In arrivo la “mediaconciliazione”, ma resta fuori la R.C. Auto

Come molti sapranno, il 20 marzo è entrato definitivamente in vigore il d.l. 4 marzo 2010, n. 28, sulla c.d. “mediaconciliazione obbligatoria”.

In pochi sanno di cosa si tratta. In sintesi si tratta di un’imposizione di legge che impedisce al cittadino di rivolgersi al giudice se non dopo aver esperito il “tentativo di conciliazione” davanti a un mediatore facente parte di un organismo privato che abbia ottenuto le credenziali per svolgere l’attività di mediazione.

Le materie coinvolte da questa piccola rivoluzione erano originariamente le seguenti: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Come si vede c’è un assortimento piuttosto irrazionale. Per fare un esempio, non si capisce perchè chi vuole rivalersi contro un medico deve fare la conciliazione e chi deve rivalersi contro un commercialista, un ingegnere, o un avvocato no.

I problemi di applicazione di questo istituto sono innumerevoli. Problemi di costituzionalità, poiché porre una barriera simile all’accesso alla giustizia verrà senz’altro vagliato per la sua dubbia compatibilità con l’art. 24 della Costituzione; problemi di compatibilità con la normativa comunitaria, che incoraggia la mediazione come ulteriore possibilità per il cittadino, non come necessario obolo da pagare per potersi rivolgere al giudice; problemi di terzietà, non è infatti previsto alcun serio contrappeso al rischio che i contraenti forti abbiano organismi di mediazione compiacenti davanti ai quali portare le controparti deboli; problemi di competenza del singolo mediatore, dato che non è richiesta alcuna formazione specifica; problemi di coordinamento con le norme processuali, si pensi che il criterio di scelta del mediatore è meramente cronologico. Quindi Tizio per una vertenza che ha a Milano può convocare Caio in Sicilia, se magari Tizio è originario di lì e ha dei contatti.

Non dimentichiamoci poi i problemi del costo. La mediazione ha infatti un costo e precisamente il cittadino che voglia effettuare il tentativo di conciliazione davanti a un organismo autorizzato dovrà pagare: un costo fisso di avvio, il proprio consulente tecnico, metà compenso del consulente tecnico del mediatore, metà compenso del mediatore e, se la controparte dovesse essere insolvente, anche i costi dovuti da questa, perchè le parti sono obbligate in solido.

E dopo aver pagato questo prezzo, invano o per ottenere un pezzo di carta che potrebbe dargli torto, Tizio farà mai causa? No. E questo sulla base di un “giudizio” fornito da una persona che solo per un colpo di fortuna potrebbe essere competente, dato che per fare il mediatore non occorre alcuna specializzazione, ma solo un diploma di laurea triennale o l’iscrizione a un albo professionale qualunque.

A questo punto è lecito chiedersi: funzionerà? Il tempo ce lo dirà, nel frattempo bisogna prendere atto che, per talune materie, questa novità ha messo i lucchetti ai tribunali.

Venendo ora all’applicazione della mediazione alla materia della RC Auto, questa è stata rinviata per i troppi problemi applicativi, ma non c’è da sperare che il progetto sia abbandonato. Se la mediazione è infatti un escamotage per scaricare sui cittadini il costo dell’ingolfamento della giustizia italiana, allora poter svuotare i tribunali dalle cause per incidenti stradali sarà una tentazione troppo ghiotta.

Ma facciamo un passo indietro: nel primo disegno di legge sulla mediaconciliazione era stato previsto che l’intero titolo X del codice delle assicurazioni private (che riguarda gli incidenti stradali) fosse escluso. Poi la materia dell’RC Auto viene inserita di soppiatto nel calderone e fa parte del testo che doveva iniziare ad essere effettivo alla fine di questo mese, ma che è stato modificato con il decreto c.d. milleproroghe, in extremis, alla fine di febbraio.

