Il capitale accumulato dalla previdenza complementare, ti farà ottenere il 100% dell’ultimo reddito?

L’ultima fase della previdenza complementare è quella la prestazione. Questa fase consiste nella restituzione di quanto accumulato negli anni, ovvero la somma dei contributi versati durante la fase di accumulazione e dei rendimenti ottenuti dalla gestione del fondo, sotto forma di prestazione pensionistica. Le prestazioni pensionistiche possono essere cosi percepite:

  • Sotto forma di “Capitale” (fino al 50% della posizione individuale maturata, se però la permanenza nel fondo è da almeno 5 anni e si hanno i requisiti di accesso alla pensione obbligatoria, mentre fino al 100% per i “vecchi iscritti);
  • Sotto forma di “Rendita” (almeno il 50% della posizione individuale maturata, però la permanenza nel fondo è da almeno 5 anni e si hanno i requisiti di accesso alla pensione obbligatoria).

Sia il capitale, sia la rendita al momento dell’erogazione hanno una tassazione del 15%, che può decrescere sino al 9%. In che senso? Il meccanismo è semplice, a partire dall’adesione ad una forma di previdenza complementare e sino al 15° anno la tassazione è del 15%. Dal 16° anno di permanenza nel fondo si riduce la tassazione dello 0,30% ogni anno. Ecco una esempio:

N. di anni in un fondo  tassazione
0 – 15 15,0%
16 14,7%
17 14,4%
18 14,1%
19 13,8%
20 13,5%
21 13,2%
22 12,9%
23 12,6%
24 12,3%
25 12,0%
26 11,7%
27 11,4%
28 11,1%
29 10,8%
30 10,5%
31 10,2%
32   9,9%
33   9,6%
34   9,3%
35

  9,0%

Cosa si intende per permanenza in un fondo? Si intende la permanenza nella categoria dei fondi pensione complementari. Anche se ad esempio si cambia azienda e si cambia fondo pensione non cambia nulla nel conteggio degli anni di permanenza.

Ma vi è anche un’altra possibilità di ottenere quanto accumulato prima della pensione. Questo è il caso delle cosi dette prestazioni non pensionistiche che meritano un articolo a parte, ma per completezza vi anticipiamo in cosa consistono :

  • Anticipazioni (per l’acquisto e ristrutturazione della prima casa di abitazione per se o per i figli nella misura max del 75% della posizione maturata, oppure per esigenze individuali nella misura max del 30% della posizione maturata, in entrambi i casi se sono però trascorsi almeno 8 anni dall’adesione; mentre se si devono sostenere spese sanitarie relative a terapie o interventi per se o per i figli nella misura max del 75% della posizione maturata, ovviamente può essere richiesto in qualsiasi momento);
  • Trasferimento (viene trasferito il 100% della posizione individuale maturata, ciò che è stato accumulato in un altro “fondo”, nei casi di variazione dell’attività lavorativa e può essere richiesto in qualsiasi momento, oppure per scelta individuale se però sono trascorsi almeno due anni dall’adesione);
  • Riscatto (nei casi di cessazione dell’attività lavorativa nella misura del 50% della posizione individuale maturata se si hanno almeno 12 mesi di inoccupazione, oppure si può chiedere il riscatto del 100% se sono trascorsi 48 mesi di inoccupazione; in caso di premorienza la posizione pensionistica viene riscattata dagli eredi o beneficiari designato dall’iscritto);

Il titolo dell’articolo “Il capitale accumulato dalla previdenza complementare, ti farà ottenre il 100% dell’ultimo reddito?”  non ha una risposta! ma deve farci riflettere sull’ unica cosa certa, ovvero che secondo le stime della ragioneria dello stato con la pensione pubblica avremo soltanto il 50% dell’ultimo reddito. Cosa vuol dire tradotto in soldoni? Vuol dire che se oggi ho uno stipendio di 1500 €, e domani vado in pensione, avrò dallo Stato soltanto 750€ al mese.

Come o casa fare? Per poter trascorrere gli anni, successivi al termine dell’attività lavorativa, senza cambiare il nostro tenore di vita è opportuno pensare, sin da oggi, ad accantonare somme di denaro in una qualsiasi forma, per raggiungere almeno l’80% del nostro ultimo reddito. Questo è il nostro consiglio!

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