Faro Assicurazioni in liquidazione coatta amministrativa

La compagnia assicurativa Faro assicurazioni già in una situazione critica ed in amministrazione straordinaria da diversi mesi, è stata posta da pochi giorni in liquidazione coatta amministrativa.

Con il provvedimento n. 2919 del 29 luglio 2011, l’Isvap ha nominato commissario liquidatore l’Avv. Andrea Grosso, e nella stessa data il Ministro delle attività produttive ha posto in liquidazione coatta amministrativa ed ha revocato l’autorizzazione all’esercizio dell’attività in tutti i rami la compagnia assicurativa Faro Assicurazioni, ai sensi e per gli effetti dell’art. 245 del codice delle assicurazioni.

La Faro Assicurazioni è stata preceduta da altre due compagnie assicurative, ovvero dalla Novit Assicurazioni e dalla Progress Assicurazioni. Avevamo già scritto degli articoli per informare gli assicurati, in particolare su come o a chi presentare richiesta di risarcimento danni, come ottenere l’attestato di rischio, etc.

 

Tornando a parlare della Faro Assicurazioni, quali sono state le ragioni del fallimento? Abbiamo preso spunto dalla news del nostro collaboratore esperto Salvatore Infantino (amministratore di Insurance Lab), il quale ha fornito di recente un’attenta analisi.

Molti sanno che la Faro era fortemente esposta nel settore della Responsabilità Civile in ambito sanitario, un settore caratterizzato da un andamento tecnico particolarmente negativo.
Questo settore ad oggi vale più di 500 milioni di euro di premi di cui circa il 60% relativo a polizze stipulate dalle strutture sanitarie e il restante 40% relativo a polizze stipulate dai professionisti sanitari.
Questo volume di premi potrebbe essere anche più alto visto che molte strutture sanitarie optano per non assicurare il rischio o assicurarlo con franchigie molto elevate.
Negli ultimi 10 anni i premi in questo settore sono sempre cresciuti con un tasso medio del 12,5%. Fino a qui il “light side”.

Vediamo invece il cosiddetto “dark side” del settore. Più di 30.000 sinistri denunciati ogni anno. Un tasso medio annuo di crescita dei sinistri denunciati negli ultimi 10 anni del 11,3%. La metà dei sinistri si chiude soltanto dopo 4 anni, l’80% dei sinistri si chiude soltanto dopo ben 9 anni con un costo medio di 40.000 euro. Il loss ratio è del 170%.

Quali sono le cause di questo andamento. Proviamo a fare un riepilogo:

– pazienti molto più consapevoli dei propri diritti rispetto al passato;
– proliferazione di società e professionisti “specialisti del risarcimento” che di recente hanno aumentato il ricorso su larga scala come testimoniato da incisive campagne pubblicitarie televisive, radiofoniche e su carta stampata;
– un trend giurisprudenziale di ampliamento delle fattispecie di danno e dei relativi importi di risarcimento. A tal proposito, una recente sentenza della Corte di Cassazione penale (Cass. pen., sez. IV, 23 novembre 2010, n. 1873), annullando una sentenza della Corte d’Appello di Milano (1) con cui si era assolto un medico dall’accusa di omicidio colposo per avere dimesso con troppo anticipo un paziente infartuato perché erano state seguite le “linee guida sanitarie”, ha statuito che il rispetto di queste ultime come parametro di legittimità della condotta del medico non sempre è valutabile come esimente della responsabilità del medico;
– il tentativo del legislatore di porre rimedio alla critica situazione tramite la presentazione di vari disegni di legge che, però, più che incidere direttamente sul fenomeno per prevenirlo e sui relativi costi, sembrano preoccuparsi maggiormente di attribuire l’eventuale responsabilità unicamente alle strutture sanitarie per permettere al medico di lavorare più serenamente e di organizzare delle strutture di gestione dell’eventuale contenzioso.

Al momento l’unica strategia intrapresa da alcuni enti locali per reagire a questa situazione è stata quella di di centralizzare/organizzare la gestione degli eventuali danni di diverse strutture sanitarie, trasferendo al mercato assicurativo solo quelli di una certa entità o, addirittura, senza alcun trasferimento di rischio e dando così origine al fenomeno dell’auto – assicurazione…ma evidentemente non basta.

 

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6 commenti su “Faro Assicurazioni in liquidazione coatta amministrativa

  1. Revoca dell’autorizzazione e liquidazione coatta amministrativa di Faro Assicurazioni S.p.A.
    Si informa che è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 185 del
    10-8-2011 la “Revoca dell’autorizzazione all’esercizio delle attività
    assicurative in tutti i rami e la liquidazione coatta amministrativa
    di Faro – Compagnia di Assicurazioni e Riassicurazioni S.p.A., in
    Roma. (11A10674)

    A mente dell’articolo 169 comma II del Codice delle Assicurazioni
    Private ( Decreto Legislativo 7 settembre 2005, n. 209 pubblicato
    nella Gazzetta Ufficiale n. 239 del 13 ottobre 2005 – Supplemento
    Ordinario n. 163) ed entro 60 giorni da oggi l’assicurato può
    esercitare il diritto di recesso mediante raccomandata con avviso di
    ricevimento.

    La messa in Liquidazione Coatta Amministrativa (LCA) pone seri
    problemi per tutte quelle pubbliche amministrazioni che hanno
    contratto polizze assicurative con Faro Assicurazioni S.p.A.
    In primo luogo, quello di aumentare il debito pubblico, poiché
    verosimilmente le P.A. dovranno cercare sul mercato una impresa di
    assicurazione disposta ad assumere i rischi precedentemente coperti da
    Faro Assicurazioni, con condizioni di polizza differenti ed un aumento
    notevole del premio stante una pressoché generica situazione sinistri
    assai grave.

