Il colpo di frusta si vede anche senza lastre: la Medicina Legale italiana contro la L. 27/2012

Dopo l’intervento della Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, di cui abbiamo parlato in un recente articolo (La FNOMCeO sulle “norme anti colpo di frusta”: il medico legale decida in autonomia), ora tutte le maggiori associazioni e i sindacati di medicina legale prendono vigorosamente posizione sulla questione del risarcimento del colpo di frusta e delle lesioni lievi in genere.

Si tratta di un documento redatto in seguito alla seduta plenaria di Roma, tenutasi il 21.6.2012, delle seguenti associazioni: Associazione Nazionale Medici Inps (ANMI INPS), Associazione Nazionale Medici Inail (ANMI INAIL), Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA), Associazione Nazionale Medici Legali, Coordinamento Medici Leglai Aziende Sanitarie (COMLAS), Federazioni delle Associazioni Medico-legali italiane, Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni (SISMLA), Società Medico Legale del Triveneto.

Il documento adotta un tono privo di quei tentennamenti che avevano caratterizzato il dibattito inizialmente e prende apertamente posizione contro la legge n. 27/2012, da alcuni ribattezzata “legge anti colpo di frusta”.

In sintesi i presidenti delle associazioni summenzionate rivendicano l’assoluta autonomia dell’accertamento clinico medico legale e, soprattutto, la sua sufficienza a determinare l’entità del danno da lesione, anche a prescindere dal riscontro strumentale.

Tale posizione è inevitabilmente in contrasto con l’infelice dettato normativo che invece esclude la risarcibilità delle lesioni prive di “riscontro clinico strumentale obiettivo”.

In realtà non è impossibile aggiungere un’immaginaria “o”, tra le parole “clinico” e “strumentale” che trasformi il riscontro clinico quale alternativa a quello strumentale, restituendo dignità all’operato del medico legale che non può che essere il cardine della valutazione del danno da lesione.

Tuttavia è evidente che l’intenzione del legislatore era creare una franchigia che escludesse il famigerato “colpo di frusta” dal novero dei danni fisici risarcibili, in ossequio all’incessante battaglia dell’ANIA che da anni chiedeva interventi normativi per arginare quello che essa considera il principale problema della Rc Auto.

Invece le associazioni di medicina legale arrivano con questo comunicato ad escludere la necessità del riscontro strumentale per valutare la presenza o meno di danni da trauma minore del collo.

Nel comunicato è infatti ribadito “che esistono quadri sintomatologici secondari a traumi minori (ad esempio traumi contusivi-distorsivi), che sembrano preoccupare in modo preminente il legislatore, per i quali, comunque, la clinica propria alla professionalità dell’accertamento medico-legale ben può rendere accessorio o superfluo il ricorso ad indagini strumentali per ottenere un preciso inquadramento diagnostico e valutativo. E comunque la professionalità medicolegale è idonea ad ogni caratteristica dell’accertamento come sopra debitamente richiamata”.

Questa presa di posizione della quasi totalità delle associazioni di medicina legale è una risposta estremamente chiara all’Associazione Melchiorre Gioia, molto ascoltata dall’ANIA, che aveva invece elaborato delle linee guida per l’interpretazione della L. n. 27/2012, volte a restringere il campo dei risarcimenti per danno biologico, sulla scorta della tesi della mancanza di postumi permanenti residuali al colpo di frusta.

Resta ancora da vedere come la norma verrà declinata sul campo, ovvero dai Giudici di Pace, finché un provvidenziale intervento legislativo non la modificherà.

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 Avv. Antonio Benevento

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2 commenti su “Il colpo di frusta si vede anche senza lastre: la Medicina Legale italiana contro la L. 27/2012

  1. Salve io o avuto un sinistro e o avuto il 100% di ragione dall’assicurazione l’ospedale mi a dato 10 giorni di riposo (Sono un lavoratore autonomo) il medico curante mi a dato 15 giorni e poi mi a chiuso la malattia xke secondo lui ero guarito.
    Gli o fatto presente di avere ancora mal di tsta e giramenti di testa e lui mi a risposto ke era il tempo.
    cosi o cambiato medico e mi a prescritto una visita FISIATRICA pero l’avvocato mi a detto che ormai dato ke il dottore a chiuso la malattia l’assicurazione non mi pagera piu niente solo i 25 giorni.
    Ma se io o questi sintomi dall’incidente e il dottore generico nn capisce niente io cosa posso fare ora.????
    grazie in anticipo

  2. Premesso che se ha un avvocato, dovrebbe cercare di chiedere ogni chiarimento a lui, Le posso dire solo che se il certificato di chiusura l’ha inviato all’assicurazione, allora il problema si pone.
    Altrimenti, lo metta da parte e continui a fare le cure e gli accertamenti che il nuovo medico Le consiglierà.
    Le spese mediche sono dovute quando sono richieste da un medico. Di solito non contestano la distanza tra l’incidente e le cure svolte. SPesso i danneggiati riescono a curarsi mesi dopo la scadenza dei giorni. Certo più vicine all’incidente sono, meglio è. Non si sa mai.

    Avrebbe comunque dovuto fare più certificati di prognosi uno dopo l’altro, in modo da non far terminare i giorni. Se per il medico che ha consultato, Lei stava bene anche se non era vero, doveva cambiare medico subito e farsi fare altri certificati.

    Ad ogni modo, secondo me, le cure dovrebbero pagargliele. Per i giorni, senza ulteriori certificati, è improbabile che gliene paghino di più.

    Cordialmente.

    Avv. Antonio Benevento

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