Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA) – tempo scaduto per decidere la strategia più efficace e pianificare le attività di Conformità

La FATCA, emanata nel 2010 come parte del “Hiring Incentives to Restore Employment (HIRE) Act”( http://www.gpo.gov/fdsys/pkg/PLAW-111publ147/pdf/PLAW-111publ147.pdf), ha lo scopo di migliorare la conformità fiscale US per i soggetti statunitensi che detengono attività finanziarie in conti bancari e altri veicoli finanziari fuori degli Stati Uniti.

In base alle disposizioni FATCA, tutte le Istituzioni Finanziarie – Americane ed estere – devono classificare i titolari di conti correnti siano essi basati o meno negli USA in base a specifici requisiti (vedi articolo del 19 Ottobre 2012). L’atto richiede anche che le Istituzioni Finanziarie Estere (di seguito FFIs – Finanacial Foreign Institutions) riferiscano direttamente all’Internal Revenue Service (di seguito IRS) americano informazioni specifiche sui conti finanziari detenuti dai contribuenti degli Stati Uniti o da entità estere in cui i contribuenti statunitensi detengono una quota sostanziale a titolo di proprietà.

Come parte del processo di conformità, le FFIs sono tenute a stipulare un accordo speciale con l’ IRS in base alle modalità previste nel Modello 2 del contratto emesso il 14 Novembre 2012 (Model 2 Agreement to implement FATCAhttp://www.treasury.gov/resource-center/tax-policy/treaties/Documents/FATCA-Model-2-Agreement-to-Implement-11-14-2012.pdf).

Se, entro il 1 gennaio 2014, una FFI non stipula l’accordo con l’IRS per rivelare i conti dei suoi clienti statunitensi, tutti i pertinenti pagamenti di origine US, come ad esempio i dividendi e gli interessi pagati da società statunitensi, saranno oggetto di una ritenuta alla fonte del 30%. La stessa imposta alla fonte del 30% si applica anche ai proventi lordi derivanti dalla vendita delle relative proprietà negli Stati Uniti.

Tuttavia, poichè il 2 Luglio 2012 l’Italia (come la Francia, la Germania, la Spagna e il Regno Unito) ha aderito all’accordo congiunto con il Governo Americano per il FATCA reporting (http://www.treasury.gov/resource-center/tax-policy/treaties/Documents/FATCA-Joint-Statement-US-Fr-Ger-It-Sp-UK-02-07-2012.pdf), gli Istituti Finanziari Italiani dovranno riferire le relative informazioni FATCA direttamente al proprio Ente Governativo (Agenzia delle Entrate e MEF) che poi lo riporterà all’ IRS statunitense.

Punto chiave per rispettare la Conformità imposta dalla FATCA

Nel corso del 2012 molte Organizzazioni Finanziarie, di differente tipologia e dimensione, hanno tentato di assolvere ai requisiti FATCA effettuando quello che in realtà si è rivelato un mero esercizio di reporting volto ad accogliere “informazioni supplementari” rispetto a quelle già acquisite per fini differenti (es: modulo adeguata verifica della clientela per la normativa antiriciclaggio).  Questo approccio semplicistico tuttavia si è rivelato estremamente fallimentare per garantire la conformità derivante dalla raccolta di informazioni così estese, oltre ad evidenziare la complessità derivante dall’ aggiornare o inserire ex novo sistemi di gestione delle informazioni implementati da specifici moduli di reporting.
Poiché gli istituti Finanziari sono prossimi a concludere ciascuno la pianificazione della propria strategia FATCA, incontreranno diverse sfide formidabili se affronteranno la tematica soltanto da un punto di vista legale-giuridico, necessario si, ma limitativo rispetto alle imprescindibili competenze organizzative, operative e di conformità (aziendale e normativa) necessarie per poter scegliere la soluzione più efficace e contenuta nei tempi e soprattutto nei costi per la propria realtà.

 

Autore: Francesca Boccia – Compliance Manager

 

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