Tassazione dei rendimenti della previdenza complementare

Dal sito della commissione di vigilanza dei fondi pensione (COVIP) è possibile monitorare i rendimenti dei fondi pensione, ovvero i rendimenti dei fondi pensione negoziali (pdf), dei fondi pensione aperti (pdf) e dei piani individuali pensionistici (pdf) attuati mediante contratti di assicurazione sulla vita (PIP).

I rendimenti della previdenza integrativa sono tassati con aliquota dell’11%, inferiore quindi al 12,50% prevista per le altre rendite finanziarie.

Su orizzonti temporali prolungati il vantaggio del risparmio di imposta non è di poco conto!

Dal 1° gennaio 2007 il trattamento fiscale di capitale e rendita è equiparato. Sulla parte imponibile della prestazione erogata è operata una ritenuta, a titolo d’imposta, con l’aliquota del 15 per cento. È prevista, inoltre, una riduzione di detta aliquota pari a 0,30 per cento per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali. La parte della prestazione che corrisponde ai contributi non dedotti non va tassata, purché sia stata comunicata entro il 31 dicembre al fondo pensione) in quanto è prevista solo la tassazione delle prestazioni relative a somme che hanno goduto della deducibilità fiscale durante la fase di costituzione della prestazione stessa.

Nel sito www.covip.it è possibile leggere maggiori informazioni sui rendimenti (cliccando nel link “pdf” in alto):

Per facilitare il confronto dei risultati conseguiti, i dati sono ordinati secondo la percentuale di azioni presente nel benchmark (o, nel caso di mancanza delbenchmark, secondo l’esposizione in azioni alla fine dell’ultimo anno solare). Tale percentuale è un indicatore della rischiosità della linea di investimento: più la percentuale di azioni è elevata, più il rendimento che ci si può aspettare di ricevere è alto, ma anche soggetto a oscillazioni assai ampie (il che vuol dire che può assumere valori molto alti, ma anche molto bassi o negativi).

I dati sono ordinati anche secondo il numero di iscrizione all’albo della COVIP, per quanto riguarda i fondi pensione negoziali, e alfabeticamente, secondo la denominazione della società che li gestisce, per quanto riguarda i fondi pensione aperti e i PIP.

Il rendimento viene indicato per ciascuna linea di investimento, prendendo a riferimento differenti periodi temporali (1, 2, 3, 5 e 10 anni).

Il rendimento indicato è quello medio annuo composto. Il rendimento medio calcolato nel regime di capitalizzazione dell’interesse composto ( vedi glossario ) è leggermente più basso di quello che si otterrebbe calcolando la media aritmetica dei rendimenti di ciascun anno del periodo di riferimento. Ad esempio, se il rendimento di un anno è lo 0 per cento e il rendimento dell’anno successivo è il 20 per cento, il rendimento medio annuo del biennio calcolato con la media aritmetica è pari al 10 per cento; il rendimento medio annuo composto è invece pari al 9,5 per cento.

I rendimenti riportati sono al netto degli oneri che gravano sul patrimonio della linea di investimento: si tratta, in particolare, della commissione di gestione finanziaria e di altri costi, compresi – per i fondi pensione negoziali e i fondi pensione aperti – gli oneri fiscali sui rendimenti. Le imprese di assicurazione, per le gestioni separate dei PIP, invece di applicare una commissione di gestione finanziaria, generalmente trattengono una parte del rendimento realizzato: in questo caso i rendimenti riportati sono al netto della quota trattenuta dall’impresa.

Per i fondi pensione aperti e i PIP viene pubblicato il rendimento al netto della commissione finanziaria applicata ordinariamente e non di quella, più bassa, che alcune forme prevedono per le adesioni di lavoratori dipendenti su base collettiva o in caso di convenzioni con associazioni di lavoratori autonomi o liberi professionisti. Per le collettività interessate da dette agevolazioni i rendimenti sono pertanto più alti di quelli ordinari e sono resi noti in apposite “Schede collettività”, consegnate al momento dell’adesione insieme alle Note informative.

I rendimenti pubblicati nell’elenco non considerano gli oneri che gravano direttamente sull’aderente (ad esempio, se previste, le commissioni di iscrizione, le commissioni in cifra fissa o in percentuale sui versamenti applicate ogni anno, ecc.). Essi non coincidono quindi con il rendimento effettivamente conseguito dal singolo aderente, che è al netto anche di questi ultimi costi.

I costi complessivi, compresi quelli che gravano direttamente sull’aderente, sono considerati – secondo ipotesi standard – nell’“indicatore sintetico dei costi (ISC)”. La COVIP ha chiesto a tutte le forme di riportare tale indicatore nella Nota informativa e pubblica sul proprio sito i dati per ciascun comparto.

L’incidenza sulla posizione individuale dei costi che gravano direttamente sull’aderente diminuisce con l’aumentare dell’ammontare della posizione stessa, e quindi del periodo di partecipazione. L’indicatore sintetico dei costi, per periodi di partecipazione lunghi, tende ad avvicinarsi ai costi considerati nei rendimenti pubblicati nei presenti elenchi.

I rendimenti sono soggetti ad ampie oscillazioni; per questo è necessario valutarli in un’ottica di lungo periodo. I rendimenti realizzati nel passato NON sono indicativi dei rendimenti futuri: se una linea di investimento ha conseguito risultati molto positivi in un determinato arco temporale, non vi è la certezza che negli anni a venire essa continuerà a risultare ugualmente profittevole (e viceversa).
Particolare attenzione   va inoltre dedicata   ai costi, tendenzialmente   stabili nel   tempo, in quanto   essi hanno un’incidenza rilevante sull’ammontare della prestazione finale: su    un    periodo   di   partecipazione   di   35 anni, un   minor   costo annuo dell’1   per cento si traduce in una prestazione finale più alta del 18-20 per cento.

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