Consultique e la consulenza finanziaria fee only in Italia

Il 2010 sarà l’anno della consulenza finanziaria fee only in Italia. Entro il 31 dicembre, infatti, nascerà l’Albo di categoria che raggrupperà i consulenti finanziari persone fisiche e persone giuridiche, che dovranno sottostare al requisito di indipendenza stabilito dall’art. 5 del Decreto 206 del 24 dicembre 2008

che prevede che “… per la prestazione di consulenza in materia di investimenti gli iscritti all’Albo non possono percepire alcuna forma di beneficio da soggetti diversi dal cliente al quale è reso il servizio”. Questo garantirà l’imparzialità della consulenza e distinguerà nettamente il ruolo del consulente finanziario da quello dell’agente di vendita che opera per conto di un intermediario ed è dallo stesso remunerato.

Fee only significa letteralmente “solo a parcella”: tale espressione identifica un professionista o una società remunerata esclusivamente dal cliente che, quindi, sono privi di qualsiasi conflitto di interesse. Infatti, il professionista fee only non percepisce provvigioni/commissioni da banche, SIM, compagnie assicurative, SGR e non è legato ad una rete di vendita di prodotti, diversamente dalla figura del promotore finanziario. In questa maniera garantisce alla propria clientela totale trasparenza e imparzialità.

Il ruolo del consulente finanziario e delle società fee only è di affiancare, consigliare e supportare il cliente nelle decisioni di carattere finanziario, lasciando tuttavia al cliente la libertà della scelta finale e l’esecuzione delle operazioni.

Consultique è autorizzata da Consob e da Banca d’Italia alla prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti direttamente ad investitori privati, aziende ed istituzionali ed eroga servizi ad oltre 200 studi professionali di consulenza finanziaria fee only.

L’Ufficio Studi e Ricerche di Consultique ha analizzato tutte le tipologie di prodotti finanziari e previdenziali commercializzati in Italia ed ha implementato diversi metodi di valutazione, tra i quali il rating dei Fondi Pensione Aperti ed il rating degli Exchange Traded Funds (ETFs) sono pubblicati ogni settimana su “Plus 24” de “Il Sole 24 Ore”.

Il management della società ha scritto la “Guida del Sole 24 Ore alla consulenza finanziaria indipendente” edita nel giugno 2008 da Il Sole 24 Ore.

Per la propria autorevolezza, Consultique è intervenuta spesso come esperto indipendente in materie economico/finanziarie nelle trasmissioni televisive nazionali di attualità più seguite.

Attività dei consulenti finanziari indipendenti:

– PERIZIE TECNICHE SU STRUMENTI FINANZIARI:

I consulenti fee only sono specializzati nell’elaborazione di perizie tecniche per contenziosi di carattere finanziario, assicurativo e previdenziale. Operano a fianco di Studi legali, commercialisti, aziende, investitori privati, enti pubblici e tribunali nell’attività di analisi e valutazione di strumenti finanziari complessi e nella soluzione delle problematiche attinenti ai danni subiti negli investimenti.

– PER GLI INVESTITORI PRIVATI:

La consulenza che il consulente fee only eroga agli investitori privati spazia su diversi campi: dall’analisi dei prodotti in portafoglio alla rinegoziazione di tutte le condizioni applicate al cliente dalla propria banca fino alla creazione dell’asset allocation con l’utilizzo di strumenti efficienti. Inoltre il consulente fee only monitora nel tempo l’asset allocation e produce reportistica periodica e personalizzata.

Il consulente fee only è esperto anche nella pianificazione previdenziale, assicurativa e nell’ottimizzazione fiscale, oltre che nell’analisi di mutui e finanziamenti.

– PER AZIENDE ED ENTI:

Il consulente fee only fornisce consulenza indipendente anche ad aziende ed enti locali, come ad esempio:

  • gestione dei rapporti con gli istituti di credito
  • gestione dei rischi finanziari e analisi dei prodotti strutturati/derivati già sottoscritti e soluzioni alternative
  • analisi e ottimizzazione dei portafogli finanziari
  • Basilea 2, rating ed interventi di miglioramento
  • analisi Fondi Pensione e supporto nella gestione delle tematiche previdenziali dei dipendenti

6 commenti su “Consultique e la consulenza finanziaria fee only in Italia

  1. CESARE ARMELLINI RINOMINA NAFLOP LA SUA ASSOCIAZIONE

    Come da copione l’articolo 1 comma 14 del milleproroghe ha
    prorogato (per l’ennesima volta) al 31 dicembre 2010, il termine
    oltre il quale i consulenti finanziari già operativi non
    potranno più prestare la loro attività, se non si iscrivono
    all’albo , di conseguenza slitta anche la nomina dell’Organismo
    per la tenuta del nuovo albo , di cui Cesare Armellni presidente
    Consultique SIM e dell’ associazione NAFOP , che però alla luce
    dei roboanti proclami a tutto fiato fin dal settembre 2007 dello
    stesso Cesare Armellini , tutti sempre disattesi e smentiti , ha
    deciso di variare il proprio nome in quello assai più indicato
    in NAFLOP .

    Se si ripeterà la storia degli ultimi due anni, anche il 2010
    potrebbe chiudersi con un buco nell’acqua. E così, mentre a Wall
    Street (grazie anche alla crisi) gli “indipendenti” stanno
    letteralmente rubando quote di mercato alle grandi banche (e non
    solo), da noi stiamo assistendo ad un vero e proprio “flop”,
    anzi Naflop .

    In Italia infatti dopo le grandi speranze e i grandi annunci di
    fine 2007 a voce mal riposta di cesare Armelni (era il mese di
    novembre quando la direttiva europea entrava in vigore
    annunciando, tra le altre cose la nascita dell’albo dei
    consulenti finanziari) è iniziato un vero e proprio valzer di
    rinvii.

