Danno Biologico: anche l’ISVAP chiede le tabelle nazionali per le macrolesioni

Il 22 giugno a Roma, il vicepresidente dell’ISVAP, Flavia Mazzarella, ha esposto in Parlamento le conclusioni di un’indagine conoscitiva sull’andamento del mercato assicurativo, nell’ambito della “Commissione Straordinaria per la verifica dell’andamento generale dei prezzi al consumo e per il controllo della trasparenza dei mercati”.

Parte rilevante dell’osservazione da parte dell’ISVAP ha riguardato l’RC Auto, con una sostanziale conferma dei noti problemi che affliggono il settore, chiamando in causa il malfunzionamento del risarcimento diretto e del meccanismo del bonus malus, le frodi, l’insufficienza dei comparti liquidativi delle compagnie e, tema caldo di questo periodo, la mancanza di attuazione dell’art. 138 del codice delle assicurazioni private, che prevedeva l’emanazione delle tabelle nazionali di legge per il risarcimento delle invalidità permanenti sopra il 9%.

Le parole del rapporto ISVAP, con riguardo alle macrolesioni, sono però contraddittorie: da un lato, parlano di una necessità un criterio unico, per equità verso i danneggiati e sicurezza del risarcimento per le compagnie, che possono così costituire le riserve e favorire gli accordi stragiudiziali. D’altro canto però, assume toni allarmistici nel segnalare la sentenza appena emessa dalla III sezione della Corte di Cassazione, che impone l’utilizzo in tutti i tribunali di un criterio certo, che è quello del Tribunale di Milano, considerato troppo a favore dei danneggiati da parte dei gruppi assicurativi. Flavia Mazzarella dice infatti, a proposito della sentenza n. 12408/11, chesi tratta, come appare evidente, di un indirizzo destinato a produrre sicure ricadute sul sistema RC Auto”.

Orbene io non afferro un punto: se è opportuno che vi sia un criterio uniforme per tutti i grandi risarcimenti, in modo da favorire accordi, previsioni e bilanci, perchè quello indicato dalla Corte di Cassazione non va bene e bisogna affrettarsi a indicarne un altro, per legge?

E’ opportuno ricordare, ancora una volta, che quando furono emanate le tabelle di legge per le lesioni comportanti invalidità permanenti fino al 9% furono utilizzati argomenti volti a creare una distinzione tra i piccoli danni e i danni seri, quelli che meritavano un riconoscimento più ampio, riducendo di fatto i risarcimenti per le piccole lesioni, che costituiscono una fetta rilevantissima del totale, in modo da contenere gli esborsi delle Compagnie.

Nella sua audizione la vicepresidente dell’ISVAP non dice a chiare lettere che una tabella di legge che sposi i valori attualmente applicati nei tribunali per le macrolesioni sarebbe un danno per il settore Rc Auto, ma il senso si evince comunque.

Il punto è che attualmente il peso dei problemi di questo settore del mercato assicurativo è tutto caricato sulle spalle degli assicurati, attraverso la leva dei prezzi, come denunciato dalla stessa relazione ISVAP. Quello che occorre chiedersi, è se perseguiti gli obiettivi della riduzione dei risarcimenti, che obiettivamente significherebbe togliere altri soldi dalle tasche degli assicurati, il mercato migliorerà, o semplicemente, miglioreranno i bilanci dei comparti Rc Auto delle Compagnie.

 

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

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