L’evoluzione della distribuzione assicurativa in Italia e il ruolo del broker

Dall’analisi dei dati forniti dall’ISVAP nella sua ultima Relazione Annuale emergono dei dati molto interessanti circa le prospettive a medio/lungo termine relative alla distribuzione assicurativa in Italia e per chi lavora nel settore dell’intermediazione assicurativa.

Tre sono i dati su cui riflettere:

1.     Diversi canali di distribuzione per i prodotti vita e danni

Il ramo vita rappresenta oggi il 69% del mercato assicurativo in termini di raccolta premi. In questo settore ormai gli sportelli bancari e postali costituiscono il canale maggiormente utilizzato dalle Compagnie (58,8% nel 2009; 53,7% nel 2008), seguono i promotori finanziari (16,3% nel 2009; 10% nel 2008), mentre invece il canale agenziale ha subito una brusca flessione (23,7% del 2009; 34,3% del 2008). Il ruolo della vendita diretta e dei brokers rimane nell’ambito della distribuzione delle polizze vita sostanzialmente marginale (1,2% circa nel 2009; 1,9% nel 2008).

Nei rami auto e nei rami danni, che rappresentano invece rispettivamente il 17% e il 14% del mercato assicurativo, i canali distributivi sono invece principalmente quello agenziale, che ha registrato negli ultimi anni una costante flessione della raccolta (85% nel 2009, 86,4% nel 2008), mentre continua ad aumentare la vendita attraverso i brokers (8,4% nel 2009, 7,4% nel 2008), marginali sono invece il canale bancario e i promotori finanziari (2,7% nel 2009; 2,3% nel 2008) e le forme di vendita diretta.

Gli agenti restano quindi il canale distributivo predominante nelle assicurazioni danni, pur registrando ogni anno una flessione a favore di altre figure. Tale dato diffuso dall’ISVAP non considera inoltre i premi raccolti dai brokers relativi a rischi piazzati con le agenzie e neppure i ricavi dovuti alle fees, che, per questa categoria rappresentano una percentuale sempre più rilevante. In base ai dati dell’AIBA, l’Associazione Italiana dei Brokers di Assicurazioni, i premi assicurativi gestiti dai brokers sono decisamente superiori rispetto a quelli forniti dall’ISVAP e possono desumersi dai versamenti al Fondo di Garanzia per i Mediatori di Assicurazione e Riassicurazione. Da questo dato si evince che i broker hanno una quota di mercato del 46,1% sul ramo danni (nel 2008 era del 45,2%) e del 14% sul totale del mercato.

Da ciò desumiamo come il broker rappresenta ormai il principale intermediario sul mercato dei rami danni.

Il trend del mercato suggerisce inoltre che in futuro si svilupperà sempre di più la tendenza a trattare con i brokers gli affari relativi alle aziende, anche per la tendenza delle aziende all’efficienza e alla riduzione dei costi (ancor più accentuata in periodi di crisi). Per gli agenti la quota di mercato tenderà a ridursi alle assicurazioni individuali e al settore auto, caratterizzati da una sempre più bassa redditività (per le sempre più ridotte provvigioni corrisposte dalle Compagnie) e da alti costi di gestione. 

2.     L’aumento della concentrazione del mercato assicurativo

Un altro dato significativo su cui riflettere è la notevole concentrazione che ha raggiunto il mercato assicurativo a seguito di numerose operazioni di fusioni e incorporazioni di Compagnie assicurative. Si pensi che nel 2009 le prime 10 imprese vita hanno raccolto il 57,5% dei premi (51,4% nel 2002); mentre la porzione detenuta dalle principali 10 imprese del mercato danni è stata pari al 66,8% circa (56,6% nel 2002). Tale fenomeno di concentrazione ha determinato anche la riduzione nel numero delle agenzie assicurative sul territorio italiano (molte delle quali sono state accorpate o chiuse), fatto che può offrire a banche, ma soprattutto ai broker l’opportunità di aumentare la propria quota di mercato.

 3.     L’aumento del numero dei broker sul mercato assicurativo e la diminuzione degli agenti

I dati appena visti si riflettono sulle iscrizioni al registro unico elettronico degli intermediari assicurativi e riassicurativi (RUI), previsto dal Codice delle Assicurazioni e dal regolamento ISVAP n. 5 /2006, ed operativo dal 1° gennaio 2007.

A distanza di 3 anni dalla sua costituzione il numero complessivo degli intermediari iscritti nel registro risulta di 245.241 soggetti, di cui 220.903 persone fisiche.

Di seguito alleghiamo una tabella che ci descrive come le varie figure di intermediario si sono evolute in termini numerici in questi 3 anni.

Sezioni   2007 2008 2009        Var.
A persone fisiche 29.984 29.465 28.847         -4%
A società 9.476 9.953 9.984           5%
B persone fisiche 2.875 2.896 3.074           6%
B società 1.013 1.058 1.130         10%
C persone fisiche 12.760 14.446 15.350         17%
D società 743 761 749            1%
E persone fisiche 150.627 170.373 173.632          13%
E società 7.337 10.547 12.475          41%
Totale 214.815 239.499 245.241          12%

 

Dall’analisi di questa tabella si evince che negli ultimi 3 anni il numero degli agenti è diminuito, mentre invece è in costante aumento quello dei brokers sia in termini di persone fisiche che di nuove società, che tuttavia rappresentano ancora in termini numerici una percentuale di appena l’1,4% sul totale degli intermediari (persone fisiche) operanti. L’aumento delle persone iscritte nelle sez. E denota invece l’evoluzione della distribuzione assicurativa verso nuove forme diverse da quelle classiche (rappresentate dagli agenti e dai brokers), come ad es. i mediatori creditizi e gli operatori postali, soprattutto come abbiamo visto per la distribuzione dei prodotti vita.

Salvatore Infantino

Presidente Insurance Lab

Formazione assicurativa

Sito web: www.insurancelab.it

E-mail: infantino@insurancelab.it

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