Sarebbe da augurarsi che il Legislatore ci ripensi. La mediaconciliazione non può portare nulla di buono per i cittadini, almeno non nella RC Auto. Attualmente, quando l’assicurato e la compagnia di assicurazione si trovano contrapposti per definire una vertenza riguardo ai danni da incidente stradale, i loro rispettivi diritti e doveri sono regolati dal c.d. “sistema della congrua offerta”, che prevede che il danneggiato metta l’assicurazione nelle condizioni di valutare il danno e l’assicurazione, alla fine di tempi predeterminati entro i quali deve valutare il danno, paghi.

Se l’assicurazione, che è il contraente forte del rapporto, non paga, per malafede o per disservizio, il danneggiato, scaduti i termini, può rivolgersi al Giudice di Pace, per i danni contenuti, o al Tribunale, quando i danni superano i 20.000 euro.

Questa è da sempre la garanzia, l’unica possibile, di congruità dei risarcimenti. La possibilità di ricorrere al giudice. Mi dai solo 5? il giudice mi darebbe 7 di sicuro, quindi aumenta l’offerta. Vuoi 7? il giudice non li da 7 e lo sai, quindi accetta 5. Queste sono le argomentazioni che conducono in porto le trattative.

Che ne sarà dell’equilibrio nelle trattative ora che il giudice, “convitato di pietra”, scomparirà dietro il fumoso concetto di mediaconciliazione?

Che succederà nel 2012, quando il danneggiato non potrà più chiedere a un avvocato di fare la causa, ma dovrà convocare la controparte davanti al mediatore? Chi dovrà essere convocato davanti al mediatore? Il responsabile dell’incidente, come sembrerebbe più corretto visto che si parlerà della sua responsabilità, o l’assicurazione, che deve pagare? E nel secondo caso, quale assicurazione? Il problema è serio, visto che la propria assicurazione, che dovrebbe pagare in risarcimento diretto, non ha alcun titolo per definire una conciliazione con il proprio assicurato, per conto dell’assicurazione del responsabile.

Superati questi problemi, non c’è dubbio che sarà un far west. Le compagnie manderanno la convocazione davanti al mediatore compiacente, i danneggiati più svelti dovranno trovarsi organismi di mediazione davanti ai quali convocare l’assicurazione (o il responsabile dell’incidente). Sarà una gara a chi brucia sul tempo l’altro, che nella migliore delle ipotesi produrrà un ulteriore dilazione, tutta a favore delle assicurazioni, per poter richiedere i danni davanti a un giudice.

In ogni caso la mediaconciliazione non sarà mai d’aiuto per l’unico obiettivo che tutta la normativa di settore si dovrebbe porre, che è quello di garantire quanto meglio possibile l’integrale risarcimento di chi viene ingiustamente danneggiato in un incidente stradale.

2 commenti su “In arrivo la “mediaconciliazione”, ma resta fuori la R.C. Auto

  1. A tal proposito è interessante con specifico riferimento ai contratti bancari e finanziari un articolo che condivido e segnalo .. “Le forme di “alternative dispute resolution” nel sistema finanziario italiano a seguito dell’entrata in vigore del D. Lgs. n. 28/2010; di Giuseppe de Gennaro, Avvocato” – http://www.tidona.com/pubblicazioni/20110222_2.htm
    in cui sono individuate le varie fasi del processo di contestazione del reclamante:

    ” dal 20 marzo 2011 la parte che vorrebbe agire, “rebus sic stanti bus”, nei confronti di un’altra in ambito finanziario dovrebbe:

    a) proporre il reclamo secondo le regole del singolo istituto;

    b) in caso di mancato risposta al reclamo o insuccesso dello stesso, potrebbe agire innanzi all’Arbitro Bancario e Finanziario, all’Ombudsman – Gran Giurì Bancario (nella veste di giudice di appello a seguito del reclamo), ovvero instaurare la procedura di conciliazione presso la Camera di Conciliazione della Consob ovvero presentare istanza presso un organismo di conciliazione iscritto presso il registro del Ministero della Giustizia per esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione ex art. 5 del D. Lgs. 28/2010;

    c) solo all’esito della procedura di mediazione avviata la parte potrebbe incardinare il giudizio vero e proprio.

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