Evasione fiscale: i presidi attivi presso gli Istituti Bancari, Finanziari e Assicurativi

Nel corso del 2010 in Italia è iniziata una massiccia caccia all’evasore anche da parte di Banche e Assicurazioni che, loro malgrado, hanno dovuto adeguarsi a quanto disposto dai rispettivi Enti di Vigilanza in materia.

Tra i comportamenti anomali che gli Istituti sono obbligati ad intercettare e prontamente segnalare all’UIF (Unità di Informazione Finanziaria), rientrano le attività derivanti dai rischi delle frodi informatiche (Comunicazione UIF del 5 Febbraio 2010), da operazioni connesse con i rischi di frode all’IVA intracomunitaria (Comunicazione UIF del 15 Febbraio 2010), dai capitali collegati allo “scudo fiscale” (Comunicazione UIF del 24 Febbraio 2010), dall’abuso di finanziamenti pubblici (Comunicazione UIF del 8 Luglio 2010), dall’ utilizzo anomalo delle carte di pagamento emesse da Istituti esteri e utilizzate per prelevare contante dagli ATM in Italia (indicatore 11 e sub-indici come da Provvedimento di Banca d’Italia del 24 agosto 2010), dall’operatività connessa alle frodi collegate all’attività di leasing (Comunicazione UIF del 17 Gennaio 2011), dalle attività collegate al rischio di frodi nel factoring (Comunicazione UIF del 16 Marzo 2012), dalle attività che possono esporre alle frodi fiscali internazionali e alle frodi nelle fatturazioni (Comunicazione UIF del 23 Aprile 2012).

Sebbene gli Enti di Vigilanza continuino ad emendare nuovi provvedimenti a riguardo, la strada per l’adeguamento degli Istituti è ancora lontana: la sensibilità degli operatori, sebbene sia elevata, è infatti ancora distorta al punto che la regola che ancora viene utilizzata nel segnalare i comportamenti anomali è la seguente: “nel dubbio si segnala”, con tutte le conseguenze del caso per i soggetti destinati al controllo delle operazioni sospette che sono sovrastati da una quantità di segnalazioni in maggioranza inutili.

Nonostante pesanti sanzioni che molti Istituti Bancari hanno subito a riguardo (tra cui Banca Popolare di Milano con il provvedimento 138 del 7.2.2012 di Banca d’Italia e Unicredit su operazione della Guardia di Finanza del 30.4.2012) i presidi su citati non sono di fatto funzionali all’obiettivo a volte per l’assenza stessa del presidio, altre perché il presidio formalmente attivo evidenzia la criticità solo quando è troppo tardi perché basato su sistemi informativi non in linea con le reali attività operative degli Istituti stessi.

Francesca Boccia

Compliance Manager

 

 

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