Frodi Assicurative: un problema che riguarda tutti.

I sinistri falsi e fraudolenti comportano alle compagnie un esborso economico che negli anni successivi ricade su tutti, compresi gli assicurati onesti.

Da un recente studio è emerso che l’Italia è uno dei paesi al Mondo con i più alti costi per l’assicurazione auto, in particolare per la responsabilità civile obbligatoria. Parte della colpa di questo ennesimo triste primato è da attribuire alle frodi assicurative, tema di grande attualità e che gli organi competenti stanno cercando in tutti i modi di combattere, a tal punto che è al vaglio della Commissione Finanze della Camera un Disegno di Legge che prevede una maggior trasparenza e comunicazione da parte delle compagnie assicurative che sono tenute a fornire le informazioni sulle frodi assicurative, ma soprattutto a denunciare i sinistri ritenuti sospetti.

Un’ ulteriore novità è l’istituzione presso l’IVASS di una vera e propria Agenzia antifrode, costituita da rappresentanti dei Ministeri competenti e da altri soggetti interessati tra cui le Forze di Polizia.

Nonostante che i dati relativi alle frodi assicurative mostrino un trend in leggera diminuzione negli ultimi anni, un’indagine condotta tra i principali gruppi assicurativi ha rivelato come il 3% dei sinistri denunciati siano dei tentativi di frode ai danni delle compagnie, valore che per alcune imprese sfiora il 5%, mentre per altre si arriva addirittura al 10%. L’ampiezza della forbice non è data dalla discrezionalità nella rilevazione dei dati, ma è la conseguenza delle numerose difficoltà nello scoprire le frodi assicurative, le quali diventano sempre più sottili, ma soprattutto messe in atto da vere e proprie organizzazioni criminali che vedono le compagnie assicurative come una fonte di arricchimento continuo. I principali campi di applicazione delle frodi assicurativi sono sinistri falsi, tra cui si includono anche le migliaia di inesistenti distorsioni del rachide cervicale che si verificano ogni anno, le denuncie di furto per veicoli che sono stati venduti all’estero, principalmente nei paesi dell’est Europa e per le auto di lusso nei paesi Arabi, e l’utilizzo di contrassegni falsi o finte polizze stipulate con compagnie fantasma.

Il fenomeno non deve assolutamente essere sottovalutato, in quanto ricade inevitabilmente sull’aumento dei premi assicurativi che ogni anno si verifica per tutti gli assicurati, soprattutto quelli onesti. Si tenga presente che nel solo 2006 le frodi accertate sono state circa 88.778, quindi ipotizzando, estremamente per difetto, un esborso economico medio di € 1.000,00 ad evento, in quell’anno le compagnie avrebbero pagato, oltre all’esborso per i sinistri reali, l’importo di circa 89 milioni di euro solo per sinistri falsi.

Tale somma sarebbe inevitabilmente ricaduta su tutti assicurati, compresi quelli onesti, la cui polizza avrebbe subito un aumento rispetto all’anno precedente, innescando in tal modo un circolo vizioso in alcuni soggetti, i quali proprio a causa della maggiorazione, ritengono di dover e poter truffare la compagnia assicurativa.

Nonostante gli enormi sforzi delle Forze dell’Ordine e delle persone preposte all’interno delle compagnie assicurative, purtroppo il numero delle frodi assicurative accertate è ancora basso rispetto al totale, pertanto ogni assicurato non si deve sentire autorizzato a riprendersi in modo fraudolento i soldi, ma deve contribuire affinché l’esborso delle compagnie assicurative diminuisca, ottenendo quindi come vantaggio diretto ed immediato l’abbassamento del premio di polizza.

 

Stefano Burato

 

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