La riparazione dei danni da grandine con tecnica levabolli. Gli svantaggi.

Negli articoli precedenti abbiamo parlato di tecnica levabolli, delle sue caratteristiche principali e dei vantaggi. Adesso analizziamo gli svantaggi e le problematiche che si manifestano.

Riparare i danni da grandine con metodo levabolli tramite l’utilizzo di speciali leve e ventose, senza verniciare il veicolo, comporta una serie di vantaggi economici dati dal fatto che tale tipologia di intervento ha un costo che è nettamente inferiore rispetto alle tradizionali tecniche di ripristino. L’avvicinarsi delle compagnie assicurative a società specializzate nella tecnica levabolli con le quali vengono stipulati degli accordi commerciali finalizzati alla canalizzazione dei veicoli danneggiati, impone di valutare anche quali sono le relative problematiche.

Problematiche

La prima problematica sorge all’inizio ed in particolar modo nella finalità per cui le compagnie assicurative hanno deciso di creare delle partnership con società così specializzate. Lo scopo ultimo delle imprese è sostanzialmente riconducibile all’aspetto economico ed alla possibilità di ridurre considerevolmente gli esborsi in seguito ad un sinistro grandine. E’ comunque indispensabile che l’assicurato mantenga la possibilità di scegliere la tipologia di intervento riparativo, ma soprattutto evitare che tale scelta venga resa obbligatoria attraverso l’inserimento di clausole contrattuali molto svantaggiose, quali raddoppi di franchigia o limiti di massimo indennizzo.

La seconda problematica si concretizza all’atto del sinistro. La tecnica levabolli può essere un ottimo sistema riparativo qualora venga attuato da personale esperto e che sappia valutare molto attentamente l’entità del danno, stabilendo quindi la fattibilità dell’intervento in rapporto alla riparazione tradizionale o alla sostituzione dell’intero lamierato. Se il tecnico che deve effettuare il ripristino non è in grado di calibrare bene il tipo di intervento da effettuare, la riparazione non sarà eseguita a regola d’arte e quindi il risultato finale non rientrerà nei parametri di soddisfazione dell’assicurato, venendo quindi meno quello che deve essere il reale primo intento della compagnia assicurativa.

La terza problematica si potrebbe invece manifestare nel corso della riparazione ed è strettamente legata alla seconda. Infatti se il tecnico utilizza il metodo levabolli anche nei casi in cui le dimensioni delle deformazioni sono troppo grandi per tale sistema, oppure nel modo sbagliato, la vernice del veicolo potrebbe riportare delle micro crepe assolutamente non visibili ad occhio nudo, ma che con il passare del tempo permettono alle impurità di infiltrarsi, con conseguente rottura della stessa e formazione di punti di ruggine, i quali oltre ad essere antiestetici sono anche corrosivi, obbligando a ritrattare l’intero veicolo che a questo punto deve essere verniciato, a spese dell’assicurato. Infatti le deformazioni devono avere dei requisiti specifici per essere trattati con sistema levabolli, in particolare non possono avere il diametro superiore a 5 centimetri e la vernice non deve presentare crepe. Anche la tecnica di riparazione deve essere quella corretta, in quanto l’intensità di estrazione dell’introflessione deve essere giusta, non troppo lenta e non troppo veloce.

La quarta problematica si manifesta anch’essa nel corso della riparazione ed è in conflitto con i materiali utilizzati sui veicoli. Infatti sempre più parti esterne sono di alluminio che ha tra le sue caratteristiche principali la leggerezza e la scarsa duttilità, a tal punto da essere difficilmente lavorabile e risagomabile con il metodo levabolli.

Anche la quinta problematica si manifesta nel corso della riparazione ed è riconducibile alle condizioni del lamierato. Si tenga presente che la sostituzione o riparazione di una parte della carrozzeria esterna dipende essenzialmente dalla possibilità di ripristino secondo gli standard iniziali e dalla economicità, in quanto se sostituire il lamierato ha un costo inferiore o prossimo a quello di riparazione, il carrozziere procede alla sostituzione integrale. Rapportando questo principio al sinistro grandine, dato che il cofano anteriore è una delle parti più esposte ai chicchi, ma contrariamente al tetto, la sostituzione è relativamente veloce, la maggior parte delle volte si preferisce sostituire l’intero lamierato piuttosto che ripararlo. La sostituzione di una qualunque parte comporta la verniciatura del pezzo e l’accompagnamento del colore sulle parti attigue, tipo di operazione che limita notevolmente il significato economico del levabolli.

Come visto durante l’intero viaggio percorso sulla riparazione con metodo levabolli questa tecnica presenta una serie di vantaggi prettamente economici, ma una serie di problematiche legate alle difficoltà di intervento. L’ideale sarebbe unire in modo proficuo la tecnica levabolli per l’abbattimento delle ore di manodopera, con la verniciatura del veicolo, unico ripristino che garantisce la perfezione dell’intervento e la soddisfazione dell’assicurato.

Stefano Burato

 

 

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