“Sinistri fantasma”: l’ISVAP richiama le Compagnie

Con una lettera alle compagnie esercitanti l’attività di Rc Auto sul territorio nazionale, l’ISVAP fa un importante richiamo sul problema dei sinistri fantasma: c’è troppa indolenza da parte delle imprese e a pagarne il conto sono sempre gli assicurati truffati.

I sinistri fantasma sono quei sinistri “inventati” con lo scopo di truffare le compagnie di assicurazione e, di riflesso, un loro assicurato. In verità non dovrebbe essere così difficile sventare i tentativi di truffa.

Tizio denuncia un sinistro contro Caio; Caio viene avvertito e fornisce una prova di estraneità ai fatti. Tale prova (es. dichiarazione testimoniale), dovrebbe interrompere la procedura risarcitoria e smascherare il tentativo di truffa.

In realtà invece le cose non vanno così. E i motivi li chiarisce l’ISVAP, enunciando chiaramente quali sono le distorsioni che portano ad un aumento di tentativi di truffa ben riusciti.

In particolare l’istituto di vigilanza chiarisce che questi tipi di truffa riguardano sinistri con soli danni a cose e in procedura CARD (Convenzione fra le Assicurazioni per il Risarcimento Diretto).

Nella lettera di richiamo viene distinta una prima ipotesi in cui l’assicurato estraneo al “sinistro fantasma” viene a sapere di aver avuto l’addebito solo leggendo il proprio attestato di rischio, magari mesi o addirittura anni dopo. Ciò avviene perchè le lettere con le quali le compagnie avvertono dell’inizio della procedura CARD vengono spedite senza certezza di ricevuta, e nella CARD vige il silenzio-assenso.

Nella seconda ipotesi accade invece che l’assicurato “innocente” disconosce il sinistro e chiede la documentazione comprovante il suo coinvolgimento, per poterla contestare. A questo punto, la sua assicurazione deve invitarlo a scrivere direttamente alla “gestionaria”, come si chiama in gergo l’assicurazione che risarcisce il sinistro al proprio assicurato facendo le veci dell’assicurazione del responsabile.

Quindi il truffato dovrebbe rivolgersi alla compagnia di assicurazione del truffatore, che ha ricevuto la richiesta di risarcimento da quest’ultimo.

E qui il tutto si impantana. La “gestionaria” infatti spesso non risponde alle richieste e la procedura (quindi la truffa) va a buon fine.

Peraltro, segnala l’ISVAP, spesso si dà prevalenza alle testimonianze fornite dai truffatori rispetto al disconoscimento del sinistro.

Vi è qui da segnalare che il meccanismo previsto dal risarcimento diretto è tale per cui se Tizio chiede 700 euro alla propria assicurazione, questa, pagandoli, poi se ne fa dare 1500 dalla stanza di compensazione, lucrando la differenza.

Dunque, perchè rifiutare la richiesta?

Abbiamo così il seguente quadro diabolico: Tizio chiede 700 alla propria assicurazione, asserendo che Caio gli ha causato un danno all’auto. Caio, avvertito nella migliore delle ipotesi, prova a chiedere chiarimenti e a disconoscere il sinistro. L’assicurazione di Tizio non dà chiarimenti, paga Tizio e lucra sul forfait. L’assicurazione di Caio applica il malus.

Viene da riflettere. L’Italia sarà pure piena di truffatori delle assicurazioni, ma certo dare loro una mano a rubare i soldi non risolverà il problema.

Così abbiamo un’impresa che lucra qualche centinaio di euro, ogni potenziale impresa che assicurerà il truffato che potrà chiedergli un premio maggiore, e il truffatore che si è fatto il suo piccolo bottino.

C’è poi una specie di “effetto doping” del costo dei sinistri che ricade poi, oltre che sul truffato, sulla collettività degli automobilisti.

Per questo l’ISVAP non ci sta e richiama le Compagnie che esercitano attività di Rc Auto, che dovranno, se imprese “debitrici” (l’assicurazione del truffato):

  • comunicare con certezza di ricevuta l’apertura dei sinistri ai propri assicurati
  • interrompere la procedura CARD in caso di disconoscimento del sinistro, avviare controlli antifrode e avvertire le Autorità;
  • in caso di richiesta di accesso agli atti, attivarsi perchè l’impresa gestionaria spedisca tutto al richiedente
  • rimborsare gli importi relativi a maggiorazioni per malus in caso di mancato avvertimento dell’apertura del sinistro, o in altri casi di anomalia.

Mentre se imprese “gestionarie” (l’assicurazione del truffatore), dovranno, in caso di disconoscimento del sinistro avvenuto presso l’impresa “debitrice”, interrompere la procedura CARD e attivarsi per effettuare ricostruzione dell’accaduto, controlli antifrode e segnalazione alle Autorità.

Infine, entro il 15 settembre 2012, le amministrazioni delle compagnie dovranno informare l’ISVAP sulle decisioni prese per conformare le proprie procedure alle direttive contenute nella lettera di richiamo.

Staremo a vedere se con un po’ di buona volontà si riusciranno a fermare i “truffatori della domenica” dei sinistri fantasma.

Avv. Antonio Beneventowww.studiolegalebenevento.it

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