R.C. Auto rincari al sud, preventivi non rilasciati, sconti spariti! Cosa succede?

Nel presente video della trasmissione “articolotre” (a partire dal minuto 01 h, 30′, 10”) http://www.articolotre.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-97909a48-0c57-41be-a4c4-1f3aadb33fbb.html ascoltiamo testimonianze sui rincari delle polizza r.c. auto, sulle difficoltà nell’assicurarsi a causa degli elevati prezzi o dell’ostruzionismo da parte di alcuni intermediari assicurativi o delle stesse compagnie.

In questo articolo non spieghiamo come mai succede tutto ciò, ma ci sembra opportuno chiarire alcuni tabu’, e soprattutto prepararvi a non subire eventuali pratiche scorrette.

Un signore (nel video) denuncia il fatto che non vengono rilasciati preventivi per iscritto presentandosi presso dei punti vendita, chiariamo che le compagnie assicurative e i loro venditori (intermediari assicurativi) sono obbligate per legge a rilasciare il preventivo come stabilisce l’articolo di legge (art. 131 codice delle assicurazioni):

La pubblicità dei premi è attuata mediante preventivi personalizzati rilasciati presso ogni punto di vendita dell’impresa di assicurazione, nonché mediante siti internet che permettono di ricevere il medesimo preventivo per i veicoli e per i natanti individuati nel regolamento di attuazione.

Quindi pretendete il preventivo per iscritto, per poter verificare quanto inserito sulla correttezza e corrispondenza dei dati e soprattutto per poter leggere il premio di tariffa, e l’evenutale sconto che vi potrebbe applicare l’intermediario. In caso di pratiche scorrette comunicate quanto successo all’Isvap attraverso un reclamo, e denunciate il fatto alle autorità giudiziarie. Inoltre stampate l’art. 131 citato e portatevelo dietro per farvi dare per iscritto il preventivo.

Altro aspetto importante da chiarire è il premio di tariffa, questo deve essere, lo stesso che si ottiene sia nel preventivo rilasciato presso un punto vendita, sia facendo il preventivo nel sito internet della compagnia assicurativa; tuttavia acquistando la polizza presso il punto vendita, l’intermediario ha talvolta un “monte sconti“, ovvero la possibilità di applicare uno sconto sulla tariffa (attenzione però che il budget a disposizione come monte sconti non dipende dall’intermediario ma dalla compagnia che può stanziarlo o meno, e questo varia di anno in anno). Tenete quindi presente il fatto che se si è stipulato il contratto presso un intermediario, che ha applicato lo sconto, il successivo anno potrebbe non riapplicarlo.

Quanto descritto sin’ora si desume dall’art. 131 comma 2 ter:

I preventivi e le polizze indicano, in modo evidenziato, il premio di tariffa, la provvigione dell’intermediario, nonché lo sconto complessivamente riconosciuto al sottoscrittore del contratto.

Un altro tema fortemente discusso sono le disdette, come mostrato anche nel video in cui vi è la testimonianza delle disdette da parte delle compagnie.

Chiariamo che cosi come è nostro diritto disdire il contratto 15 giorni prima della scadenza, è anche diritto delle imprese assicurative far disdetta alla scadenza. L’articolo che disciplina le disdette è il numero 2 del regolamento Isvap n. 4:

1. Le imprese trasmettono ai contraenti una comunicazione scritta almeno trenta giorni prima della scadenza annuale del contratto anche in assenza di clausola contrattuale che preveda la proroga tacita.

2. L’obbligo di comunicazione fa salvo il diritto del contraente di non rinnovare il contratto senza obblighi di disdetta, nel caso in cui l’assicuratore, pur prevedendo la clausola di proroga tacita in assenza di disdetta nei termini, abbia contrattualmente rinunciato alla formalizzazione della disdetta in caso di applicazione di adeguamenti tariffari al contratto oggetto di rinnovo.

3. Le imprese, qualora intendano, in occasione della comunicazione, procedere a formalizzare disdetta contrattuale, specificano nella comunicazione al contraente gli obblighi di cui all’art. 132, comma 1 del decreto.

