Redditometro e assicurazioni, evitiamo la retro sui consumi!

La notizia sembra passata in secondo piano, ma i blitz delle fiamme gialle continuano a ritmi serrati rimbalzando su copertine e tv.

Un utile strumento, che in forma eccessivamente “invasiva” ed un tantino indiscreta con i consumi del contribuente, rischia di generare l’ effetto opposto di quello desiderato.

Molteplici le problematiche legate ad esso, e non c’è bisogno di intraprendere chissa quale ricerca, basta ascoltare i discorsi di chi ci sta vicino per capire la paura ingenerata dal nuovo giocattolo in dotazione al fisco ed anche quella per l’accanimento contro chiunque non sia un dipendente; basterebbe aggiungere una ricompensa per chi denuncia l’evasore ed un famoso dittatore al potere, per tornare al periodo dell’ olocausto.

Questo è preoccupante perchè permette alla politica di controllare il disagio della popolazione per la crisi ponendo una parte contro quella demonizzata, con tutto ciò che ovviamente ne consegue.

La politica, nel frattempo si nasconde e latita (novità), fa tutt’ altro che rappresentare il reale bisogno dei cittadini, che in questo caso sono sempre piu’ degradati a sudditi (visti anche gli ultimi obblighi ed imposizioni fiscali).

Questa introduzione per dire cosa?

Per farsi una domanda: << Ma stiamo prendendo la strada giusta ? >>

Si perchè il redditometro va bene in quanto permette di scovare sopratutto gli evasori totali cioè chi spende più di quello che guadagna dichiarando nulla o cifre davvero irrisorie. Quest’ultimi sono i peggiori, perchè molto spesso chi evade qualche briciola lo fa per vivere, cioè, assumersi dei rischi, creare posti di lavoro e poi dover chiudere per dare allo stato più della metà di quello che si riesce a guadagnare, sopratutto per le piccole imprese che sono la linfa del nostro Paese è inconcepibile, a fronte poi delle ridicole tassazioni sulle rendite finanziarie che non creano valore aggiunto al Paese ma solo al singolo capitalista.

Il problema risiede ancora una volta nel lavoro dei media che hanno fatto percepire il redditometro (giustamente o meno lo lascio dire a voi) come uno strumento di controllo invasivo e rivolto verso chiunque, al pari di una tortura medievale, il che porterà certamente a condotte più negative che altro.

Ma quali potrebbero essere queste condotte pericolose?

Il già precario equilibrio econominico potrebbe essere intaccato dalla scarsa liquidità ingenerata da prelevamenti massivi al fine di nascondere i patrimoni. Le banche per ridurre i rischi rilasceranno prestiti a fatica e il susseguirsi di eventi potrebbere essere davvero problematico.

In ambito assicurativo, potrebbero esserci ripercussioni sulla stipula di polizze sanitarie e di polizze rc auto-moto-natanti fenomeno purtroppo già riscontrato. Il risparmio sarà sicuramente intaccato (lato polizze vita) e per quanto riguarda l’ ambito sociale il circolo vizioso colpirà anche quelle polizze che vanno a coprire i danni alle proprietà e gli altri rischi in genere.

Giustamente a nessuno interessa se le imprese di assicurazioni venderanno meno ma il problema risiede nel fatto che per creare una cultura prudenziale legata alla copertura dai rischi si è speso molto sia a livello di energie che a livello economico e si rischia di vanificare i risultati finora faticosamente raggiunti; senza contare che un rischio che non si accolla un privato spesso ricade sullo stato, tradotto in un aumento della pressione fiscale.

Non dimentichiamo che le assicurazioni svolgono una funzione sociale non indifferente e spesso ignorata.

Concludendo, non cadiamo vittime di facili e inutili allarmismi, piuttosto se colti impreparati cerchiamo fonti d’informazione qualificate e così facendo il sistema Paese forse non metterà la retro.

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