Incidenti stradali: se arriva l’atto di citazione

Quando un automobilista si rende responsabile di un incidente stradale, può capitare che qualche mese o anche un paio d’anni dopo si veda recapitare a casa, o meglio “notificare”, l’atto di citazione.

I motivi che hanno spinto il danneggiato a chiamare in giudizio il responsabile possono essere diversi, ma in generale se arriva a casa un atto di citazione per un incidente stradale, ciò significa che il danneggiato ha chiesto una cifra e la compagnia di assicurazione non gliel’ha corrisposta, oppure ne ha corrisposto una minore. E’ sempre stato così e così sarà sempre.

Ciò che ultimamente mette in crisi gli assicurati che, pur ammettendo la loro responsabilità, si vedono chiamati in giudizio, è che la propria assicurazione talvolta non si interessa della faccenda, e liquida il problema con poco tranquillizzanti frasi di circostanza. In sostanza invita a non preoccuparsi, ma rifiuta qualunque forma di coinvolgimento.

Ciò non poteva accadere fino a poco meno di 5 anni fa. La situazione era molto più semplice prima dell’entrata in vigore del sistema del risarcimento diretto, che, va ribadito, è una complicazione all’interno della procedura risarcitoria e non una semplificazione.

Fino al febbraio 2007, infatti, succedeva questo: il danneggiante riceveva la citazione, la portava alla propria compagnia di assicurazione con preghiera di occuparsene; questa, che di solito era stata ugualmente citata, se ne occupava molto volentieri, visto che l’interesse a non pagare o a pagare il giusto era principalmente suo e non del proprio assicurato.

Dal febbraio 2007, con il risarcimento diretto, il danneggiato non cita più la compagnia di assicurazione del danneggiante, ma la propria (anche se è ammessa la citazione della Compagnia del responsabile). Ma siccome il procedimento civile deve accertare il danno, deve per forza essere chiamato in giudizio anche il responsabile dell’incidente. Dunque al responsabile arriverà una citazione che lo chiama in giudizio insieme alla società assicuratrice del danneggiato, con la quale il primo non ha alcun rapporto. Così il danneggiato, chiedendo cosa fare alla propria compagnia di assicurazione, lasciata fuori dal giudizio, riceverà in risposta, con ogni probabilità, un’alzata di spalle.

Ora, di norma quando si viene convenuti in causa, la prima cosa da fare è trovarsi un avvocato. Ma l’avvocato, visto che tanto si è colpevoli, chi lo pagherà? Non si può arrivare all’assurdo per cui si pagano fior di quattrini per il premio Rc Auto e poi si devono sborsare soldi quando si commette un errore alla guida.

Per risolvere questa contraddizione, viene utilizzato un escamotage, che il danneggiato, rigirandosi la citazione in mano, di solito non nota: egli viene chiamato in giudizio per sentire accertata la sua responsabilità, non per essere condannato. Quindi potrà disinteressarsi del procedimento, che tanto sarà una lotta tra il danneggiato e la sua società assicurativa.

Diverso il caso della citazione che dovesse chiamarci  in causa assieme alla nostra assicurazione, come accade ad esempio, nei casi di incidenti con più di due veicoli coinvolti. In questa seconda ipotesi, grazie all’esclusione dell’infelice sistema del risarcimento diretto, si potrà fare come si faceva sempre fino al 2007, ovvero rivolgersi alla propria assicurazione, che si occuperà di tutta la faccenda.

In conclusione, se malauguratamente un domani doveste essere destinatari di un atto di citazione per danni da incidente stradale, controllate questi due particolari: se con voi sia citata la vostra compagnia assicurativa o un’altra, e se sia chiesta la vostra condanna. Poi decidete il da farsi.

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

 

Assicuriamoci Bene in collaborazione con un team di professionisti (studi professionali di periti ed avvocati, esperti di diritto delle assicurazioni, della quantificazione del danno, di ricostruzione delle dinamiche degli incidenti), ha predisposto il servizio gratuito per gli utenti del Blog: L’ esperto risponde”.

 

2 commenti su “Incidenti stradali: se arriva l’atto di citazione

  1. Buongiorno Lo scorso febbraio ho avuto un incidente con la mia auto aziendale, facendo retromarcia dopo aver lasciato i miei figli a scuola ho urtato un auto che stava facendo anche lei retromarcia. Abbiamo compilato il CID nel quale mi sono addossato la responsabilità. Adesso mi vedo arrivare un atto di citazione presso il giudice di pace in cui vengo citato insieme all’assicurazione della controparte per accertare la mia responsabilità. Premesso che ho letto che in ogni caso a pagare sarà la mia assicurazione volevo sapere se: sono obbligato a presentarmi davanti al giudice di pace ? Cosa succede se non mi presento ? se mi presento devo avere obbligatoriamente un avvocato o basta che vada da solo il giorno indicato nella citazione? Grazie in anticipo Francesco

  2. Gentile Lettore,
    sorvolo sulla circostanza che Lei si sia addossato la responsabilità di un incidente che, da come descritto, era evidentemente un caso di responsabilità concorsuale.
    Venendo alla specifica domanda che Lei pone, le scelte che Le si pongono sono due: o infischiarsene, perché, come mi conferma ed è corretto che sia, non è stato citato per subire una condanna a pagare alcunché, oppure si deve presentare senza difensore, il giorno dell’udienza (ma attenzione perché a volte le udienze -ad es. a Milano- subiscono un rinvio d’ufficio), e chiedere di essere autorizzato a stare in giudizio senza avvocato.
    Questo perché, qualora si munisse di difensore, nessuno lo pagherebbe, non avendo la Sua compagnia interesse a difenderLa in un giudizio in cui non è parte.
    E’ un po’ tortuosa come prassi. D’altronde il “risarcimento diretto” è presentato come semplificazione, ma in realtà è fonte di svariate complicazioni nel sistema risarcitorio del nostro paese, tanto che molti addetti ai lavori ne vorrebbero l’abolizione.
    Cordiali saluti.

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