Se da un lato può dispiacere interrompere un rapporto con un intermediario o con un’ impresa, o ci si sente penalizzati in certe aree territoriali, o non si comprende un esagerato aumento del premio (anche in assenza di sinistri), dall’altro lato bisogna comprendere che le imprese assicurative per mantenere un equilibrio finanziario nelle riserve (accantonamenti per far fronte agli impegni presi ovvero al pagamento dei sinistri) possono liberamente scegliere le controparti e/o le tariffe.

Tuttavia per chi vuol far rispettare un dirtto di legge, cosi come esiste l’obbligo ad avere un’assicurazione r.c. auto, esiste l’art. 132 del codice delle assicurazioni private che obbliga qualsiasi impresa a contrarre con chiunque voglia stipulare il contratto, chiaramente pagando il premio richiesto dall’impresa, ed inoltre secondo le condizioni “vecchie” di contratto, secondo quanto ha chiarito l’Isvap con un comunicato:

Le imprese di assicurazione sono tenute ad accettare, secondo le condizioni di polizza e le tariffe che hanno l’obbligo di stabilire preventivamente per ogni rischio derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, le proposte per l’assicurazione obbligatoria che sono loro presentate, fatta salva la necessaria verifica della correttezza dei dati risultanti dall’attestato di rischio, nonché dell’identità del contraente e dell’intestatario del veicolo, se persona diversa.

Chiarito ciò, ci sembra comunque opportuno ricordare che in Italia operano ben 60 imprese che esercitano il ramo 10 ministeriale, ovvero che vendono le polizze r.c. auto, basta visionare l’elenco delle imprese presente nel sito dell’Isvap,  ed inoltre è possibile confrontare il prezzo r.c. auto di tutte queste imprese, inserendo soltanto una sola volta i dati, utilizzando il “Preventivatore Isvap” .

Nel video, si commenta il problema del rincaro polizze e dei prezzi elevati. Come ribadisce il signor Verdone (esponente Ania), non esiste un “cartello”, <<basta verificare che i prezzi r.c. auto sono diversi per ogni compagnia>>. Nel nostro sito abbiamo più volte ribadito che non si tratta di cartello, ma di una semplice legge di mercato che abbiamo spiegato in precedenza con un articolo:

Ecco le cause degli aumenti dei prezzi R.C.Auto

in cui sosteniamo che:

un’ altra causa degli aumenti costanti nei prezzi è il livello di concentrazione del mercato r.c.auto; sostengo questa tesi in quanto seppur vi sono numerose imprese che esercitano l’r.c.auto, alcune di queste hanno quote di mercato considerevoli (pochissime hanno più del 50%), mentre la maggior parte singolarmente ha una quota di mercato inferiore all’1%. Ciò riconduce il mercato ad una situazione di oligopolio in cui ogni impresa valuta la sua domanda residua in base al comportamento delle altre, e si comporta conseguentemente come un monopolista (questa teoria è il c.d. “Oligopolio di Cournot“). Oppure senza voler esagerare siamo in una situazione del c.d. duopolio di Stackelberg in cui l’impresa  leader è fatta da quelle poche imprese che in Italia hanno la quasi totalità del mercato, e l’ impresa follower sono tutte le altre imprese (la maggior parte)..

Infine in merito a quanto detto nella trasmissione in merito al costo dei sinistri, alle frodi assicurative, ai finti sinistri, merita sicuramente un ulteriore approfondimento, discutendo del meccanismo (a nostro avviso la causa dei mali) della stanza compensazione e del relativo forfait, il quale ha causato una prassi “diffusa” per le imprese assicurative in cui diventa inefficiente verificare il sinistro se il risarcimento del danno è inferiore alla cifra che si riceve dalla compensazione. Per chi è interessato può approfondire l’argomento leggendo il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 18 luglio 2006, n. 254 (legge sul risarcimento diretto), all’art. 13 (qui riportiamo i comma più rilevanti):

1. Le imprese di assicurazione stipulano fra loro una convenzione ai fini della regolazione dei rapporti organizzativi ed economici per la gestione dei risarcimento diretto.

