La vendita di polizze vita è ancora in mano alle Banche?

Le polizze Vita in Italia vengono vendute principalmente dal canale Bancario tramite i loro numerosi sportelli. Sui quasi 74 miliardi di euro raccolti complessivamente nel 2011 da tutti gli intermediari assicurativi che hanno venduto polizze vita per tutte le varie compagnie assicurative, il canale bancario ha contribuito con il 54,7%, i promotori finanziari delle Sim con una quota di mercato del 18,4%, il canale agenziale con il 16,4%, ed in minima parte il canale broker con appena l’1%, infine il 9,4% è stato venduto da alcune imprese assicurative in modo diretto.

Le Banche oltre a svolgere attività di intermediazione creditizia (in parole povere: prendono il denaro in prestito e lo prestano a terzi guadagnando sulla differenza di Tasso d’interesse applicato) svolgono attività di consulenza del risparmio, consigliando ai propri clienti l’acquisto di prodotti di investimento (azioni, obbligazioni, titoli di Stato, etc) e di risparmio gestito (fondi comuni d’investimento, polizze vita, etc). In quest’ultimo caso rappresentano un canale distributivo (venditore) della società prodotto che realizza strumenti finanziari (Società di Gestione del Risparmio o Compagnie Assicurative).

Nel settore assicurativo le Banche quindi sono intermediari assicurativi, precisamente intermediari iscritti all’Albo (RUI) nella sez. D.

Analizzando le quote di mercato degli intermediari assicurativi che vendono polizze vita, negli anni 2005-2011, si può notare che il canale predominante è sempre rappresentato dalle Banche con una quota del 54,7% (2011), ma in netto calo, basta vedere che nel 2005 intermediava il 10,3 % in più e che tra il 2005 ed il 2011, il tasso medio annuo di variazione % è negativo, pari a – 2,6%.

Canali

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

Agenti

17,7%

19,1%

21,1%

23,6%

15,9%

15,3%

16,4%

Broker

0,5%

0,3%

1,4%

1,5%

1,0%

1,0%

1,0%

Vendita diretta

8,5%

8,1%

11,2%

12,5%

8,7%

7,4%

9,5%

Promotori finanz/SIM

8,3%

9,2%

8,5%

9,9%

16,2%

15,9%

18,4%

Sportelli bancari

65,0%

63,4%

57,8%

52,6%

58,1%

60,3%

54,7%

Raccolta

73.470.349

63.618.954

61.446.695

54.564.665

81.110.534

90.101.964

73.869.425

Fonte: ns elaborazione da dati ANIA  (valori in migliaia di euro)


L’intermediario in forte crescita, che ha registrato una variazione percentuale media annua del  16,2%,  è quello dei Promotori finanziari delle Società di intermediazione Mobiliare (Sim), passando  da una quota di mercato  del 8,3% (2005) al 18,4% (2011), diventando il secondo canale per importanza.

Il canale Agenziale resta il 3° venditore per quota di mercato, mantiene costante la propria quota di mercato, con un tasso di crescita medio annuo dello 0,1%.

La Vendita Diretta di alcune imprese assicurative, rappresenta il quarto venditore in valore assoluto con una quota di mercato del 9,5% e negli anni è rimasta quasi costante, seppur in termini di variazione media annua è cresciuta del 4,6%.

Il canale dei Broker seppur in termini percentuali ha raddoppiato la propria quota di mercato, rimane comunque un venditore con una quota di mercato residuale.

Guardando attentamente i dati statistici sembra che la Banca abbia perso l’ interesse a vendere i prodotti assicurativi vita, in realtà la motivazione del calo è da ricercare nelle recenti crisi finanziarie che si sono verificate dal 2006 ad oggi (mutui Sub-Prime del 2006, fallimenti di Banche straniere nel 2008, i recenti episodi dei titoli di debito pubblico sovrani dei paesi c.d. PIIGS), che hanno generato problemi di scarsa liquidità alle Banche.

Per far fronte alla crisi le Banche hanno fatto ricorso a iniezioni di liquidità (prestiti) della BCE, e contemporaneamente hanno aumentato l’offerta di prodotti di raccolta (conti correnti o di deposito vincolato e obbligazioni bancarie) riducendo il collocamento di prodotti di risparmio gestito (fondi comuni/sicav, polizze vita, etc) e di società emittenti (obbligazioni private, azioni, etc), in pratica riducendo i consigli di investimento verso prodotti di investimento di altre società da cui guadagnano solo un margine di intermediazione.

E in futuro? Risolti i gap di liquidità, le Banche torneranno a vendere, come negli anni passati, i prodotti di risparmio gestito, dato che in soldoni l’attività di intermediazione genera ingenti profitti (dato l’elevato livello di caricamento retrocesso dalle società prodotto).

 

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