    Nel caso in cui pervenissero ai vostri clienti assicurati con Faro
    Assicurazioni comunicazioni di richieste economiche da terzi
    danneggiati, relative a sinistri accaduti nel periodo assicurato, è
    necessario che le stesse siano inoltrate alla impresa in LCA, come
    denuncia di sinistro o seguito di sinistro già denunciato, al fine di
    attendere i normali riscontri sulle modalità operative. In tale
    circostanza, sarebbe opportuno consigliare alla clientela i evitare la
    ricerca di una diretta transazione con i terzi danneggiati, in quanto
    tale scelta potrebbe esporre i clienti ad esborsi di somme che
    potrebbero non essere rimborsate dall’impresa in LCA, poiché spetta
    unicamente all’assicuratore determinare l’An e il quantum debeatur,
    iscrivendo l’avente diritto nello stato passivo per l’importo
    eventualmente trattato.

  2. IL TAR LAZIO ACCOGLIE IL RICORSO DI FARO ASSICURAZIONI CONTRO ISVAP

    Con ordinanza n. 03296/2011
    (link: http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Roma/Sezione%203T/2011/201107035/Provvedimenti/201103296_05.XML)

    Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalla Società Memoin S.p.A. per l’annullamento, previa sospensione della revoca dell’autorizzazione all’esercizio delle attività in tutti i rami e liquidazione coatta amministrativa di Faro Compagnia di assicurazioni e riassicurazioni – risarcimento danni disposto da ISVAP e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 185 del 10 agosto 2011.

    Il TAR del Lazio ha rinviato la discussione alla Camera di Consiglio del 1 dicembre 2011 sospendendo nelle more l’atto impugnato.

    Conseguentemente la FARO ASSICURAZIONI potrà continuare nella propria attività
    Con i migliori saluti

    Walter Rossi

  3. COMUNICATO STAMPA ISVAP
    L’ISVAP informa che il Consiglio di Stato (con ordinanza della sez. VI n. 4205 del 28
    settembre 2011) ha accolto l’appello avverso l’ordinanza del TAR per il Lazio, sez. III ter,
    dell’8 settembre 2011 che aveva disposto la provvisoria sospensione dell’efficacia del
    decreto di revoca dell’autorizzazione all’esercizio delle attività in tutti i rami e di liquidazione
    coatta amministrativa di Faro – Compagnia di Assicurazioni e Riassicurazioni S.p.A.,
    adottato dal Ministero dello Sviluppo Economico in data 28 luglio 2011.
    Per effetto della superiore decisione, dal 28 settembre 2011 il menzionato decreto
    ministeriale riacquista piena efficacia e la società Faro torna ad essere in regime di
    liquidazione coatta amministrativa con gli organi della procedura nominati dall’ISVAP in data
    29 luglio 2011 (commissario liquidatore avv. Andrea Grosso).

  4. Ammontano a oltre 20 mln di euro gli ammanchi accertati dalla Guardia di Finanza a danno di una primaria compagnia assicurativa specializzata nella copertura dei rischi derivanti dall’esercizio della professione sanitaria. Sequestrate a carico dei sette responsabili partecipazioni, immobili e autovetture per un valore equivalente all’ingiusto profitto conseguito. I finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, coordinati dai magistrati del Gruppo Reati contro l’Economia della Procura della Repubblica di Roma hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per equivalente emesso dal Giudice per le indagini Preliminari di Roma, Antonella Capri, nei confronti dei membri di una nota famiglia di imprenditori romani operanti nel settore assicurativo e di un professionista romano, indagati per i reati di infedeltà patrimoniale e di ostacolo all’esercizio delle funzioni dell’autorità di vigilanza. Sono stati inoltre effettuati i sequestri dei patrimoni a loro riconducibili, tra cui la partecipazione nel capitale di sei società, diversi immobili con sede in Roma e due autovetture. La compagnia assicurativa interessata è la Faro assicurazioni spa, da luglio 2011 in stato di liquidazione coatta amministrativa, a danno della quale sono stati distratti premi per oltre 20 mln di euro, attraverso un’insana e imprudente gestione condotta a scapito dell’interesse degli assicurati. La vicenda trae origine dagli esiti dell’attività di vigilanza dell’Isvap che nel luglio del 2010 aveva imposto alla Faro Spa il divieto di compiere atti dispositivi dei beni aziendali e di utilizzare i proventi dei premi per finalità diverse dall’attività assicurativa. Contrariamente a tale divieto, nel dicembre del 2010 Faro Spa concludeva quattro operazioni con altrettante società, tutte riconducibili a un noto immobiliarista operante nella capitale, per un totale complessivo di 34 mln di euro. Nel gennaio 2011, su proposta dell’Isvap, la compagnia è stata affidata a un Commissario straordinario, il quale ha ritenuto opportuno notiziare dei fatti accertati la Procura della Repubblica di Roma che ha poi delegato le successive indagini al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria. In esito all’attività investigativa, e con la collaborazione del Commissario liquidatore di Faro Spa, successivamente insediatosi sempre su proposta Isvap, in relazione ai fatti sopra descritti sono state accertate le ipotesi di infedeltà patrimoniale e di ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza a carico di 11 soggetti, tra cui vari appartenenti alla famiglia cui è riconducibile la proprietà della compagnia assicurativa, nonchè un avvocato e il menzionato immobiliarista, ai quali è stata attribuita la responsabilità di aver contribuito alle illecite attività distrattive.

    Fonte: http://www.romadailynews.it/

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