L’assicurazione è un contratto

Per una definizione in termini tecnici di cosa si intenda per contratto dobbiamo rifarci all’art. 1321 c.c., che ci dà la Nozione:

Il contratto è l’accordo di due o più parti per costruire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.

Mentre l’Art. 1325 c.c., ci indica i requisiti:

1. l’accordo delle parti;

2. la causa;

3. l’oggetto;

4. la forma, quando risulta che è prescritta dalla legge sotto pena di nullità.

Apparentemente queste norme si riferiscono a situazioni molto distanti dalla nostra vita di tutti i giorni, come se la stipulazione di un contratto richiedesse particolari formalità: carte bollate notai, avvocati e giuristi d’impresa.

Viceversa noi quotidianamente stipuliamo dei contratti, anche solo quando andiamo a fare acquisti in un negozio: anche se non firmiamo nulla di scritto la semplice azione di concordare con il gestore del negozio lo scambio di denaro contro merce comporta la stipulazione di un contratto di compravendita.

Il fatto che l’assicurazione sia un contratto implica che con la sottoscrizione di una polizza (ossia il documento cartaceo che prova l’esistenza del contratto di assicurazione) l’assicuratore e l’assicurato costituiscano un rapporto giuridico (ossia un rapporto che abbia rilevanza sotto l’aspetto del diritto cioè che l’ordinamento giuridico riconosca e garantisca) dal quale derivino obbligazioni per entrambe le parti. L’assicurato si obbliga a versare un premio, ossia una somma di denaro, l’assicuratore a fornire una serie di garanzie previste dal contratto stesso.

Questo rapporto giuridico deve essere di natura patrimoniale ossia teso alla tutela di interessi quantificabili dal punto di vista economico (sono conseguentemente esclusi beni di natura morale, spirituali psicologici e cosi via). Conseguentemente l’assicuratore sarà obbligato a risarcire il valore economico del bene oggetto dell’assicurazione escludendo ad esempio il valore affettivo che questo può avere per l’assicurato.

Dal punto di vista dei requisiti previsti dall’art. 1325 c.c., l’accordo si attua con la sottoscrizione della polizza da parte di entrambe le parti; la causa si concretizza con il trasferimento del rischio dall’assicurato all’assicuratore;l’oggetto è rappresentato dal contenuto degli accordi dei due contraenti il contratto stesso;la forma è quella scritta prevista però solo per la prova dell’esistenza e non per l’esistenza in sé del contratto di assicurazione.

Quest’ultimo punto è disciplinato dall’Art. 1888 c.c.Prova del contratto

Il contratto di assicurazione deve essere provato per iscritto.

L’assicuratore è obbligato a rilasciare al contraente la polizza di assicurazione o altro documento da lui sottoscritto.

L’assicuratore è anche tenuto a rilasciare a richiesta e a spese del contraente duplicati o copie di polizza.

La polizza è richiesta non perché ci sia il contratto, ma solo perché se ne possa provare l’esistenza ed il contenuto. Per facilitare all’assicurato la prova dell’esistenza del contratto e del suo contenuto è imposto all’assicuratore l’obbligo di rilasciare all’assicurato sia il documento scritto – la polizza – sia duplicati o copie di questa.

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