L’Antitrust al Senato: per l’RC Auto più concorrenza e meno risarcimento diretto 4


Il Presidente dell’Antitrust (Autorità Garante della concorrenza e del mercato), Antonio Catricalà nella sua audizione al Senato di mercoledì 12 ottobre, ha esposto i risultati dell’indagine conoscitiva effettuata dall’autorità garante sull’andamento dei premi per la RC Auto.

I dati osservati non dicono nulla di nuovo, i sinistri non sono aumentati in numero, ma sono aumentati in costi, e in alcune zone d’Italia il costo dei sinistri è enormemente più elevato che in altre. In Italia i costi dei premi sono i più alti d’Europa e aumentano a velocità più che doppia rispetto agli altri paesi membri.

Fin qui nulla di nuovo, ma il Garante non si ferma a una fredda analisi, spingendosi a suggerire dove intervenire e come.

Innanzitutto punta il dito contro la procedura di risarcimento diretto, e in particolare contro il meccanismo che basa il recupero dei soldi erogati dalla compagnia del danneggiato, la c.d. gestionaria, su un forfait stabilito sul costo medio dei sinistri, scollando le cifre effettivamente erogate da quelle recuperate. Alla lunga questo meccanismo favorisce l’innalzamento dei costi che viene scaricato direttamente sui cittadini.

Ma il vero problema indicato dall’Antitrust come primaria causa del cattivo andamento del mercato dell’RC Auto è la scarsissima concorrenza tra le compagnie, che sono così indotte a non lavorare davvero nella direzione di un contenimento dei costi. La mobilità degli assicurati in Italia è ancora molto bassa e questa ingessatura del mercato produce diverse conseguenze sul piano dell’efficienza del sistema.

Alcune soluzioni proposte dal Garante sono il restringimento della procedura di risarcimento diretto ai soli danni materiali, nell’ambito dei quali tale procedura potrebbe dare il massimo risultato, e il favorire l’affermazione sul mercato di brokers senza obblighi di esclusiva, in modo colmare il vuoto informativo che separa gli utenti dell’RC Auto dalle informazioni sulle offerte più convenienti per il ciascun profilo e favorire la mobilità.

Per l’Antitrust, con una maggiore mobilità degli assicurati, le compagnie sarebbero stimolate all’efficienza, e di conseguenza si innescherebbe un meccanismo virtuoso in tutto il settore.

 

Avv. Antonio Benevento

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