2. Per la regolazione contabile dei rapporti economici, la convenzione deve prevedere una stanza di compensazione dei risarcimenti effettuati. Le compensazioni avvengono sulla base di costi medi che possono essere differenziati per grandi tipologie di veicoli assicurati e per danni a cose e danni alle persone, nonche’, limitatamente ai danni a cose, per macroaree territorialmente omogenee in numero non superiore a tre……..

4. I valori dei costi medi e delle eventuali franchigie di cui al comma 2 vengono calcolati annualmente sulla base dei risarcimenti effettivamente corrisposti nell’esercizio precedente per i sinistri rientranti nell’ambito di applicazione del sistema di risarcimento diretto. Per il calcolo annuale dei valori da assumere ai fini delle compensazioni, sulla base dei dati forniti dalla stanza di compensazione di cui al comma 2, è istituito presso il Ministero dello sviluppo economico un Comitato tecnico composto dai seguenti componenti….

4 commenti su “R.C. Auto rincari al sud, preventivi non rilasciati, sconti spariti! Cosa succede?

  1. Meglio tardi che mai. L’ISVAP ha annunciato di aver aperto otto nuove istruttorie nei confronti di alcune imprese per elusione dell’obbligo a contrarre le polizze rca in alcune zone di Italia. Le tariffe predisposte dalle imprese hanno raggiunto in queste zone, ormai da alcuni anni, dei prezzi impossibili. Basti pensare che un diciottenne di Napoli che assicura la sua auto per la prima volta può sentirsi chiedere anche 8.000 euro di premio. Difficile credere che questo dipenda da “fabbisogno tariffario”, quanto meno è legittimo sospettare che dietro queste richieste si nasconda invece un tentativo di scoraggiare gli assicurati. Se consideriamo inoltre che ovunque alle agenzie vengono affidati dei monte sconti, tranne che in queste zone, c’è legittimamente da sospettare sulla correttezza di certi comportamenti.
    Infine va sottolineato che tutte le imprese assicurative cedono i loro portafogli auto percependo dai riassicuratori commissioni che possono raggiungere anche il 30% del premio, quindi è falso che il ramo rca rappresenti una perdita. Se realmente il ramo 10 fosse un ramo in perdita, considerato che non è obbligatorio esercitarlo, tutte le imprese restituirebbero la loro autorizzazione.

  2. ..ma vi sembra possibile !!!!!!!!!!!!!!!!oggi è scaduta la rata dell’assicurazione….premetto che ho una hyunday 1.6 Ogni rata mi costa 592.000,per un totale di circa €1.200,00 all’anno….e sono in 3° classe con solo RCA.Visto che si trattava del rinnovo del contratto ho chiesto quanto mi sarebbe venuto da pagare calcolando l’abbassamento di una categoria ( quindi in 2° )…..il tipo fa un paio di conti e poi mi risponde :”….con lo sconto che noi possiamo applicarle sono € 1190,00 a bimestre….” TOTALE € 2400,00 ALL’ANNO!!!!!!! ma vi sembra possibile !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!…dovrebbero chiamarlo MALUS MALUS !!!!!!…calo una classe ….e pago € 1200,00 in più rispetto all’anno prima !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!…sono solo dei ladri………la cosa che più mi colpisce è che nessuno si lamenta!!!!!

  3. I bilanci delle imprese assicurative nel ramo rca sono in perdita, però non si può imputare alla maggioranza degli assicurati il costo dell’incapacità delle imprese da un lato e dello stato dall’altro di contrastare le frodi che avvengono quotidianamente. Il caso di Napoli è esemplare e l’intelligenza partenopea ha già adottato trucchi per evitare prezzi così alti: prendere la residenza presso amici o parenti residenti nel Centro-Nord.
    Da operatore del settore vi posso assicurare che ho potuto visionare i documenti di qualche decina di persone nate a Napoli e residenti a Rovigo, Torino, Milano, a gruppo di sette o otto tutti nella stessa via e allo stesso numero civico.

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