Ecco le cause degli aumenti dei prezzi R.C.Auto

Cari lettori, con questo articolo vorrei esporre le mie considerazioni, sul tema ricorrente degli aumenti dei prezzi r.c.auto.

A febbraio l’Isvap aveva avviato un’ indagine, rivolta alle imprese assicurative, sulle strutture liquidative sinistri (cioè gli uffici che effettuano la liquidazione del danno) e su quelle di acquisizione dei contratti (cioè le reti distributive che vendono polizze, agenzie, banche, broker). In particolare l’indagine avviata, con un comunicato, consentirà all’Isvap di conoscere le caratteristiche ed il modello organizzativo di ogni impresa, ovvero le scelte aziendali sulle strutture liquidative, accentrate presso le sedi o esterne, il numero delle risorse impiegate, i sistemi di controllo interno sul processo liquidativo. Stessa analisi conoscitiva è volta sulle reti distributive utilizzate dalle imprese, con una maggiore attenzione a quelle del Mezzogiorno, in particolare su eventuali azioni di revoche del mandato, accorpamenti di reti, dismissioni di portafoglio, etc.

Qualche giorno dopo, l’Isvap aveva avviato un’altra indagine, per conoscere l’andamento delle tariffe e dei sinistri r.c.auto. Le comunicazioni delle imprese all’organismo di vigilanza dovevano indicare la tariffa praticata in ogni provincia italiana secondo 4 tipologie di assicurati e i dati sui sinistri con la distinzione di quelli che rientrano nel meccanismo del CARD (risarcimento diretto) e quelli NO CARD .

In questi giorni anche l’autorità garante della concorrenza e mercato (AGCM) aveva annunciato un’ indagine conoscitiva sugli aumenti dei prezzi r.c. auto.

Chiaramente le Authority vogliono comprendere i motivi degli aumenti dei prezzi sulle polizze r.c.auto, ed attuare i giusti interventi normativi e correttivi nel mercato assicurativo per ridurre i prezzi. Sotto osservazione e giudizio ci sono:

  1. il recente meccanismo (dal 2007) del Risarcimento diretto il quale doveva portare benfici con una riduzione dei costi di risarcimento e quindi delle tariffe;
  2. l’efficienza delle strutture liquidative sinitri interne ed esterne e l’organizzazione aziendale con sistemi di controllo interno sui sinistri;
  3. le scelte commerciali sulle reti di vendita.

Secondo il mio parere l’indagine delle Authority è molto utile, sperando che il risultato finale non sia semplicemente il trovare una giustificazione “comoda” puntando il dito ad una scelta politica passata per rimbalzare colpe tra un governo ed un altro, con il risultato che non si individuano tutte le disfunzioni del mercato assicurativo. Questa mia preoccupazione nasce dalle letture dei quotidiani in cui si accusano  periodicamente il “risarcimento diretto” o “le lenzuolate di Bersani”. Temi nel quale si può entrare in merito sull’utilità, ma secondo il mio parere non sono la causa dei mali dei prezzi r.c.auto.

Quei fattori sotto esame possono aver determinato aumenti nell’r.c.auto, anche se pongo dei “MA”. Penso che il problema non può esser un solo fattore, ma tutti, e forse anche altri non sotto indagine! 

Partiamo con l’analisi dal 2° fattore: le strutture liquidative sinistri. L’indagine conoscitiva dell’Isvap, per far emergere eventuali carenze organizzative delle compagnie assicurative, tali da incidere nei costi che si ripercuotono sulla tariffa e quindi sul prezzo, può essere interessante, ma secondo il mio parere poco efficace poichè il principale motivo dei costi elevati di risarcimento è il fenomeno delle frodi. 

Per “combattere” le frodi,  la strada migliore è quella di intensificare le sinergie con le forze dell’ordine per smascherare sinistri falsi delle attività criminali organizzate. Certamente aumentando il numero di addetti degli ispettorati sinistri o uffici antifrode, può ridurre lievemente il fenomeno ed aumentare la velocità di indennizzo dei sinistri ma ciò impatta in maniera negativa sui costi del personale (che incide sul bilancio e quindi negativamente sulla tariffa r.c. auto).

Se da un lato bisogna stare attenti al lato della tariffa, dall’altro bisogna guardare al servizio reso. Ogni anno aumentano le sanzioni in ambito r.c. auto a carico delle imprese assicurative. Ciò significa che un’impresa viene sanzionata perchè non rispetta le regole sul risarcimento danni; le cause possono esser due, o la sua struttura liquidativa non è ben organizzata (nel caso in cui ad esempio non rispetta i tempi di liquidazione del danno), o è una scelta aziendale in cui si corre il rischio di una sanzione a fronte di un maggior risparmio nei costi di una ridotta struttura liquidativa. 

