Danno biologico: l’importanza di una valutazione di parte

Quando si ha la sfortuna di rimanere coinvolti in un incidente stradale e si riportano danni fisici, passato lo spavento ci si comincia a preoccupare degli aspetti burocratici della faccenda, con riferimento al risarcimento che si deve chiedere alla Compagnia assicurativa, che sia la propria in caso di risarcimento diretto, o quella del responsabile dell’incidente, in caso di risarcimento ordinario.

Molte considerazioni, valide a prescindere dalla procedura risarcitoria che si attiverà (diretta o ordinaria), sono state già svolte nell’articolo pubblicato su questo blog intitolato “Quanto vale il mio colpo di frusta”, prima e seconda parte. In particolare è bene ricordare che dopo un incidente, a meno che non si tratti di urti davvero lievi, è sempre opportuno rivolgersi al più vicino pronto soccorso per controlli. Spesso infatti i dolori arriveranno nei giorni successivi, e potrebbe essere tardivo, sia da un punto di vista clinico che giuridico, non certificare fin da subito le lesioni subite.

Non di meno, è qui d’obbligo ribadire che, in caso di totale responsabilità altrui nella produzione del sinistro, tutte le spese per accertamenti medici e cure saranno rimborsate dalla Compagnia tenuta a risarcire i danni, purchè tali spese siano supportate da richiesta del medico.

Quello che viene però approfondito da questo articolo è l’importanza che assume nella certificazione del danno alla persona la valutazione del danno biologico effettuata dal medico legale di parte.

Si chiama “relazione di parere medico legale” ed è quella valutazione che compie per iscritto un medico legale incaricato dal danneggiato, sulla scorta dell’obiettività clinica presentata dal danneggiato una volta esaurito il processo di guarigione, nonché della documentazione medica che il leso porta con sé.

La relazione del medico legale si conclude con una valutazione delle lesioni sotto due aspetti: quello dell’inabilità temporanea e quello dell’invalidità permanente. Il primo valore consiste in un conteggio dei giorni in cui il danneggiato non ha potuto attendere alle proprie mansioni e si gradua in percentuale: 100% se si è ricoverati all’ospedale, 75% per i giorni di sofferenza più acuta, 50% e 25% per gli altri giorni in cui comunque si patisce un pregiudizio dalle sofferenze conseguenti alle lesioni.

Da tale graduazione discenderà una somma che corrisponderà a E 44,28 al giorno per il 100% e importi percentualmente minori per i giorni con inabilità graduata.

L’altro valore centrale nella quantificazione del danno biologico è l’invalidità permanente. Il medico legale “traduce” in punti percentuali di invalidità permanente la riduzione dell’integrità psicofisica che permane dopo la guarigione (es. limitazione dei movimenti del collo nel colpo di frusta). Questi punti vengono quindi tradotti in una somma che è predeterminata per legge da un’apposita tabella, quando si tratti di lesioni comprese tra lo 0 e il 9%, ed è predeterminata convenzionalmente da varie tabelle elaborate dai tribunali (la principale è quella del Tribunale di Milano, consacrata di recente dalla Corte di Cassazione come parametro di riferimento per tutti i giudizi in tutto il territorio nazionale) per le lesioni dal 10 al 100%.

Una prima considerazione da fare è relativa al momento in cui rivolgersi al medico specialista in medicina legale per ottenere questa valutazione nel proprio interesse. In via generale, dipende dalla gravità delle lesioni e dal tempo di guarigione. In sostanza il danno biologico da invalidità permanente non può essere valutato se ancora il processo di guarigione non si è esaurito e difficilmente ciò avviene in un tempo minore a tre/quattro mesi dall’incidente, per i casi più lievi.

Naturalmente queste sono valutazioni che discendono dall’osservazione di casi pratici, che non pretendono di avere alcuna autorevolezza in campo medico, non essendo chi scrive un dottore specializzato in medicina legale.

Tuttavia, sempre osservando i casi pratici che mi capitano nella mia vita professionale, mi sento di sconsigliare tutti i danneggiati dall’accettare inviti a visita fatti nell’immediatezza dell’evento da Compagnie Assicurative o, peggio, da medici da queste incaricati. Si tratta di pressioni scorrette volte ad evitare un’approfondita valutazione delle lesioni, al fine di proporre in tempi brevi risarcimenti incongrui che i malcapitati danneggiati, in mancanza di una corretta informazione, potrebbero accettare.

