Compilare il CAI: l’importanza “cruciale” delle crocette

Quando si viene coinvolti in un incidente stradale, difficilmente si mantiene una totale lucidità. A volte perchè l’urto è stato violento e ha causato stordimento, altre volte per il nervosismo dato dal fatto di aver subito dei danni, a prescindere che ci si ritenga in colpa o meno.

Salvo i casi in cui si rende necessario chiamare i vigili, per la gravità dei danni, per la presenza di lesioni o perchè non ci si trova “in sintonia” con la controparte, nell’immediatezza dell’urto ci si trova alle prese con la redazione di un documento fondamentale per il destino dei propri diritti risarcitori: il modulo di Costatazione Amichevole di Incidente, o CAI, o CID.

Pochi sanno che di tutto il modulo CAI c’è una parte che riveste un’importanza maggiore, e di molto, di tutte le altre. Si tratta della sezione centrale, n.12, dove è richiesto di segnare con delle crocette le “circostanze dell’incidente…utili alla descrizione”.

E’ bene sapere che nella prassi assicurativa quelle crocette non sono meramente descrittive, come sembrerebbe dal tenore letterale del titolo n.12. Quelle crocette riproducono con precisione le ipotesi previste dallo “schema di responsabilità” contenuto nel D.P.R. 254/06 (recante il regolamento attuativo del risarcimento diretto), che prevede un sistema di incroci per cui, se ad esempio si contrassegna “girava a sinistra” si ha buona probabilità di vedersi addossare la responsabilità, anche se a quell’incrocio la svolta a sinistra è regolata da semaforo e si stava passando con il verde.

Questa conseguenza deteriore dell’applicazione delle norme che hanno introdotto lo schema di responsabilità è dovuta alla cattiva gestione dei sinistri, almeno in ambito di risarcimento diretto, che avviene secondo una prassi assicurativa superficiale e ingiustificabile, e tuttavia diffusa, che taglia di netto molte circostanze importanti per la definizione delle responsabilità, limitandosi a seguire, come un elaboratore degli anni ’80, lo schema di responsabilità sulla base delle “crocette”.

Le norme in realtà non sono così miopi. In calce allo schema contenuto nel predetto D.P.R. 254/06  si dice infatti testualmente “ogni sinistro andrà valutato nel caso concreto, tenendo conto anche di ulteriori circostanze che possono aver influito sulla dinamica del sinistro”.

Più chiaro di così!

Eppure, visto che tutto ciò che scriverete nel CAI, quando siete coinvolti in un sinistro tra due veicoli a motore avente targa italiana (ovvero in ambito di risarcimento diretto), non avrà alcuna rilevanza negli uffici di liquidazione danni, a meno che non vogliate rivolgervi inevitabilmente all’autorità giudiziaria per evitare malus e danni che non vi meritate, Vi conviene circolare con lo schema di responsabilità allegato al D.P.R. 254/06 nel cruscotto. E prima di barrare le crocette, controllate quello che state firmando, potrebbe essere la vostra (ingiusta) condanna.

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

 

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