in cui si assume la responsabilità, come immagino avrà fatto denunciando il sinistro, non poteva fare. Se il danneggiato vuole ottenere il ristoro dei danni dovrà penso far causa. E per far causa servirebbe una preventiva perizia che sconfessi la tesi del perito dell’assicurazione. Volendo, una volta fatta la perizia, si può inviare alla compagnia minacciando la causa, oppure anche fare un reclamo interno, ovvero scrivere una raccomandata all’Ufficio Reclami della compagnia.
    In ogni caso tutte le operazioni dovrebbero essere dirette da un legale.
    Lo scoglio iniziale è il costo della perizia, se i danni sono contenuti potrebbe pesare, visto il rischio di non ottenere ragione.
    Un parere sulla correttezza delle valutazioni del perito dell’assicurazione non è possibile darlo. Sembra evidente che la compagnia non creda alla Vostra versione dei fatti. Se però Lei è sicuro che non vi fossero danni pregressi e che la compagnia stia sbagliando, allora credo possiate essere fiduciosi sul buon esito dell’azione legale.

  8. Caro Avvocato Benevento

    Il trasportato ferito in incidente senza altri veicoli coinvolti (oltre a quello su cui viaggiava) ha davvero bisogno dell’avvocato?

    Mi pare che la rinuncia all’avvocato potrebbe essere vista, dall’assicuratore (che ne dovrebbe pagare il lavoro), come un atteggiamento corretto da parte di chi comunque non accede al risarcimento diretto.

  9. Caro Davide, non sono per nulla d’accordo. E credimi non lo sarei anche se avessi smesso di fare l’avvocato che si occupa di queste cose.

    Nel nostro sistema giudiziario-assicurativo è in atto una guerra sulla quantificazione dei danni. E il trasportato che si rivolge in fiducia a un’assicurazione (che già quando è la sua, una volta indossati gli occhiali del liquidatore non gli pagherà granché, figuriamoci quando non è nemmeno la sua!), sperando che il liquidatore lo premi perché non si è rivolto all’avvocato, è destinato a ricevere un’offerta esigua.

    Consideriamo anche che l’avvocato può svolgere una preziosa attività di consulenza e informazione ben prima della trattativa per la quantificazione dei danni. Facciamo un esempio: Tizio, trasportato sull’auto di Caio, dopo 10 giorni dati dal pronto soccorso si reca a lavoro, perchè ha bisogno di non indispettire il datore. Sta ancora male ma deve lavorare. Non sa che i giorni di malattia sul lavoro non coincidono con i giorni in cui lui non è perfettamente guarito e merita un risarcimento per inabilità temporanea.

    Inoltre, anche se voleva farlo, rinuncia ad andare da un ortopedico, perchè non ha tempo.

    Poi dopo qualche settimana, l’assicurazione lo chiama a visita e gli liquida 300 euro. Ma come? Io ho ancora male al collo, e mi danno solo 300 euro?

    Queste cose succedono davvero, e le incontro spesso nella mia attività professionale.

    Se invece Tizio va dall’avvocato, questi gli dirà subito che, se non sta bene, ma rinuncia a fare tutti gli accertamenti e le cure necessarie, potrebbe non ricevere un risarcimento degno di tale nome. Gli dirà che può tornare al lavoro, ma non di meno deve far certificare il suo stato di malessere se non vuole essere considerato guarito al primo giorno di scadenza della prognosi del pronto soccorso (che non corrisponde mai a realtà, non so il perchè).

    Gli dirà che grazie alla legge-regalo del 2012, se non fa lastre nei giorni immediatamente successivi all’evento, non gli verrà riconosciuta invalidità permanente, nemmeno se ha tre costole rotte.

    E gli consiglierà di fare una relazione medico legale di parte da uno specialista serio, così che il medico incaricato dalla compagnia sappia che un suo collega ha valutato le lesioni in un dato modo ed è disponibile a portare questa tesi davanti al giudice.

    Queste sono solo alcune delle cose che il cittadino medio non sa e che un professionista può spiegargli. Tacendo della inesistente capacità del cittadino medio di valutare la congruità dell’offerta del liquidatore, che se è molto esigua viene smascherata, ma se è la metà di quanto vale il danno, spesso viene accettata con gioia.

    Se quindi la provocazione (perchè è una provocazione vero?) è dire che senza dover discutere dell’AN, ovvero di colpe e ragioni, il trasportato può fare a meno dell’assistenza specialistica, beh, come detto all’inizio, non sono proprio per nulla d’accordo.

    p.s.
    anche se fossero coinvolti altri veicoli non cambierebbe nulla, perché il trasportato può rivolgersi all’assicurazione del vettore disinteressandosi della responsabilità di questi o della controparte.

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