Le entrate monetarie dell’Isvap

In questo articolo ci proponiamo di analizzare quali sono le entrate monetarie del noto istituto di vigilanza, l’Isvap. L’istituto oggetto di analisi delibera le norme concernenti l’organizzazione, il funzionamento e il personale dell’Istituto alle cui spese provvede con autonoma gestione, nei limiti delle risorse ai sensi dell’articolo 23 della legge del 12 agosto del 1982, n. 576 .

Le entrate dell’ ISVAP sono disciplinate dalla su menzionata legge e dal codice delle assicurazioni,  e sono costituite da:

  • Contributo di vigilanza delle compagnie assicurative, è commisurato ad un importo non superiore al due per mille dei premi incassati in ciascun esercizio, escluse le tasse e le imposte ed al netto di un’aliquota per oneri di gestione calcolata dall’ISVAP mediante apposita elaborazione dei dati risultanti dai bilanci dell’esercizio precedente (art 335 codice delle assicurazioni private). Il contributo è versato direttamente all’ISVAP entro il 31 luglio di ogni anno;
  • dai ricavi della vendita di beni immobili e mobili;
  •  da ogni altra eventuale entrata;
  • Contributo di vigilanza dei periti assicurativi (art. 337 codice delle assicurazioni private) Gli iscritti nel ruolo dei periti assicurativi sono tenuti al pagamento all’ISVAP di un contributo annuale, denominato contributo di vigilanza sui periti assicurativi nella misura massima di euro cento. Il contributo di vigilanza è determinato entro il 30 maggio con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze adottato, sentito l’ISVAP, in modo da assicurare la copertura finanziaria degli oneri di vigilanza sui periti iscritti al ruolo. Il decreto è pubblicato entro il 30 giugno nella Gazzetta Ufficiale e nel Bollettino dell’ISVAP;
  • Contributo di vigilanza degli intermediari assicurativi (art. 336 codice delle assicurazioni private). Gli iscritti al registro degli intermediari di assicurazione sono tenuti al pagamento all’ISVAP di un contributo annuale, denominato contributo di vigilanza sugli intermediari di assicurazione e riassicurazione nella misura massima per le persone fisiche iscritte come Agenti € 100, come Broker € 500, come produttori diretti € 50, mentre i Collaboratori degli intermediari iscritti nelle sezioni A, B o D non devono pagare il contributo di vigilanza. Nella misura massima per le persone giuridiche iscritte al RUI come Agenti € 500, come Broker € 500, come Banche, Intermediari finanziari, SIM e Poste Italiane – Divisione servizi di bancoposta € 10.000. Il contributo di vigilanza è determinato entro il 30 maggio con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze adottato, sentito l’ISVAP, in modo da assicurare la copertura finanziaria degli oneri di vigilanza sugli intermediari iscritti al registro. Il decreto è pubblicato entro il 30 giugno nella Gazzetta Ufficiale e nel Bollettino dell’ISVAP;
  • Sanzioni pecuniarie irrogate alle compagnie assicurative secondo quanto stabilito dal codice delle assicurazioni private al TITOLO XVIII – SANZIONI E PROCEDIMENTI SANZIONATORI;
  • Sanzioni pecuniarie irrogate agli intermediari assicurativi (art. 324 codice delle assicurazioni private) e periti assicurativi.

Proviamo adesso a quantificare le entate. Dal sito dell’Isvap si rileva che per l’anno 2009 le sanzioni irrogate sono state pari a € 59.483.425.

