Mi piace iniziare il capitolo dicendovi che, in molti articoli letti sull’argomento, vi è un denominatore comune che recita così: “Pubblicità come un’arma anticrisi!”.

Sì, è proprio così, le Compagnie e le Banche di assicurazione stanno ridisegnando il loro look dovuto soprattutto al perdurare della crisi finanziaria, ormai purtroppo sfociata in una congiuntura generale. Infatti stanno ridisegnando le proprie strategie di marketing, di comunicazione e tutti i rapporti con la clientela stessa. L’obiettivo generalizzato è di cambiare immagine drasticamente recuperandola attraverso cambiamenti profondi sia dal punto di vista operativo che dal punto di vista organizzativo. Cercano le stesse Compagnie di trasmettere al cliente finale una propria mission volta al servizio del cittadino, al risparmiatore e al cliente e, in alcuni casi, una mission più alta rivolta al “bene comune”.

Ecco nuovamente la parola “bene comune” che entra a far parte del linguaggio dell’opinione pubblica; quando si è in periodi di crisi si cerca di “tirare fuori dal cassetto” o in alcuni casi dal “cilindro” i valori, soprattutto, l’attaccamento ai valori del bene comune. Per fare ciò quindi la spesa pubblicitaria, di comunicazione e di marketing diventano strategiche per la Compagnia e quindi sono considerati degli investimenti importanti ed essenziali.

Visto che abbiamo appurato la loro natura strategica si è registrato che vi è un aumento netto della spesa stessa, questo perché, in altri momenti di crisi, la maggior parte delle società tagliava le spese rivolte al marketing e alla pubblicità, ma si è anche parimenti potuto evidenziare, che ciò è stato un errore. Tale teoria, che a prima vista sembra bizzarra, è confermata dai dati Upa (Associazione dei pubblicitari) dove si legge espressamente che il 25% degli associati ha annunciato che aumenterà gli investimenti pubblicitari; si legge inoltre che il 35% invece li manterrà stabili. Nella nota sui dati della Associazione stessa si può osservare e leggere un intervento del Presidente che afferma: “Investire nei momenti di crisi vale il doppio perché il proprio competitor non ha il coraggio di investire”.

Un altro importante dato che emerge da una attenta analisi degli spot di qualsiasi natura siano, sono caratterizzati dal’uso di un linguaggio che viene definito “rassicurante”, quasi materno. Un esempio che è stato anche rimarcato dalla stampa (Il Sole 24 Ore) è quella della Bnp Paribas che ha riempito un’intera pagina de “Les Echos” per ribadire e sottolineare ad imprese e semplici correntisti che l’Istituto stesso è, e rimane, dalla loro parte.

In campo assicurativo è da sottolineare e, quindi merita di essere evidenziata, la comunicazione attuata da Axa la quale si è data una carta degli impegni, definendo standard specifici per la liquidazione dei sinistri sull’onda del motto: “chi sbaglia paga”. Altra originale campagna pubblicitaria è stata quella della Ubs, che dopo gli errori del passato, ha chiesto ai propri clienti “una seconda chance”; per fare ciò ha usato come testimonial i clienti stessi, chiedendo agli scettici di non abbandonare l’Istituto. Altro esempio ancora, a mio avviso calzante, è quello della Alleanza Assicurazioni la quale cita che per 110 anni ha avuto modo di investire 45 miliardi di euro a favore del cliente per dare stabilità, solidità e rendimenti.

Non è giusto pensare che la comunicazione sia tutto se non vengono a cambiarsi anche le regole interne per non cadere in errori fatti in passato, ma certamente la comunicazione e di conseguenza l’immagine che essa fa trasparire, è importante e significativa nella moderna società dell’informazione.

