Incidente tra parenti: niente risarcimento per i danni a cose

Può capitare che due veicoli condotti da persone con vincolo di parentela entrino in collisione. Probabilmente se i due parenti sono in buona fede, penseranno: beh, meno male che c’è l’assicurazione.

Invece non è così, e ciò è espressamente previsto dalla legge, l’ art. 129 d.lgs. 209/2005 (Codice delle Assicurazioni Private), recita infatti così:

Art. 129. (Soggetti esclusi dall’assicurazione)

1. Non è considerato terzo e non ha diritto ai benefici derivanti dal contratto di assicurazione obbligatoria il solo conducente del veicolo responsabile del sinistro.

2. Ferme restando la disposizione di cui all’articolo 122, comma 2, e quella di cui al comma 1 del presente articolo, non sono inoltre considerati terzi e non hanno diritto ai benefici derivanti dai contratti di assicurazione obbligatoria, limitatamente ai danni alle cose: a) i soggetti di cui all’articolo 2054, terzo comma, del codice civile ed all’articolo 91, comma 2, del codice della strada; b) il coniugenon legalmente separato, il convivente more uxorio, gli ascendenti e i discendenti legittimi, naturali o adottivi del soggetto di cui al comma 1 e di quelli di cui alla lettera a), nonché gli affiliati e gli altri parenti e affini fino al terzo grado di tutti i predetti soggetti, quando convivano con questi o siano a loro carico in quanto l’assicurato provvede abitualmente al loro mantenimento; c) ove l’assicurato sia una società, i soci a responsabilità illimitata e le persone che si trovano con questi in uno dei rapporti indicati alla lettera b).

La norma prevede in sintesi:

  • che il soggetto responsabile non ha diritto ad alcun beneficio

  • che i trasportati hanno sempre diritto al risarcimento per i danni alla persona (art. 122 co 2 CAP)

  • che non hanno diritto al risarcimento per i danni a cose l’usufruttuario, l’acquirente con patto di riservato dominio, o il locatario del veicolo, che sono responsabili in solido con il conducente (art. 2054 c.c. e art. 91 CDS);

  • Non hanno diritto al risarcimento per i danni a cose parenti del responsabile fino al terzo grado, il coniuge non separato, il convivente more uxorio e i parenti di tutti questi soggetti, se convivono o sono comunque a carico del responsabile;

  • infine, i soci responsabili della società assicurata e i loro parenti che si trovino con loro.

Si tratta di una norma ampia e poco conosciuta.

Rappresenta l’evoluzione della prassi valida in epoca antecedente all’entrata in vigore della legge sull’assicurazione obbligatoria, che escludeva fossero “terzi” i parenti dell’assicurato. L’assicurazione per la circolazione dei veicoli deve tenere indenne il patrimonio dell’assicurato dalla pretesa risarcitoria della vittima, dunque il rischio non sussiste, in teoria, se la vittima è parente.

In realtà il tenore della norma e la sua portata indicano una volontà del legislatore di scoraggiare tentativi di collusione tra danneggiante e danneggiato.

La norma non preclude il risarcimento delle lesioni, se non per quanto riguarda il solo responsabile.

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Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

 

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