È entrata in vigore la mediazione civile per l’rc auto: cosa cambia

Dal 21 marzo è entrata in vigore la mediazione civile obbligatoria anche per le vertenze riguardanti i risarcimenti dei danni conseguenti a circolazione di veicoli o natanti. Quali cambiamenti si verificheranno nelle procedure risarcitorie? La mediazione sarà un’opportunità in più o un ostacolo all’ottenimento dell’integrale risarcimento del danno subito?

È difficile prevedere in concreto cosa succederà. Bisogna partire dalla norma. In base al d.l. 28/2010, a partire dal 21 marzo 2012 il danneggiato che non ottiene il risarcimento del danno dalla compagnia di assicurazione che lo deve risarcire non può più rivolgersi al Giudice di Pace (o al Tribunale per i danni più gravi) per ottenere “giustizia”, se prima non ha effettuato il tentativo di mediazione civile.

Tale tentativo è rappresentato dalla richiesta a un organismo di mediazione riconosciuto di convocare presso un mediatore le parti per tentare di trovare un accordo stragiudiziale.

Se, entro 4 mesi dalla richiesta, la mediazione non riesce, allora il danneggiato potrà rivolgersi all’Autorità Giudiziaria. Se il danneggiato rifiuta la proposta di mediazione effettuata dal mediatore, può fare causa ma se il Giudice ritiene che la proposta rifiutata era congrua, il danneggiato, pur titolare del diritto ad essere risarcito, dovrà pagare le spese legali della compagnia di assicurazione.

Naturalmente per accedere alla mediazione ci sono dei costi, che aumentano proporzionalmente al valore della causa. Le sole spese dovute all’organismo di mediazione sono di 40 euro per avviare la procedura, oltre a un contributo che va da un minimo di E 43,00 (per risarcimenti entro i 1.000 euro) ad un massimo di E 4.600,00 (per risarcimenti oltre i 5.000.000 di euro), IVA esclusa, dovuto da ciascuna parte.

Oltre a tali spese dovranno aggiungersi quelle relative alla nomina di consulenti.

Per il danneggiato quindi si profila il seguente iter: inviare la raccomandata di richiesta alla Compagnia; aspettare 90 giorni per ricevere l’offerta (60 per i danni a cose, 30 se c’è CID a doppia firma); in caso di disaccordo aspettare 4 mesi per l’espletamento della mediazione; in caso di infruttuosità della mediazione fare la citazione (termine processuale di 3 mesi per la prima udienza).

E’ evidente che il primo immediato effetto per i danneggiati è quello di un potenziale allungamento dei tempi e di un probabile aumento dei costi.

Certamente la mediazione potrebbe in taluni casi evitare le lungaggini delle cause. Ci sono indubbiamente casi in cui qualche malinteso ha reso rigide le posizioni delle parti, in realtà più vicine di quanto a loro sembri. In questi casi la mediazione potrà probabilmente risolvere in 4 mesi controversie potenzialmente destinate a durare anni.

Tuttavia non è scontato e forse nemmeno probabile, che questi casi siano la maggioranza.

Ma le criticità della mediazione non si risolvono semplicemente nei rischi di allungamento dei tempi e incremento dei costi dell’accesso alla giustizia.

C’è anche un problema di competenza del singolo mediatore. Non è prevista infatti una formazione né specialistica, né giuridica per il mediatore. Dunque un danno biologico da un milione di euro potrebbe essere “mediato” da un laureato in scienze della comunicazione, buttatosi nella mediazione per mancanza di prospettive di lavoro.

Oltre a questo manca anche un necessario principio di territorialità, per cui per il risarcimento di un sinistro accaduto a Catania, il danneggiato potrebbe tentare la mediazione presso un organismo di Milano e viceversa.

Dovranno passare mesi, forse anni per tracciare un bilancio del funzionamento della mediazione nel settore dell’Rc Auto.

Ci sono ancora molte incognite sull’utilizzo della mediazione da parte dei danneggiati e sull’atteggiamento delle compagnie di assicurazione nei confronti della mediazione.

Resta però la sensazione che nel settore Rc Auto la mediazione obbligatoria non andava portata. Il procedimento detto della “congrua offerta” (art. 148 cod. ass. priv.) che prevede obblighi reciproci di informazione tra danneggiato e compagnia assicurativa, nonché l’attesa di tempi tecnici per la liquidazione del risarcimento era già una forma di procedura conciliativa o mediatoria.

L’obbligo di rivolgersi al mediatore è un doppione che rivela troppo chiaramente che lo scopo del legislatore italiano che ha introdotto la mediazione non era rendere un servizio ai cittadini, ma primariamente svuotare i tribunali oberati di cause. Quale che sia il prezzo e quale che sia la coerenza delle norme.

Purtroppo gli italiani fanno da sempre troppe cause, molte di più di quante un sistema giustizia, male amministrato per decenni, possa sopportare. Ora, in tempi di restrizioni, di sacrifici, di “lacrime e sangue”, per la preminente ragion di Stato, viene minato anche uno dei diritti più importanti nelle democrazie moderne: quello dell’accesso alla giustizia.

Avv. Antonio Benevento – www.studiolegalebenevento.it

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