Per quanto riguarda invece le entrate monetarie dal contributo di vigilanza degli intermediari assicurativi e riassicurativi si può desumere dal numero di iscritti al RUI,  ad oggi risultano (01 aprile 2010) come mostra le seguente tabella 219.035 persone fisiche e 24.520 persone giuridche.

  persone fisiche persone giuridiche
sez. A (Agenti) 28.711 10.016
sez. B (Broker) 3.109 1.146
sez. C (Produttori diretti) 15.028  
sez. D (Banche, Intermediari finanziari, SIM e Poste Italiane – Divisione servizi di bancoposta)   745
sez. E (Collaboratori degli intermediari iscritti nelle sezioni A, B o D) 172.187 12.613
Totale iscritti 219.035 24.520

Quindi partendo dal numero di iscritti e verificando che Per l’anno 2009 il contributo di vigilanza stabilito era pari a:

  • per ogni persona fisica: Agenti e Broker € 63, Produttori diretti € 18;
  • per ogni persona giuridica: Agenti e Broker € 292, Banche, intermediari finanziari,SIM e Poste Italiane-Divisione Bancoposta) in base alla raccolta premi, e precisamente per banche con raccolta premi superiore a 1 miliardo di euro e Poste Italiane € 10.000, banche con raccolta premi da 100 milioni a 1 miliardo di euro € 9.200, banche con raccolta premi da 10 a 99 milioni di euro € 6.900, banche con raccolta premi da 1 a 9 milioni di euro € 5.750, banche con raccolta premi inferiore a 1 milione di euro € 2.300.
  •  Inoltre ai sensi dell’art. 2 del D.M. del 18 giugno 2009, la misura del contributo dovuto dai periti assicurativi è stabilita in € 48,00.

 Si può facilmente quantificare ad esempio che nel solo anno 2009 tra i soli contributi di vigilanza di intermediari assicurativi e riassicurativi (basta moltiplicare il numero di iscritti per il contributo) e le sanzioni, l’Isvap ha avuto a disposizione enormi mezzi finanziari per svolgere il suo ruolo.

L’Isvap si autofinanzia con le entrate descritte, senza pertanto ricevere introiti provenienti dallo Stato (da tasse dei cittadini) o con partecipazione di privati (capitali provenienti dall’emissione di azioni). Ciò garantisce la piena indipendenza da un punto di vista economico.

Ma un unico conflitto d’interessi a cui si può malignamente pensare è l’introito derivante dalle sanzioni, per cui si potrebbe pensare maggiori sono le “multe” maggiori sono le entrate.

E’ fuori di dubbio ovviamente la serietà e l’importante ruolo svolto dall’Isvap, basti pensare che negli ultimi anni ha emanato diversi regolamenti chiaramente rivolti alla tutela del cliente, alla trasparenza e correttezza delle imprese assicurative e degli intermediari assicurativi. Tutto ciò per spingere il mercato assicurativo ad essere trasparente ed avere operatori professionali. Basta pensare all’obbligo di formazione ed aggiornamento professionale degli intermediari assicurativi.

Ma ci chiediamo adesso, se l’autorizzazione ad operare nel mercato assicurativo da parte di un intermediario spetta all’Isvap dopo il superamento di una prova di idoneità (la cui  Commissione esaminatrice è nominata dall’ISVAP stessa con proprio provvedimento, è composta da due dirigenti dell’ISVAP, di cui uno con funzioni di presidente, due funzionari dell’ISVAP, due docenti universitari in una delle seguenti discipline diritto privato, diritto civile, diritto commerciale, diritto delle assicurazioni), perché l’Istituto di vigilanza non si occupa anche dei corsi di formazione e/o della certificazione di questi?

Ci chiediamo ancora,  se punisce con le sanzioni gli intermediari e le imprese non trasparenti e non corrette, perché non investe parte degli introiti in formazione (gratuita) per “educare” gli operatori del settore?

Attualmente i corsi di formazione (obbligatori per ogni intermediario) vengono svolti oltre che dalle imprese assicurative, quasi sempre solo sull’aggiornamento dei prodotti, anche da istituti e/o scuole di formazione private dietro un compenso. Quindi anche qui malignamente si può pensare che vi è un conflitto d’interessi nel mercato assicurativo? A voi l’opinione..

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