Ma chi viene sanzionato? Basta verificare nel sito dell’Isvap chi sono le imprese, e si nota che principalmente sono quelle più “grosse”, e che hanno la maggior quota di mercato nell’r.c.auto. Pertanto penso che probabilmente il problema non sia una questione di struttura liquidativa non organizzata, ma di una scelta aziendale! In merito alle sanzioni mi ero occupato in passato con un articolo.

Come porre rimedio? Se le sanzioni non sono tali da scoraggiare un comportamento scorretto dell’impresa, oltretutto ripetuto nel tempo, bisogna introdurre nel nostro ordinamento l’istituto del “punitive damage” o indennità punitiva, previsto dalla legge americana; quest’ultima prevede che, una volta stabilità la responsabilità di un’impresa, la giuria (l’equivalente del nostro giudice) possa stabilire un risarcimento molto più alto del danno reale subito dall’acquirente. Il risarcimento ha una doppia finalità: riparare le sofferenze morali e materiali della parte lesa, ma anche scoraggiare comportamenti delittuosi o irresponsabili da parte delle aziende.

A voler giustificare il “diavolo”, poichè il trend delle sanzioni è in crescita, secondo la mia opinione vi è però una correlazione positiva (statisticamente) con l’aumento delle leggi e dei regolamenti Isvap negli ultimi anni. Basta pensare al recente sistema del risarcimento diretto con tempistiche di risarcimento ben definite, oltre il quale l’impresa è sanzionata.

Adesso analizziamo il 1° fattore sotto osservazione. Il sistema del risarcimento diretto, tema fortemente discusso; secondo la mia opinione è un sistema corretto in quanto il danneggiato si rivolge all’impresa con cui si è assicurato, e non ad una con cui non si ha nessun rapporto e soprattutto nessuna conoscenza. Il nuovo meccanismo auspica che la scelta della Compagnia avvenga non solo sulla base del prezzo ma anche sulla serietà del servizio di assistenza e liquidazione dei sinistri. Quindi noi di AssicuriamociBene condividiamo il sistema del risarcimento diretto seppur come abbiamo già detto in un recente articolo , dovrebbe essere reintrodotta la possibilità di utilizzare un legale in caso di controversia, le cui spese legali vengono sostenute dalla compagnia. 

Ai fattori esaminati dall’Isvap e l’Antitrust ne vorrei aggiungere qualcuno. Di non minore importanza vi sono il sistema di tariffazione vecchio ed obsoleto (ancorato al sistema bonus malus), ed il problema dell’offerta r.c.auto con una rete distributiva che presenta problematiche.  Su questi argomenti ho svolto un’analisi in passato, e con un altro articolo spieghiamo gli elementi che compongono la tariffa

Infine, un’ altra causa degli aumenti costanti nei prezzi è il livello di concentrazione del mercato r.c.auto; sostengo questa tesi in quanto seppur vi sono numerose imprese che esercitano l’r.c.auto, alcune di queste hanno quote di mercato considerevoli (pochissime hanno più del 50%), mentre la maggior parte singolarmente ha una quota di mercato inferiore all’1%. Ciò riconduce il mercato ad una situazione di oligopolio in cui ogni impresa valuta la sua domanda residua in base al comportamento delle altre, e si comporta conseguentemente come un monopolista (questa teoria è il c.d. “Oligopolio di Cournot“). Oppure senza voler esagerare siamo in una situazione del c.d. duopolio di Stackelberg in cui l’impresa  leader è fatta da quelle poche imprese che in Italia hanno la quasi totalità del mercato, e l’ impresa follower sono tutte le altre imprese (la maggior parte).

