Ritiro contanti superiori a 1000 euro presso la propria Banca: perché gli Istituti devono assolvere alla richiesta

Con il “Decreto salva-Italia” il Governo in carica ha ridotto ulteriormente l’importo trasferibile in contanti fino al limite di 1.000 euro (articolo 12, D.L. n. 201/2011).

Sebbene il divieto sia relativo al solo trasferimento tra privati cittadini, vi sono ancora oggi delle difficoltà nel ritirare in tutto o in parte importi in contanti dal proprio conto corrente perché gli Istituti hanno le idee parecchio confuse.

Ad esempio: un privato cittadino che non è soddisfatto dal servizio del proprio Istituto oppure teme il rischio di insolvenza della Banca sui propri soldi depositati e che vuole chiudere il rapporto in essere con la stessa senza però far sapere in quale nuovo Istituto sta aprendo un altro conto corrente, può infatti, nella totale legalità, prelevare in contanti tutto quanto depositato sul proprio conto corrente e portarlo presso un nuovo Istituto con l’evidenza dell’estratto conto rilasciato dal precedente Istituto con relativa attestazione di chiusura del conto corrente.

A seguito di richiesta dell’operazione di ritiro in contanti presso la Banca, questa potrebbe richiedere la compilazione di una scheda di dettaglio  per la normativa antiriciclaggio e nella stessa, nella parte relativa allo scopo dell’operazione, è sufficiente scrivere “chiusura del rapporto di conto corrente” per essere assolutamente in linea con le normative vigenti.

La criticità è diventata imbarazzante al punto che  è intervenuta prima la Circolare del Ministero delle finanze, dipartimento del Tesoro in data 4.11.2011, e successivamente l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) che con la Circolare 11.1.2012 l’ABI ha precisato che il limite antiriciclaggio previsto dal  “Decreto salva-Italia” non si applica ai versamenti e prelievi in banca.

La soglia di 1.000 euro si applica infatti esclusivamente ai trasferimenti di denaro tra privati cittadini, e non ai versamenti e prelievi allo sportello in quanto manca il presupposto fondamentale affinché si configuri un’ipotesi di violazione ossia il trasferimento del contante verso un altro soggetto.

Attenzione invece al trasferimento di denaro in contante all’estero: in base al D.lgs. n.195 del 19.11.2008: “chiunque entra nel territorio nazionale o ne esce e trasporta denaro contante di importo pari o superiore a € 10.000 deve dichiarare tale somma all’Agenzia delle dogane”).

Il recente Decreto Legge n.16 del 2.3.2012 (decreto semplificazioni) ha poi ulteriormente inasprito le sanzioni per chi trasporta da o verso estero denaro contante di importo pari o superiore a € 10.000.

Infatti, in caso di assenza della preventiva comunicazione in dogana, è previsto il sequestro delle somme non dichiarate nel limite del 30% dell’importo se l’eccedenza non è superiore a € 10.000 e nel limite del 50% negli altri casi. E’ stato anche ridotto il limite per poter accedere all’oblazione delle sanzioni ( da € 250.000 a € 40.000 ) che sono ora definite nei seguenti limiti:

  • 5% se l’eccedenza rispetto al limite non supera i € 10.000
  • 15% se l’eccedenza non supera i € 40.000

La norma in oggetto si applica alle sanzioni commesse dal 2 marzo 2012.

La comunicazione può essere trasmessa secondo le seguenti modalità:

  1. telematicamente, prima dell’attraversamento della frontiera, secondo le modalità e le specifiche pubblicate nel sito dell’Agenzia delle dogane. Il dichiarante deve recare al seguito copia della dichiarazione e il numero di registrazione attribuito dal sistema doganale ;
  2. consegnata in forma scritta, al momento del passaggio, presso gli uffici doganali di confine o limitrofi, che ne rilasciano copia di attestazione del ricevimento da parte dell’ufficio. Il dichiarante deve recare al seguito copia della dichiarazione con attestazione del ricevimento.

(http://www.agenziadogane.it/wps/wcm/connect/f774e600442315edbaa5bb4e7aaa0be0/modello+di+dichiarazione.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=f774e600442315edbaa5bb4e7aaa0be0)

Francesca Boccia

Compliance Manager

 

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