La proposta dell’ACI per la Rc Auto

Nel clima di fermento che si è diffuso nel Paese da quando il cosiddetto Governo Tecnico ha cominciato a mettere mano su alcuni settori nevralgici delle economia italiana, sta prendendo piede una “tensione riformista” anche nel travagliato settore della Rc Auto.

Il Decreto Liberalizzazioni, cambiando pelle in corso di approvazione parlamentare, ha apportato alcune importanti modifiche al settore dei risarcimenti, tra le quali spicca la norma “anti colpi di frusta”, che impone l’oggettivazione strumentale del danno perchè la lesione sia liquidabile in termini di invalidità permanente.

Tra le norme approvate e quelle in stand by, si stanno moltiplicando le iniziative volte a tagliare i risarcimenti dei danni, sia materiali che alla persona, secondo la vulgata che il costo esorbitante dei sinistri in Italia rende impossibile abbassare il costo dei premi assicurativi.

Ora è il momento dell’Automobile Club d’Italia che ha reso nota una proposta di legge che, a dire del Presidente Sticchi, porterebbe una diminuzione dei costi assicurativi per l’auto del 40%.

In verità non si tratta di nulla di nuovo, ma di una riproposizione di norme già passate per le mani del legislatore in questi mesi, o di proposte correttive di norme già approvate.

Ma vediamo nel dettaglio i 4 articoli che, secondo l’ACI, dovrebbero portare ossigeno al settore Rc Auto e garantirebbero un calo del costo dei premi di circa il 40%.

Il primo articolo propone l’introduzione di un termine di decadenza di 90 giorni per richiedere il risarcimento danni per l’Rc Auto.

Tale norma ha lo scopo di colpire quei sinistri creati a distanza di tempo, fraudolentemente. Obbligando i danneggiati a muoversi subito, si evita di dover verificare circostanze risalenti nel tempo.

Il problema è che tale norma, che introdurrebbe un’anomalia nel sistema della responsabilità civile, colpirebbe tutti coloro che dovessero essere male assistiti nei primi tempi successivi al sinistro, o che non riuscissero a formulare correttamente una richiesta danni idonea a evitare la decadenza.

In altri termini una norma siffatta porterebbe di sicuro ossigeno alle casse delle compagnie, ma quasi sicuramente a pagare sarebbero i cittadini onesti poco avvezzi a questo tipo di pratiche, mentre i truffatori, verosimilmente, adotterebbero contromisure.

Il secondo articolo introdurrebbe l’obbligo per i danneggiati che abbiano subiti danni al veicolo, di corredare la denuncia del modulo ex art. 143 (Constatazione Amichevole d’Incidente) e, soprattutto, l’obbligo di indicare giorni, orario e luogo dove il veicolo danneggiato è disponibile per la perizia.

Tale norma mira ad impedire pratiche scorrette dei danneggiati come quelle volte a eludere la perizia a scopo fraudolento. Potrebbe anche essere utile, a patto di non sortire effetti di neutralizzazione di richieste effettuate senza le predette indicazioni, che dovessero essere carenti per mancanza di adeguata assistenza tecnica.

Il terzo articolo propone di modificare la norma che introduce l’obbligo di prova strumentale per il risarcimento delle microlesioni. L’attuale formulazione infatti sembra privare il medico legale di un adeguato ruolo, e, su consiglio anche degli stessi medici legali, L’ACI propone di vincolare i risarcimenti alla prova strumentale o visiva.

Sicuramente la formulazione proposta dall’ACI migliora quella precedente (attualmente in vigore) che sembra pretendere la lastra o la risonanza magnetica, o ancora la TAC positiva a tutti i costi, con conseguente ricorso massiccio di tutti i danneggiati a esami strumentali dannosi per la salute, a scopo “assicurativo” e non terapeutico. Ora la possibilità di accertare “visivamente” da un po’ di spazio in più al medico legale.

Si può solo ricordare la posizione dei medici legali, che per bocca del SIMLA (Società Italiana di Medicina Legale e Assicurativa) ha evidenziato come la norma sia mal congegnata a priva il medico legale di quella centralità che la sua competenza deve tributargli.

Non la lastra, ma la capacità del medico deve riconoscere la lesione dalla fandonia. Altrimenti nel calderone delle fandonie cadranno migliaia di danni veri, ingiustamente tagliati dalla norma.

Il quarto articolo recupera una norma presente nella bozza del decreto liberalizzazioni, che prevedeva la possibilità per la compagnia che deve pagare il danno di decurtare il 30% del risarcimento in caso di rifiuto del danneggiato di far riparare i veicoli in carrozzerie convenzionate.

L’ACI propone di togliere la predeterminazione della decurtazione, dando possibilità alla compagnia di pagare il costo che avrebbe sostenuto se l’auto fosse stata riparata in convenzione.

In altri termini la compagnia potrebbe dire al danneggiato: “non vuoi riparare l’auto da chi dico io? Allora ti pago comunque quello che avrei pagato dal mio fiduciario”.

Tale norma è stata violentemente avversata dalle associazioni artigiane rappresentative dei carrozzieri che sulle riparazioni dei danni da incidente fondano ovviamente la propria attività. Privare il danneggiato della possibilità di scelta del carrozziere di fiducia non sembra compatibile con il nostro ordinamento. Anche per questo la norma era sparita in sede di riconversione del decreto liberalizzazioni, ma ora viene riproposta.

A valle di questa disamina, non si può certamente dire che la soluzione ai problemi del settore della Rc Auto sia così semplice come sembra ritenere l’ACI.

Tutt’ora vengono ignorate le indicazioni dell’Antitrust, di cui ci occupammo a tempo debito (vd. Articolo “L’Antitrust al Senato: per l’RC Auto più concorrenza e meno risarcimento diretto”), che individuavano nel malfunzionamento del risarcimento diretto e nella mancanza di concorrenza due dei principali limiti del sistema Rc Auto in Italia.

Purtroppo in questo clima da “lacrime e sangue” inaugurato dal Governo Monti, le Compagnie (e le associazioni ad esse vicine) premono per dare una svolta alla normativa di settore, e ottenere decisi miglioramenti dei propri bilanci.

Difficilmente ciò potrà avvenire senza sacrifici di assicurati onesti, che di questo passo vedranno, dopo l’impennata del premio, concretizzarsi anche la caduta dei risarcimenti.

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

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