Pertanto secondo il mio parere è opportuno effettuare un’indagine conoscitiva a 360°, anche su altri fattori qui esposti, per trovare i giusti correttivi. Pongo l’attenzione su tali aspetti:

  • Determinare il livello di concentrazione nel mercato, favorendo la concorrenza;
  • Tariffa r.c.auto ancorata ad altri fattori (ad es. i km percorsi), e non più al bouns malus;
  • Combattere la frode;

4 commenti su “Ecco le cause degli aumenti dei prezzi R.C.Auto

  1. Caro Alessandro, il tuo articolo è interessantissimo, ma se posso permettermi, vorrei smarcarmi dal tuo parere sul risarcimento diretto.
    Il diritto da sempre dice che chi fa un danno paga. Il fatto che il danneggiato debba in sostanza “cedere” i suoi diritti alla propria assicurazione che li gestirà come meglio crede nel rispetto di una convenzione con le altre assicurazioni, è un meccanismo poco lineare di dubbia efficacia e peraltro quasi sconosciuto nei diritti degli altri paesi.
    Quindi, rispettando ovviamente la tua opinione, io sottolineo che non sono affatto favorevole al risarcimento diretto.

  2. Preciso la mia espressione: “Quindi noi di AssicuriamociBene condividiamo il sistema del risarcimento diretto seppur come abbiamo già detto in un recente articolo , dovrebbe essere reintrodotta la possibilità di utilizzare un legale in caso di controversia, le cui spese legali vengono sostenute dalla compagnia.”

    Con il sistema del risarcimento diretto, finché la Compagnia assicurativa risarcisce il proprio assicurato nei tempi previsti dalla discilplina (fase stragiudiziale) non vengono risarcite le spese legali.

    Quello che noi di Assicuriamoci Bene sosteniamo è che anche durante questa fase il soggetto danneggiato dovrebbe poter rivolgersi ad un legale per esser sicuro di ottenere il risarcimento corretto.

  3. Bell’articolo, anche se effettivamente molto tecnico per la gente “comune”. Vorrei far notare che andando su comparatore dell’ISVAP si vede come non esiste cartello di prezzi, in quanto ci sono differenze che in nessun altro settore merceologico o di servizi possiamo trovare.
    Anche non possiamo incolpare i sistemi liquidativi per gli ultimi aumenti, perchè in realtà le persone sono sempre le stesse e anzi se andiamo a vedere negli ultimi anni hanno acquisito velocità ed efficenza di costi interni, con varie riduzioni del personale.
    Gli aumenti sono dovuti ad una “rispalmatura” della carenza dei premi dovuto alla scellerata legge bersani sulla classe unica familiare, era semplice immaginare questo aumento.
    Altro caso particolare sono le truffe ed insieme metterei l’aumento del risarcimento sull’indennizzo alla persona.
    Propongo due soluzioni forse drastiche, ma definitiveper abbatere i costi.
    1) Per le frodi, basta controllare i medici. Appena si trova un certificato falso ci vuole norma che consenta denuncia penale per associazione a delinquere e radiazione dall’albo.
    Per le frodi sulle auto, revoca della patente e 5000 euro di multa al carrozziere se si scopre che è complice.
    2) Per i danni alla persona, inserre una legge (mi sembra che funzioni cosiì già in alcuni paesi esteri), dove vengono risarcite le Invalidità permanenti solo superiori al 3%. Per i giorni se dipendente nulla perchè non ha mancanza di reddito e se è autonomo dietro denuncia dei redditi e si rimborsa in proporzione alla sua media di guadagno.
    Provocatorie come soluzioni? Forse sì, e sicuramente nessuno avrà mai coraggio di farlo, ma sono di buon senso e favoriscono gli onesti.
    http://blog.libero.it/assicuratore

  4. Non dico nulla sulla legge bersani, non è il mio campo. Molto potrei dire sulle strutture liquidative, vedendo come lavorano o come sono costretti a lavorare, certi uffici di liquidazione sinistri, ma nemmeno su questo voglio replicare. Certo, l’idea di una legge sulla franchigia del 3% sui danni fisici mi sembra sintomatica di una certa mentalità che mi permetto di definire -con un eufemismo- poco ragionevole.
    Più che misure drastiche mi sembrano idee scellerate.
    Se qualcuno mi venisse addosso con la macchina e mi infrangesse tre costole, con la legge sopra suggerita io non avrei diritto ad alcun risarcimento. e se andassi a lavoro piangendo dal dolore pur di non mettermi in cattiva luce in quanto precario, non mi darebbero nulla per l’inabilità temporanea. Tutto in nome di un principio inammissibile che collocherebbe le assicurazioni fuori dal diritto civile.
    Mi sembra un prezzo un po’ caro da pagare per inseguire un abbassamento dei premi, che sarebbe tutt’altro che automatico.
    Questo atteggiamento a-giuridico è lo stesso che anima i progetti legislativi sghembi degli ultimi anni.

    Soluzioni drastiche, sì…direi anche “soluzioni finali”.

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