In un precedente articolo avevamo trattato della postuma decennale sulle nuove costruzioni, obbligo in capo al costruttore edile derivante dall’ applicazione della legge 210 del 2004; oggi trattiamo il concetto di postuma decennale applicato a lavori di ristrutturazione, con o senza ampliamento di nuove costruzioni.

Infatti, se da una parte l’obbligo non nasce da un vincolo normativo, sempre più spesso i committenti di lavori edili chiedono ai fornitori garanzie decennali sui lavori eseguiti. Ormai, si potrebbe pensare, “nessuno si fida più di nessuno” sul mercato, e le garanzie vengono chieste ad un ritmo sempre più incalzante.

Tanto incalzante che, come sempre, le compagnie di assicurazione, fanno fatica a stare dietro a questa evoluzione delle esigenze assicurative. Tanto per non tradire la nostra fama, in Francia la postuma decennale è obbligatoria per legge anche per ogni lavoro di ristrutturazione ed il mercato assicurativo ovviamente ha

risposto velocemente a questa esigenza. In Italia, non c’è un obbligo legislativo, i committenti richiedono questa garanzia, le compagnie non sono elastiche, gli intermediari sono imbarazzati.

I DIVERSI CASI ED IL MERCATO

Quindi, prendiamo il caso di un’ impresa edile che acquista un immobile fatiscente, lo ristruttura e  pensa di chiedere al Comune ed ottiene la possibilità di ampliare la costruzione, magari di un ulteriore 30% in termini volumetrici.

Bene, inizia i lavori, li termina, fa il collaudo e, pronto al rogito notarile, va alla ricerca di una postuma decennale. In questo caso gli possiamo augurare esclusivamente un grande colpo di fortuna; è infatti davvero raro trovare una compagnia disposta ad assicurare il rischio. Se avesse ampliato del 50-60%, riducendo la componente ristrutturazione alla restante quota percentuale avrebbe avuto qualche chance, ma in questo caso, l’ impresa diventa molto ardua.

Un altro caso potrebbe essere il caso di un amministratore di condominio che richiede una garanzia postuma decennale sul lavoro di rifacimento integrale della facciata del condominio; ecco, qui è meglio lasciar cadere ogni speranza; al fornitore conviene non acquisire neanche la commessa, ed a questo punto mi chiedo a quale fornitore l’amministratore di condominio possa appaltare il lavoro, dal momento che nessuno in Italia potrà offrire una garanzia del genere.

Ulteriore caso è dato da lavori di ristrutturazione dei tetti, con relative impermeabilizzazioni; in questo caso, alcune, poche compagnie, sono in grado di offrire una garanzia chiamata “rimpiazzo e posa in opera”, con la quale appunto si garantiscono solo queste tipologie di lavori.

Insomma, trattasi veramente di una nicchia di garanzie con molte sfaccettature, di non sempre facile reperibilità. Ove è veramente superfluo parlare di tassi applicati dalle compagnie. E chi vuol esser lieto sia.


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