A chi affidare i propri risparmi per la pensione?

L’ormai sempre più diffusa precarizzazione del lavoro in Italia (o flessibilità che dir si voglia) crea soprattutto per i giovani ben noti problemi come occupazioni sottopagate, mancanza di certezze, difficoltà nell’andar via da casa dei propri genitori, impossibilità a contrarre un mutuo (se non si ha un lavoro stabile è difficile ottenere dei prestiti, per quanto siano state create nuove forme di finanziamento come prestiti inpdap e altre soluzioni, ma solo per lavoratori con un minimo di stabilità). ecc.

Ma aldilà dei problemi attuali c’è un problema futuro ben più preoccupante che occorre considerare: i giovani in futuro saranno senza pensione (per via della bassa contribuzione previdenziale dovuta alla precarietà del loro lavoro).

In tal senso il ruolo della previdenza complementare, degli intermediari assicurativi e dei promotori finanziari che la propongono diventare fondamentale per queste persone.

Costruirsi oggi un proprio fondo da affiancare a quanto domani mi darà l’INPS è assolutamente di primaria importanza.

Diverse sono le scelte: polizze vita, fondi pensione negoziali o aperti, PIP, ecc.

Aldilà dei rendimenti che vengono prospettati che molto spesso dipendono dal rischio che si è disposti ad assumere (azionario, obbligazionario, ecc.), vanno considerati attentamente i costi connessi a queste forme di investimento che possono abbattere (e di molto) il montante finale che si andrà a percepire.

In tal senso nella scelta vanno considerati:

  • nelle polizze vita il “costo percentuale medio annuo” (che si trova della scheda sintetica della polizza che viene proposta). Questo indicatore ci dice di quanto si riduce ogni anno, per effetto dei costi, il potenziale tasso di rendimento del contratto rispetto a quello di una analoga operazione che ipoteticamente non fosse gravata da costi;
  • nei fondi pensione negoziali, ai fondi pensione aperti e ai piani individuali pensionistici attuati mediante contratti di assicurazione sulla vita (PIP) l’indicatore sintetico dei costi o ISC (riportato nella Nota informativa), che consente di avere, in modo semplice e immediato, un’idea di quanto i costi complessivi praticati dalla forma pensionistica complementare incidono percentualmente ogni anno sulla posizione individuale.

Di seguito indichiamo il link della COVIP in cui è possibile trovare quest’ultimo importante indicatore e comparare quello applicato da parte di tutte le Compagnie di Assicurazioni, banche, SIM, SGR, ecc.:

http://www.covip.it/?page_id=1878

Tenetelo sempre in considerazione!

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