L’evoluzione della distribuzione assicurativa in Italia nel 2010 e il ruolo del broker

Dall’analisi dei dati forniti dall’ISVAP nella sua ultima Relazione Annuale presentata il 9 Giugno scorso emergono dei dati molto interessanti circa le prospettive a medio/lungo termine relative alla distribuzione assicurativa in Italia e per chi lavora nel settore dell’intermediazione assicurativa.

Tre sono i dati su cui riflettere:

  • Diversi canali di distribuzione per i prodotti vita e danni

Il ramo vita rappresenta oggi il 71,5% del mercato assicurativo in termini di raccolta premi. In questo settore ormai gli sportelli bancari e postali costituiscono il canale maggiormente utilizzato dalle Compagnie (60,3% nel 2010; 58,8% nel 2009; 53,7% nel 2008), seguono i promotori finanziari (15,8% nel 2010; 16,3% nel 2009; 10% nel 2008), mentre invece il canale agenziale ha subito una flessione nella distribuzione dei prodotti vita (22,6% nel 2010; 23,7% del 2009; 34,3% del 2008). Il ruolo della vendita diretta e dei brokers rimane nell’ambito della distribuzione delle polizze vita sostanzialmente marginale (1,4% nel 2010; 1,2% circa nel 2009; 1,9% nel 2008).

Nei rami auto e nei rami danni, che rappresentano invece rispettivamente il 13,5% e il 15% del mercato assicurativo, i canali distributivi sono invece principalmente quello agenziale, che ha registrato negli ultimi anni una costante flessione della raccolta (84,4% nel 2010; 85% nel 2009, 86,4% nel 2008), mentre continua ad aumentare la vendita attraverso i brokers nonostante i dati pubblicati dall’ISVAP come vedremo meglio più avanti (8% nel 2010; 8,4% nel 2009, 7,4% nel 2008) e aumenta anche la vendita tramite il canale bancario e i promotori finanziari (3,5% nel 2010; 2,7% nel 2009; 2,3% nel 2008). Le altre forme di vendita diretta sono pressoché stabili (4,1% nel 2010).

Gli agenti restano quindi il canale distributivo predominante nelle assicurazioni danni, pur registrando ogni anno una flessione a favore di altre figure. Tale dato diffuso dall’ISVAP non considera inoltre i premi raccolti dai brokers relativi a rischi piazzati con le agenzie e neppure i ricavi dovuti alle fees, che, per questa categoria rappresentano una percentuale sempre più rilevante. In base ai dati dell’AIBA, l’Associazione Italiana dei Brokers di Assicurazioni, i premi assicurativi gestiti dai brokers sono decisamente superiori rispetto a quelli forniti dall’ISVAP e possono desumersi dai versamenti al Fondo di Garanzia per i Mediatori di Assicurazione e Riassicurazione. Da questo dato si evince che i broker hanno una quota di mercato del 47,7% sul ramo danni (nel 2009 era del 46,1%) e del 17% sul totale del mercato.

Da ciò desumiamo come il broker rappresenta ormai il principale intermediario sul mercato dei rami danni.

Il trend del mercato suggerisce inoltre che in futuro si svilupperà sempre di più la tendenza a trattare con i brokers gli affari relativi alle aziende, anche per la tendenza delle aziende all’efficienza e alla riduzione dei costi (ancor più accentuata in periodi di crisi). Per gli agenti la quota di mercato tenderà a ridursi alle assicurazioni individuali e al settore auto, caratterizzati da una sempre più bassa redditività (per le sempre più ridotte provvigioni corrisposte dalle Compagnie) e da alti costi di gestione.

  • L’aumento della concentrazione del mercato assicurativo

Un altro dato significativo su cui riflettere è la notevole concentrazione che ha raggiunto il mercato assicurativo a seguito di numerose operazioni di fusioni e incorporazioni di Compagnie assicurative. Si pensi che nel 2010 le prime 10 imprese vita hanno raccolto il 55,5% dei premi (rispetto al 51,4% del 2002); mentre la porzione detenuta dalle principali 10 imprese del mercato danni è stata pari al 85,8% (rispetto al 56,6% del 2002). Questo dato è ancora più impressionante se si considera che nel settore vita la quota relativa ai primi 5 gruppi è stata del 53,2% nel 2010 e nel settore danni la quota di mercato dei primi 5 gruppi assicurativi è stata addirittura del 70,1% nel 2010.

Tale fenomeno di concentrazione ha determinato anche la riduzione nel numero delle agenzie assicurative sul territorio italiano (molte delle quali sono state accorpate o chiuse), fatto che può offrire a banche, ma soprattutto ai broker l’opportunità di aumentare la propria quota di mercato.

  • L’aumento del numero dei broker sul mercato assicurativo e la diminuzione degli agenti

A distanza di 4 anni dalla sua costituzione il numero complessivo degli intermediari iscritti nel registro risulta di 252.784 soggetti, di cui 221.417 persone fisiche a cui si aggiungono 7.230 intermediari esteri iscritti nell’elenco annesso.

Di seguito alleghiamo una tabella che ci descrive come le varie figure di intermediario si sono evolute in termini numerici in questi 4 anni.

Sezioni 2007 2008 2009 2010 Var. 2007-2010
A persone fisiche 29.984 29.465 28.847 28.356 -5%
società 9.476 9.953 9.984 10.007 6%
B persone fisiche 2.875 2.896 3.074 3.251 13%
società 1.013 1.058 1.130 1.208 19%
C persone fisiche 12.760 14.446 15.350 13.951 9%
D società 743 761 749 717 -3%
E persone fisiche 150.627 170.373 173.632 175.859 17%
società 7.337 10.547 12.475 12.907 76%
Totale 214.815 239.499 245.241 245.241 14%

Dall’analisi di questa tabella si evince come il numero di agenti in questi 4 anni sia diminuito, mentre invece sia in costante aumento quello dei brokers sia in termini di persone fisiche che di nuove società, che tuttavia rappresentano ancora in termini numerici una percentuale di appena l’1,5% sul totale degli intermediari (persone fisiche) operanti. L’aumento delle persone iscritte nella sez. E denota invece l’evoluzione della distribuzione assicurativa verso nuove forme diverse da quelle classiche, rappresentate dagli agenti e dai brokers, come ad es. i mediatori creditizi e gli operatori postali.

Salvatore Infantino

Presidente Insurance Lab Formazione assicurativa

Sito web: www.insurancelab.it

E-mail: infantino@insurancelab.it

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