Questi sono quei momenti in cui chi per lavoro ha a che fare con la giustizia, ha l’esatta dimensione di cosa significhi oggi, e forse ha sempre significato, la parola appunto “giustizia”.

Da anni l’ANIA (l’associazione di categoria delle imprese di assicurazione) chiedeva l’emanazione di una tabella nazionale che quantificasse le lesioni dall’ 10 al 100%, in esecuzione di quanto previsto dall’art. 138 del Codice delle Assicurazioni Private.

Ufficialmente l’urgenza è quella di avere una quantificazione unitaria a livello nazionale, meno ufficialmente, lo scopo è togliere di mezzo le tabelle che l’Osservatorio sulla Giustizia del Tribunale di Milano ha imposto in tutte le Corti italiane, forte della loro equa misura e del riconoscimento del valore della salute nella sua integrità.

Nessuno può dire, con la pretesa di avere la verità in tasca, quanto vale o perdere, da giovani, la possibilità di fare sport, oppure perdere un braccio, o l’uso delle gambe.

Quel che indigna è che a dirlo sia un Governo che non ha più alcuna legittimità, e che l’intera classe politica goda del vantaggio di non doverne sopportare la paternità, come ormai accade da oltre un anno e mezzo per tutte le leggi che impongono sacrifici ai cittadini.

Ancora non si conoscono tempi e modalità di entrata in vigore, ma già circola lo schema di decreto riproposto in questi giorni dal Governo dei Tecnici, dopo che il Parlamento, in un momento di rara attenzione per i problemi delle Grandi Vittime della Strada, aveva bocciato il precedente schema di decreto, altrettanto riduttivo negli importi (ne scrivemmo a suo tempo nell’articolo “Gia’ KO le “Tabelle Tagliarisaricmenti”: approvata alla Camera una mozione per il ritiro del decreto”)

Dopo pochi giorni dall’emanazione delle Tabelle del Tribunale di Milano aggiornate al 2013, che la sentenza della Corte di Cassazione n.12408 del 2011 aveva promosso a Tabelle Uniche Nazionali, arriva il decreto che taglia del 50% gli importi dei risarcimenti.

Nello stesso schema di decreto si fa a titolo d’esempio, il caso del trentacinquenne con il 50% di invalidità permanente, che in base ai coefficienti utilizzati nelle imminenti tabelle di legge nazionali, dovrà percepire per il danno biologico da postumi permanenti 222.366,45 euro.

Secondo l’Osservatorio sulla Giustizia del Tribunale di Milano, dovrebbe percepire 384.219,00 euro.

Chi ha ragione?

Il più forte, naturalmente. Che non sarà mai un infortunato grave che pretende di essere risarcito da un sistema assicurativo che sta erodendo giorno dopo giorno i suoi e i nostri diritti.

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

 

___

Assicuriamoci Bene in collaborazione con un team di professionisti (studi professionali di periti ed avvocati, esperti di diritto delle assicurazioni, della quantificazione del danno, di ricostruzione delle dinamiche degli incidenti), ha predisposto un servizio di Consulenza on line Legale e di quantificazione, perizia e stima dei danni per gli utenti del Blog

 

 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.