In questo significativo e particolare momento le Compagnie cercano di capire, con sondaggi, quanto il loro brand sia conosciuto e quanto, soprattutto, sia considerato sopra ogni dubbio di trasparenza da parte del Cliente finale. In un mondo sempre più veloce e in un mondo ormai caratterizzato da internet, dagli sms, dai telefonini blackberry e quindi sempre più veloce, dove domanda ed offerta si incontrano, diventa significativo, anche per noi broker, sapere quali siano le Compagnie più apprezzate e maggiormente conosciute. Tale importante dato è ancora più significativo per quanto riguarda l’importante mezzo di vendita (il web) anche se, a mio avviso, non ancora usato appieno per le sue infinite potenzialità, soprattutto in alcuni settori dove l’ausilio di tale piattaforma può fare sicuramente la differenza dal punto di vista dei costi di emissione, gestione e quindi del premio finale da applicare al cliente.

Per tale motivo mi sembra interessante osservare un importante sondaggio “VI edizione dell’Indagine sulle Assicurazioni dirette dell’Istituto di ricerche Nextplora”-realizzata su un campione di quasi 5 mila casi. Da tale sondaggio si può notare che Direct Line è la Compagnia con il brand più noto e riconosciuto dai navigatori italiani del web. Il 79% degli intervistati afferma che Direct Line è la compagnia più conosciuta tra le dirette ed ai primissimi posti nell’intero comparto assicurativo italiano. Particolarmente netto il vantaggio di Direct Line per quanto riguarda il ricordo della sua pubblicità: quasi una persona su due (45%) ricorda una campagna di Direct Line. In particolare, se la pubblicità televisiva ha ancora un ruolo insostituibile, particolarmente efficace si rivela la comunicazione sul web, notata dal 27% degli internauti che ricordano una campagna pubblicitaria.

Da questo risultato si può certo affermare che la comunicazione e quindi la pubblicità, sia essa su mezzi tradizionali (TV) oppure su mezzi meno tradizionali (Web), colpisce la Clientela, sempre più bisognosa di nuovi e significativi mezzi per raggiungere i propri bisogni, siano essi assicurativi o di altra natura. Un esempio di ciò è sicuramente l’uso anche degli SMS per avere un preventivo su una polizza assicurativa: la compagnia diretta di Allianz, propone un servizio di assicurazione su cellulare. Si chiama FastQuote e consente, con l’invio di un sms, di ottenere un preventivo per assicurare casa e famiglia. Il messaggio deve contenere semplicemente il codice di avviamento postale e i metri quadrati della residenza. Va inviato a un numero indicato dall’azienda, 24 ore su 24. In un minuto arriva sul cellulare la risposta con un’offerta completa per la copertura dei danni all’abitazione, la garanzia Rc casa e famiglia e l’intervento di artigiani in caso di emergenza (assistenza).

La sottoscrizione della polizza può essere fatta dal sito di Genialloyd o chiamando un numero verde, dopo avere eventualmente concordato una personalizzazione delle garanzie. La polizza sui servizi, denominata «Io e la mia casa », comprende la copertura da furti o danni di abitazione e beni, la protezione per i danni causati a terzi, la tutela legale e l’assistenza casa di Mondial Assistance. L’offerta non è vincolante per il potenziale cliente, ma impegnativa per la Compagnia.

La maggior parte dei clienti e forse, per il momento, anche molti operatori del settore dell’intermediazione, pensano che le polizze maggiormente emesse on line, siano quelle auto, ma, invece, stanno prendendo drasticamente il mercato anche le polizze riguardanti la copertura dei viaggi, le cosiddette, “polizze viaggio”. Ogni grande gruppo cerca, o con accordi con Compagnie specializzate oppure attraverso polizze proprie, di vendere tale prodotto attraverso i propri canali vendita (Agenziali e con accordi Bancari) oppure attraverso il proprio sito web.

Per maggiori informazioni:

Articolo tratto dal decimo capitolo del libro: “Il Broker! Ecco come cambia il modo di far brokeraggio assicurativo”. Edito da COLOMBI litografica Editore. Link libro integrale: http://www.ilbroker.it/Il_Broker_Assicurativo/Libri.html

 

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