Progress Assicurazioni in l.c.a. e Risarcimento Diretto

Nei mesi scorsi molti lettori ci hanno chiesto pareri su come si applicassero le norme che regolano l’R.C. Auto nei casi di sinistri in cui erano coinvolti veicoli assicurati con Progress Assicurazioni, la compagnia posta in liquidazione coatta amministrativa.

Come già evidenziato nei predetti commenti, particolari problemi erano sorti con riguardo all’applicazione della procedura di risarcimento diretto. Ci si chiedeva come effettuare le richieste di danno nei casi in cui il danneggiato o il responsabile fossero assicurati con la Progress.

Ebbene ora a conferma di quanto già da noi espresso in sede di commento ai precedenti articoli riguardanti la messa in liquidazione della compagnia siciliana, anche l’ANIA ha emanato una circolare sull’applicazione delle procedure risarcitorie negli incidenti che coinvolgono la Progress Assicurazioni. In sintesi, l’ANIA ha confermato che non essendo più la Progress Assicurazioni autorizzata ad esercitare attività di assicurazione nel ramo auto, non può applicarsi la normativa sul risarcimento diretto, che appunto opera solo se le due vetture coinvolte nell’incidente siano assicurate con imprese autorizzate all’esercizio predetto.

Dunque possiamo così risolvere i vari casi di incidenti stradali in cui sia rimasta coinvolta una vettura assicurata con la Progress Assicurazioni:

Conducente e proprietario – non responsabili – di veicolo assicurato Progress: la richiesta va effettuata secondo la procedura ordinaria prevista dall’art. 148 del codice delle assicurazioni private, ovvero all’impresa assicuratrice del veicolo responsabile, e ciò naturalmente anche se sono solo due le vettura coinvolte e sussistono tutte le altre condizioni per l’applicazione della procedura di risarcimento diretto.

Conducente e proprietario – non responsabili – di veicolo assicurato con impresa in bonis: la richiesta va effettuata alla CONSAP e all’impresa designata per la propria regione alla gestione del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada (es. per la Lombardia, Generali Assicurazioni), mediante l’invio di una doppia raccomandata.

Per i trasportati, si potrebbe ritenere che lo schema previsto dall’art. 141 del codice delle assicurazioni, che consente di richiedere i danni all’assicurazione del vettore, sia anch’esso sospeso: così che se il responsabile dell’incidente conduceva una vettura assicurata con Progress, la richiesta andrà fatta a CONSAP e Impresa Designata per il Fondo di Garanzia, mentre se l’urto è avvenuto per colpa di un veicolo assicurato con una compagnia in bonis, il trasportato potrà evitare le complicazioni e chiederei danni direttamente all’assicurazione del responsabile.

Sulla disapplicazione dell’art. 141 del codice delle assicurazioni, che di norma (ma non con la Progress) semplifica le cose per il trasportato, consentendogli di richiedere i soldi all’assicurazione del veicolo sul quale viaggiava, si dovranno aspettare ulteriori chiarimenti da parte della giurisprudenza.

 

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10 commenti su “Progress Assicurazioni in l.c.a. e Risarcimento Diretto

  1. Ho notificato l’atto di citazione alla Novit (compagnia del danneggiato – trattasi di indennizzo diretto) PRIMA che la stessa fosse posta in liquidazione coatta…in prima udienza devo far dichiarare il processo interrotto e chiamare in causa Commissario Liquidatore e Impresa designata dalla Consap oppure – dato il venir meno nelle more dell’applicabilità dell’indennizzo diretto – chiedere di essere autorizzato a chiamare in causa la compagnia del dannneggiante?? vi prego è urgentissimo…

  2. Sarà pure urgentissimo, ma non è una questione semplice.
    Si tratta di questioni procedurali che non sono certo all’ordine del giorno, posso darti la mia opinione, poi vedi tu.

    Io parto dall’art. 283, che riguarda gli interventi del Fondo di Garanzia verso le imprese poste in lca che assicurino veicoli che abbiano cagionato un sinistro. Non si parla di gestionarie, di CARD, ma di l.c.a. di imprese che assicurano i responsabili.

