Risarcimento della svalutazione tecnico commerciale dell’Auto

In seguito ad un incidente stradale il danneggiato richiede esclusivamente l’indennizzo dei danni visibili, senza considerare che il veicolo di sua proprietà ha subito una svalutazione tecnico commerciale.

Cosa è, ma soprattutto quando richiederla alla compagnia assicurativa?

La riparazione della carrozzeria di un qualunque veicolo, in seguito ad un incidente stradale, lascia inevitabilmente una serie di tracce che sono inconfondibili e che sono facilmente individuabili dagli addetti al settore, siano essi carrozzieri, periti assicurativi oppure venditori. Di contro si deve considerare che l’evidenza dell’intervento riparativo non è eliminabile, in quanto nonostante che il danneggiato scelga una carrozzeria ben attrezzata, che il riparatore effettui il ripristino a regola d’arte e seguendo scrupolosamente tutte le tecniche di intervento, l’artigiano non sarà mai in possesso della tecnologia di cui è dotata la casa costruttrice, pertanto la riparazione non riuscirà mai a riportare il veicolo nelle preesistenti condizioni di originalità. E’ pertanto inevitabile che il bene subisca una svalutazione che nel caso specifico viene definita di tipo tecnico commerciale. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

Per svalutazione tecnica si intende la perdita di valore del veicolo determinata da una diminuzione o alterazione delle caratteristiche tecniche del bene danneggiato rispetto all’ originale (diminuzione della deformabilità strutturale, imperfezione dell’allineamento delle geometrie, applicazione di vernici differenti).

Per svalutazione commerciale si intende la perdita di valore del veicolo che si concretizza al momento della vendita e può essere definita essenzialmente un fattore psicologico che influenza l’acquirente nell’ acquisto del veicolo usato. E’ infatti capitato a tutti di recarsi presso un concessionario per acquistare un’autovettura usata e di aver chiesto se quella individuata ha mai subito incidenti stradali.

Facciamo un esempio per chiarire meglio il concetto sopra riportato: se in seguito ad un sinistro stradale è necessario sostituire l’intera scocca, il veicolo non subisce una svalutazione tecnica in quanto i lamierati vengono integralmente sostituiti con componenti nuovi ed integri, oltre al fatto che le saldature ed il trattamento anticorrosivo sono uguali all’originale. Al contrario è comunque presente una svalutazione commerciale in quanto al momento della vendita del bene potrebbe comunque emergere l’intervento di ripristino a cui è stato sottoposto il veicolo che di conseguenza subisce una diminuzione del proprio valore.

La definizione di svalutazione tecnico commerciale identifica con estrema precisione il momento in cui la stessa si manifesta e di conseguenza il momento in cui il danneggiato potrebbe richiederne il relativo indennizzo alla compagnia assicurativa. Infatti il veicolo subisce la svalutazione tecnica al momento della riparazione e la svalutazione commerciale al momento della vendita, ma dato che la compagnia assicurativa non può attendere l’alienazione del bene per procedere al risarcimento della svalutazione commerciale, fatto salvo casi particolari e pertanto estremamente rari, entrambe le svalutazioni sono sempre state accumunate in un unico calcolo che tiene in considerazione sia la questione puramente tecnica che la questione commerciale.

Attualmente, per il calcolo della svalutazione tecnico commerciale subita da un veicolo, si utilizza una formula che prevede l’inserimento di una serie di variabili:

M.O.= manodopera. Corrisponde al risultato della moltiplicazione tra le ore di manodopera e la tariffa oraria esposti nel preventivo o nella fattura di riparazione emessa dalla carrozzeria (esempio: n. 30 ore di manodopera / importo orario € 30,00 = manodopera € 900,00);

V.A.= valore ante sinistro. Corrisponde al valore commerciale del veicolo negli istanti subito precedenti all’evento dannoso. Tale valore è desumibile dalle riviste specializzate, quali Eurotax o Quattroruote;

C1= trattasi di un coefficiente riferito all’età del veicolo e che è espresso nella tabella denominata Tornaghi;

Ai valori sopra indicati, per parametrare al meglio la svalutazione del veicolo danneggiato con la reale situazione del mercato delle automobili, viene applicato un correttivo che si riferisce al deprezzamento subito dal bene nel primo anno e che trova giustificazione nel solo caso in cui il deprezzamento commerciale nel suddetto lasso temporale, è superiore al 20%. Si tenga infatti presente che quanto più il veicolo perde valore commerciale in relazione alla sua età, tanto minore è la sua richiesta sul mercato, pertanto maggiore sarà la svalutazione conseguente ad un sinistro.

Per una migliore comprensione viene riportato di seguito un esempio:

Valore a nuovo del veicolo :                     € 32.000,00

Valore dopo 1 anno:                                        € 23.500,00

Valore ante sinistro:                                      € 29.000,00

Età al momento del sinistro:                   4 mesi

Manodopera:                                                       55 ore

Tariffa oraria:                                                     € 36,00/ora

Abbiamo un veicolo che ha subito un sinistro dopo 4 mesi dalla data di immatricolazione, la riparazione è stata abbastanza ingente e la svalutazione nel primo anno di vita è stata oltre il 20%, ma inferiore al 30%. Applicando la relativa formula si ottiene che il veicolo in seguito all’incidente ha subito una svalutazione tecnico commerciale del 3,40%, che rapportata al valore ante sinistro del bene, corrisponde a € 980,00 circa.

Si deve comunque tenere presente che un veicolo subisce una reale svalutazione tecnico commerciale nel momento in cui, in seguito al sinistro, si è verificato il danneggiamento dei lamierati interni o strutturali, ove la risaldatura di alcune parti rende più evidenti i segni di riparazione, pertanto è più facile riscontrare che il bene è stato soggetto ad interventi di ripristino. E’ quindi inutile richiedere il risarcimento dell’importo corrispondente alla svalutazione tecnica commerciale qualora il sinistro non sia in ambito di responsabilità civile (R.C.A.), oppure qualora in seguito all’ incidente non si sia verificato l’interessamento delle parti strutturali, ma soprattutto quando il numero delle ore di manodopera necessarie per la riparazione del veicolo è limitato. Riconsiderando l’esempio sopra riportato con una riparazione che comporta cinque ore di manodopera, la svalutazione tecnico commerciale subita dal veicolo è pari a € 72,00 circa.

L’orientamento delle imprese assicurative non è univoco, ma varia da compagnia a compagnia. Da un punto di vista giuridico, la svalutazione tecnico commerciale dovrebbe essere riconosciuta sempre, in quanto il deprezzamento del bene è stato provocato dal responsabile dell’incidente, ma da un punto di vista pratico, le imprese assicuratrici la riconoscono mal volentieri, in quanto rappresenta un ulteriore voce di danno, di cui pochi conoscono l’esistenza.

Assicuriamoci Bene in collaborazione con un team di professionisti (studi professionali di periti ed avvocati, esperti di diritto delle assicurazioni, della quantificazione del danno, di ricostruzione delle dinamiche degli incidenti), ha predisposto il servizio gratuito per gli utenti del Blog: “L’ esperto risponde”.

Stefano Burato

 

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