Un altro aspetto da approfondire in questa sede è sicuramente quello della motivazione che deve spingere il danneggiato a rivolgersi a un medico specialista in medicina legale per ottenere una valutazione nel proprio interesse.

Deve essere chiarito che l’osservazione dell’obiettività clinica dei problemi che residuano dopo un incidente stradale, come anche l’analisi della documentazione medica raccolta nei mesi di diagnosi e cure, non sono “operazioni matematiche”, anzi, risentono certamente del punto di vista soggettivo del medico che le effettua. Così una stessa lesione può valere un numero di giorni di inabilità temporanea e una certa quantità di punti di invalidità permanente per un medico, e un’altra per un altro medico.

Se non si richiede una valutazione a un medico di propria fiducia, la quantificazione del danno biologico effettuata dallo specialista in medicina legale fiduciario della Compagnia di Assicurazione sarà l’unica base per l’offerta di risarcimento di quest’ultima. Va da sé che la prassi nella liquidazione del danno biologico ha prodotto una certa tendenza alla divaricazione delle quantificazioni, a seconda che si tratti di medici fiduciari del danneggiato o medici legali incaricati dall’impresa tenuta a risarcire.

Onde evitare di trovarsi sprovvisti di termini di paragone, è dunque opportuno presentarsi alla visita medico legale disposta dal medico incaricato dalla Compagnia con la relazione medico legale del proprio medico già fatta. Altrimenti si dovrà decidere se accettare o rifiutare l’offerta risarcitoria senza avere alcuna possibilità di valutare se questa sia congrua.

Avv. Antonio Benevento – www.studiolegalebenevento.it

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5 commenti su “Danno biologico: l’importanza di una valutazione di parte

  1. Salve, secondo Lei è normale che tra la valutazione del danno biologico fatta dal medico legale consultato dal danneggiato (54% di danno) e quella fatta dal medico legale dell’assicurazione (30%) ci sia una differenza talmente grande? La valutazione dell’assicurazione ha quasi dimezzato quella fatta dal medico legale di fiducia.

    Inoltre, l’assicurazione, ha tentato di far credere al danneggiato che il risarcimento dovesse essere dato basandosi sulle nuove tabelle, dichiarando che erano state approvate (cosa assolutamente non vera come Lei sa). Hanno detto che si poteva scegliere tra:
    -accettare la valutazione del medico legale dell’assicurazione e prendere il risarcimento basandosi, invece che sulle tabelle che A DIR LORO sarebbero attualmente in vigore, su quelle di milano;
    oppure
    -andare in causa cercando di ottenere il riconoscimento di un danno biologico maggiore, ma poi il risarcimento si sarebbe basato sulle tabelle (sempre SECONDO LORO) attuali, cioè quelle del maxitaglio.

    Tra qualche giorno l’avvocato del danneggiato dovrà avere un nuovo colloquio con l’assicurazione per chiarire meglio la situazione.

    A MIO PARERE, l’esposizione delle possibilità fatta dall’assicurazione, sembra un raggiro in quanto hanno dichiarato consapevolmente cose non vere.
    Questo modo di agire non mi sembra normale, ma non ho
    studiato legge e non mi intendo di certe questioni, potrei sapere qual’è il suo parere in merito?

    La ringrazio molto per l’attenzione.

  2. Sul primo punto, dipende da quanto è affidabile la valutazione di parte fatta dal danneggiato.

    Sul secondo punto, ovvero le tabelle, è indubbiamente un comportamento scorretto quello dell’assicurazione.

    In ogni caso se i valori delle tabelle tagliate fosse integrato dal danno morale, non ci sarebbe una differenza abissale e si potrebbe trovare l’accordo.
    Il punto è che temo che l’assicurazione punti a risparmiare proprio il risarcimento del danno morale.
    E’ questo il punto su cui non cedere.

  3. Il medico legale di parte è molto noto e affidabile, un professionista stimato. Per questo mi è sembrata esagerata la differenza nel punteggio…

    L’intenzione di cedere non c’è. Grazie ancora per i consigli e i pareri, ci è molto utile.

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