La mediazione obbligatoria al primo inciampo

Mentre la mediazione civile obbligatoria compie in sordina i primissimi passi, sull’esito dei quali ancora non ci sono riscontri, cominciano gli annunciati problemi. In particolare vengono al pettine i problemi di legittimità costituzionale della normativa, così come resa operativa dal regolamento attuativo n. 28/2010.

Il ricorso presentato al TAR dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA) unitamente ad altri organi di rappresentanza della categoria, ha sortito un primo effetto, quello della trasmissione alla Corte Costituzionale degli atti, affinchè siano valutati profili di incostituzionalità del d.lgs 28 del 2010, in ordine agli artt. 24 (accesso alla giustizia) e 77 (eccesso di delega) della Costituzione.

In sintesi il TAR riconosce la non manifesta infondatezza dei rilievi sulla presunta incostituzionalità del regolamento contenuto nel d.lgs 28/2010 sotto il profilo dell’obbligatorietà del preventivo tentativo di conciliazione per poter accedere alla giustizia e con riferimento ai requisiti indicati per gli enti privati che esercitano l’attività di mediazione e per i singoli mediatori.

La stampa ha divulgato questo risultato come un “successo” dell’avvocatura contro il Ministero della Giustizia; alcuni gruppi parlamentari hanno già ritenuto di saltare sul carro dei vincitori prendendo a pretesto gli scricchiolii della normativa per contestare il Governo.

In realtà, per varie ragioni, non credo vi siano successi da festeggiare per nessuno.

Va premesso che la trasmissione degli atti alla Consulta era tanto probabile quanto di per sé poco significativo, dato che mentre la Corte Costituzionale esamina la questione, i cittadini italiani si troveranno alle prese con questa “cosa” giuridica nuova, dalle molte incognite, per molti mesi.

Poi, quel che intendo dire quando escludo che si possa parlare di successi, è che a ben guardare questo è un sintomo di sconfitta per tutti. Se infatti la Corte Costituzionale dovesse dichiarare illegittimo il regolamento nei passaggi chiave (obbligatorietà, requisiti degli organisimi di mediazione) denunciati dai ricorrenti, si saranno persi tempo e soldi dietro un progetto che personalmente mi sembra connotato da difetti macroscopici, come ho già più analiticamente illustrato nel mio articolo sulla mediazione “In arrivo la mediaconciliazione, ma resta fuori la RC Auto”.

Nel frattempo tutti i cittadini che si troveranno nella necessità di rivolgersi al giudice per una variegata tipologia di problemi, non potranno farlo senza prima compiere il salto nel buio della mediazione civile.

Vi lascio con una riflessione. Tempo fa la trasmissione televisiva “Le Iene” ha trasmesso un servizio su una vertenza tra il padre di un ragazzo morto a Cuba in un ospedale privo di condizioni igieniche accettabili e una Compagnia Assicurativa che si era rifiutata di accordare al ragazzo il trasferimento in una struttura migliore, benché il trasferimento fosse oggetto di una precisa garanzia prevista in polizza. Ebbene non possiamo qui giudicare il merito della faccenda e forse anche la Tv non poteva farlo, come invece ha fatto. Una vertenza così delicata sull’esecuzione di un contratto assicurativo meriterebbe una sede idonea, che non può che essere il Tribunale competente.

Invece dal 20 marzo di quest’anno, in casi del genere si deve andare obbligatoriamente prima da un mediatore, al quale non si richiede altro che una laurea triennale e un corso di poche ore.

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