    Le principali banche di Wall Strett alla fine del 2008
    controllavano circa il 48% del mercato della consulenza
    finanziaria, mentre i cosiddetti indipendent financial advisers
    si accontentavano del 19%. Ma questo scenario sta per cambiare
    ed entro il 2012 le grandi banche dovranno accontentarsi di una
    quota di mercato vicina al 41%, mentre i “consulenti
    indipendenti” saliranno al 23%.

    A rivelarlo una ricerca condotta dallo studio Cerulli Associates
    che ha certificato anche un calo del numero di
    brokers “dipendenti” delle grandi società, a vantaggio degli
    indipendent financial advisers. Il numero dei primi
    (paragonabili ai nostri pf/consulenti di banca) si è ridotto in
    3 anni del 14% raggiungendo quota 55.000 unità, mentre
    i “consulenti indipendenti” hanno registrato un boom nel corso
    degli ultimi 3 anni raggiungendo quota 33.000 (+29%).

  2. Gentile dottoressa potrebbe spiegare come si concretizza il “fee only”, quando il costo di pagare una parcella ha un beneficio superiore o un costo inferiore rispetto ai costi impliciti dei prodotti, intermediati in banca, per remunerare l’attività di intermediazione bancaria/assicurativa?

  3. L’interesse del consulente finanziario indipendente e quello dell’investitore/cliente coincidono: l’interesse del primo è soddisfare le esigenze del secondo.
    Proprio per questo il cliente paga il professionista.
    Chi non conosce i vantaggi della consulenza finanziaria indipendente, quando entra in contatto con il consulente si interroga sulla convenienza di dover sopportare questo costo.
    La parcella del consulente finanziario indipendente (cosiddetto “fee only”, ovvero remunerato esclusivamente a parcella dal proprio cliente, come un commercialista o un avvocato), a differenza di quella pagata agli intermediari finanziari come banche, assicurazioni o reti di promozione che spesso possono essere “occultate” all’interno dei prodotti da loro venduti, viene esplicitamente comunicata con un preventivo in modo che al cliente tutto sia chiaro prima della prestazione del servizio da parte del professionista: in molti casi, inoltre, l’esame della situazione patrimoniale del cliente permette di quantificare in maniera oggettiva il possibile risparmio e il beneficio economico che il cliente trarrà affidandosi a questa figura professionale.
    Grazie all’intervento del consulente finanziario indipendente, l’investitore potrebbe godere di numerosi vantaggi, quali una consulenza non viziata da conflitto d’interesse (in quanto il consulente fee only non vende prodotti e non ha alcun rapporto con intermediari o SGR), l’ottimizzazione della condizioni che la banca gli offre e una forte riduzione del costo degli investimenti, in quanto il consulente fee only troverà soluzioni personalizzate con strumenti efficienti per la composizione del suo portafoglio.
    Il modo migliore per capire cosa fa il consulente è quello di incontrarlo: http://www.consultique.com

  4. Dal lato della correttezza è palesemente chiaro che il consulente indipendente agisce solo nell’esclusivo interesse del cliente in quanto la remunerazione del servizio proviene dal cliente stesso e non come per gli altri intermediari finanziari/assicurativi in cui la remunerazione proviene dall’azienda prodotto.
    Dal lato puramente economico, preciso che gli intermediari assicurativi devono consegnare quale documentazione precontrattuale il prospetto informativo e il modulo 7b in cui si evidenziano i costi del cliente (caricamenti) esplicitando la % a favore dell’intermediario.

    Riflessione:
    il consulente finanziario indipendente propone di investire i risparmi in attività finanziare, se queste vengono vendute per il tramite della banca o di un agente assicurativo, il cliente si troverà a pagare due costi di intermediazione, il primo già incluso nel prodotto finanziario, il secondo nella parcella del consulente finanziario indipendente.

    Qui vi pongo una domanda, il beneficio di un consiglio utile del consulente finanziario indipendente è maggiore del costo doppio dell’intermediazione?

  5. Da ex promotore finanziario vorrei porre l’attenzione su alcune caratteristiche dell’attività degli agenti collegati agli intermediari: 1) i consigli di investimento sono sempre o spesso orientati verso prodotti ad alto costo di collocamento e di gestione (esempio i fondi comuni di investimento) per il semplice motivo che hanno una redditività alta per la banca/sim quindi per il promotore stesso. Raramente nei portafogli dei clienti dei promotori sono presenti strumenti come titoli di stato o Etf. 2) La preparazione del promotore finanziario è più di natura commerciale che tecnica 3) Il conflitto di interessi, anche nei professionisti più seri e preparati, è per sua natura insanabile, in quanto per avere una redditività sufficiente il promotore deve consigliare prodotti poco efficienti.
    Inoltre le maggiori reti di vendita sono veri e propri MLM con pressioni continue per raggiungere i budget a cui sono legati i premi di produttività.
    A mio avviso la figura del consulente indipendente rappresenta una svolta nel settore finanziario.

  6. Il primo intervento del consulente finanziario indipendente è l’analisi dell’efficienza della banca del cliente e la rinegoziazione di tutte le condizioni applicate al cliente dalla propria banca (commissioni di acquisto/vendita, deposito titoli, tasso attivo e passivo, valute, ecc.).
    In seguito si avrà la creazione dell’asset allocation con l’utilizzo di strumenti efficienti, che permettono di comporre il portafoglio in maniera ottimale evitando i prodotti inutilmente costosi.

    In questo modo sarà da subito visibile il vantaggio di affidarsi ad un consulente il cui interesse coincide con quello del proprio cliente.

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