    Quindi in ogni caso io non continuerei sulla strada del risarcimento diretto, proseguendo con il processo nei confronti di Commissario e Fondo di Garanzia.

    Devi scegliere se chiamare in causa l’assicurazione del responsabile – ma non essendo stata messa in mora potrebbe opporre eccezioni varie – oppure abbandonare la causa e nel frattempo fare una regolare richiesta ex artt 144 e 148 all’assicurazione del responsabile, iniziando il nuovo processo non appena si estingue quello in corso.

    Magari nelle more definisci stragiudizialmente con l’assicurazione del responsabile.

  3. @Avv. Benevento: la messa in mora e la successiva integrazione con attestazione dell’avvenuta guarigione e dei postumi sono state inviate (per conoscenza) anche all’assicurazione del responsabile civile….ci sono le condizioni di procedibilità per la chiamata in causa?

  4. Collega l’unica cosa che mi viene da dirti è che se la compagnia del responsabile ha mandato la solita risposta di stile, invitandoti a rivolgerti alla compagnia del tuo cliente, allora si può considerare esaurita la procedura della congrua offerta e quindi puoi “citare”.

    Altrimenti non so, potresti vedere eccepito il fatto che la richiesta danni non l’hai indirizzata alla compagnia del responsabile.

    Francamente credo che non ci siano “opzioni sicure”, valuta tutti i pro e i contro e decidi.

  5. @Avv. Benevento. Egregio Collega, mi trovo nell’imbarazzante situazione di dover sostituire un collega che – ahilui! – ha erroneamente attivato la procedura di indennizzo diretto citando la novit, pur in prensenza di macrolesioni (oltre 9 p.)…il giudizio è stato dichiarato interrotto…come giustificare una riassunzione nei confronti dell’impresa del responsabile civile, legittimata passiva nel caso di specie?? Grazie e a presto.

  6. Sempre @ Avv. Benevento: con riferimento all’ipotesi della liquidazione coatta amministrativa della novit non crede sia applicabile l’art. 289 del CdA e proseguire il giudizio nei confronti di impresa designata e commissario liquidatore…oppure il riferimento ai “giudizi pendenti” è da interpretarsi come intervenuta sentenza di primo grado non ancora passata in giudicato?

  7. Caro collega, intanto dammi del tu che credo siamo entrambi giovani e poi è una piacevole consuetudine tra avvocati.
    Le domande che poni sono diverse ma interconnesse. Sulla prima, posso solo dire che riassumere nei confronti della compagnia del responsabile mi pare azzardato. Quando c’è un evento interruttivo le parti da citare in riassunzione devono essere giustificate meglio di così. Iniziare la causa verso Tizio e poi, perso Tizio, citare Caio in riassunzione perchè a pensarci bene era meglio citare Caio, secondo me non passa.

    Quanto all’applicabilità del 289 CdA, avevo già risposto. La locuzione giudizi pendenti non c’entra, ritengo vada bene per tutte le cause in corso.
    Se leggi sopra ero dell’idea che non si possa applicare.
    Ma ribadisco che si può comunque sostenere l’applicabilità. Anzi in un dibattito telematico con dei colleghi ero in minoranza a sostenere il contrario.

    Resto dell’idea che se leggiamo il 289 con il 283, ci accorgiamo che qualcosa non va con il caso della Novit citata in risarcimento diretto. Quell’ipotesi (283, 1 co lett. c) è residuale, serve a permettere al danneggiato di evitare le pastoie della procedura concorsuale, assicurandogli una tutela minima con l’intervento del Fondo di Garanzia.
    Nel caso di specie però, esiste un’altra strada, che è abbandonare la causa e citare la compagnia del responsabile, trovandosi però con dell’attività processuale e delle spese che potrebbero finire nel nulla.

    Sono scelte.

    Posso anche dirti che mi è pervenuta in visione una lettera dell’ufficio legale della Novit che invita a non coltivare cause contro la Novit in risarcimento diretto, perchè, a loro dire, l’eventuale sentenza non sarebbe loro opponibile. Si tratta però di un caso di inizio della causa dopo il provvedimento di messa in liquidazione coatta amministrativa. Immagino che il tuo caso sia diverso.

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