FIDEJUSSIONI E CAUZIONI: RIFORMA DI LEGGE, D. LGS. 141/2010

A seguito della riforma normativa introdotta dal D. Lgs. 141/2010, si stanno lentamente delineando numerosi cambiamenti sul fronte operativo. Con questo articolo offriamo una vista panoramica delle principali modifiche che vedranno impegnati migliaia di attori nel segmento delle fidejussioni e delle cauzioni. Infatti, seppur la nuova normativa sia stata emanata principalmente per regolare in maniera più stringente il mondo dei finanziamenti (mutui, prestiti, cessioni del quinto e strumenti finanziari analoghi), ne è stato investito de relato anche il settore fidejussioni/cauzioni, in quanto rientrante tra le operazioni più genericamente descritte come “finanziamenti sotto qualsiasi forma” o “prestazione di servizi di pagamento”. Pertanto, ogni operatore del mercato che tratti questo tipo di operazioni potrà agire in base al titolo di “Agente in Attività Finanziaria” o “Mediatore Creditizio”. Oggi affronteremo esclusivamente la figura dell’Agente in Attività Finanziaria; nei prossimi articoli esamineremo anche i fenomeni che coinvolgono gli altri attori.

L’AGENTE IN ATTIVITA’ FINANZIARIA

La definizione di Agente in Attività Finanziaria riporta al concetto di “soggetto che promuove e conclude contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma o alla prestazione di servizi di pagamento, su mandato diretto di intermediari finanziari…”. Costui dovrà essere necessariamente iscritto nel relativo Elenco tenuto dall’O.A.M., acronimo per Organismo Agenti e Mediatori, il relativo istituto di vigilanza, rispondente a Banca d’Italia. L’iscrizione può avvenire per titoli equipollenti, in caso di poliennalità di certificabile esperienza nel settore o tramite corso preparatorio e superamento di un esame di idoneità, sviluppato sul modello degli intermediari assicurativi. Inoltre, gli Agenti dovranno tenersi costantemente aggiornati, seguendo corsi di formazione che certifichino la frequenza ad almeno 60 ore di formazione nel corso del biennio successivo.

Una delle principali novità del settore è data dal fatto che l’Agente non sarà fisiologicamente pluri-mandatario; anzi, l’Agente sarà naturalmente mono-mandatario, con l’eventuale possibilità di accedere ad altri mandati in determinate situazioni (caso di società facenti parte dello stesso Gruppo finanziario oppure per la possibilità di accesso a prodotti non distribuiti dal mandante principale).

Questa caratteristica si può considerare abbastanza in controtendenza rispetto al resto dei mercati, dove si spinge normalmente verso il plurimandato, per garantire massima tutela del consumatore; e qui lasciamo ad ognuno la propria interpretazione del caso.

Immaginare che cosa succederà sul mercato nei prossimi mesi non è facile; gli scenari sono molteplici, sia a monte che a valle di Agenti e Mediatori. Come si comporteranno gli Intermediari Finanziari (banche, finanziarie, confidi e consimili) nei confronti di una rete che potenzialmente e legalmente potrebbe essere monomandataria? Quali saranno gli effetti sul consumatore di queste “restrizioni” alla concorrenza? Sarà anche curioso capire come si comporteranno, ad esempio, quegli agenti di assicurazione, che fino ad oggi concludevano normalmente “finanziamenti sotto qualsiasi forma” e che da domani sarebbero obbligati ad ulteriori adempimenti burocratici, cui han già manifestato certa disaffezione.  E chi vuol esser lieto sia.


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