Polizze vita rivalutabili – cenni

Molti si meravigliano di come possa essere possibile che ci siano polizze vita rivalutabili, che pur avendo i risultati che derivano dall’acquisto di titoli di stato etc – che negli ultimi anni al netto delle commissioni e delle tasse in alcuni casi rendono vicino allo zero (vedi Bot trimestrale – Gennaio 2010) – possano riconoscere agli assicurati rendimenti lordi dal 3% ad oltre il 5%.

E’ presto spiegato, queste polizze sono agganciate alle gestioni separate che sono delle strutture che da quando sono state create in poi hanno acquistato titoli di stato, titoli obbligazionari governativi ed altri strumenti, acquisti fatti anche in anni in cui i rendimenti di tali strumenti erano a doppia cifra (i BTP degli anni ‘80 per esempio) i quali mantenuti al costo storico (gli attivi sono valutati al valore d’acquisto) consentono alle gestioni separate di riconoscere ancora oggi i rendimenti sopra detti.

Inoltre, alcune di queste polizze prevedono un rendimento minimo garantito oggi pari al 2%, ma che nelle polizze più datate arriva al 4%, mentre i risultati vengono consolidati e acquisiti definitivamente.

Con un’avvertenza:

farsi spiegare bene a quanto ammontano i costi e i caricamenti e farsi consegnare il prospetto informativo, che ipotizza cosa succede fino  a scadenza della polizza con il rendimento minimo garantito, e soprattutto a quanto ammonta il valore di riscatto in caso di uscita nei primi anni.

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