Conciliazione Paritetica Rc Auto: l’IVASS spinge

E’ del 21 maggio scorso un comunicato dell’IVASS che promuove e incoraggia il nuovo patto tra ANIA e Associazioni dei Consumatori per la “conciliazione paritetica”, un sistema di risoluzione alternativa delle controversie volto a deflazionare il contenzioso, per i risarcimenti dei sinistri Rc Auto entro i 15.000 euro.

In parole povere, anche l’IVASS spinge per buttare fuori gli avvocati “attivisti” contro le assicurazioni dal settore, incoraggiando questo sistema che vedrebbe contrapposte le Associazioni dei Consumatori e le imprese di assicurazione.

L’IVASS scrive della conciliazione paritetica: “tale strumento alternativo alla risoluzione delle controversie è in grado di offrire un contributo alla deflazione del contenzioso giudiziario, consentendo ai consumatori la possibilità di risolvere in maniera più rapida ed economica le controversie e alle imprese di contenere i costi del contenzioso, con ricadute positive, a livello di sistema, sui costi dei risarcimenti e sui livelli delle tariffe R.C Auto.”

Da questo paragrafo, che sembra scritto dall’ANIA (ed è sconcertante che il vigilante abbia la stessa visione dei problemi del vigilato), sembra che il contenzioso sia un malanno da debellare, un male inutile. Certamente una diminuzione delle cause è da auspicare. Bisogna ricordare sempre però, che se la Compagnia fa una congrua offerta, il danneggiato la causa non la può fare, se non rischiando di restituire il risarcimento in spese legali della controparte.

Viceversa, se la Compagnia paga regolarmente molto meno di quanto il danneggiato potrebbe ottenere facendo la causa, ecco che fioccano le azioni giudiziarie.

Ma è più comodo, purtroppo anche per l’IVASS, che dovrebbe vigilare sull’operato delle compagnie, dire che il contenzioso è un male inutile e sottintendere che la colpa è degli avvocati.

Sono anni che si cerca di estromettere gli avvocati dalle vertenze Rc Auto, perchè essendo il compenso dei legali legato all’ammontare del risarcimento, questi non si risparmiano mai nel cercare di portare al massimo l’importo, chiedendo voci di danno più o meno controverse, e, soprattutto, portando le imprese davanti al giudice quando queste non pagano abbastanza.

Negli stessi anni, il matrimonio tra Associazioni di Consumatori e ANIA si è rodato. Fin dall’introduzione del sistema di Risarcimento Diretto (2006), oggi oggetto di numerose contestazioni, e riconosciuta causa di aumento del costo dei sinistri, le Associazioni dei Consumatori avevano fatto squadra con l’ANIA nel pubblicizzare il nuovo sistema risarcitorio, sempre nell’ottica di prendere il posto degli avvocati, nella guerra dei risarcimenti.

Ricordiamo che il Risarcimento Diretto prevedeva di escludere il pagamento della parcella degli avvocati, avendo il preciso scopo di portare il danneggiato dalle braccia dell’avvocato, a quelle del proprio assicuratore.

Poi però la norma sull’esclusione della parcella dell’avvocato è stata superata, perché interpretata in quel modo sarebbe incostituzionale, e il problema degli avvocati “rompiscatole” (ho sentito epiteti peggiori nei convegni organizzati dalle compagnie) è rimasto sul tavolo.

Anche recentemente, alcune associazioni di consumatori si sono dimostrate inopportunamente filoassicurative, plaudendo alla bozza del decreto introduttivo delle nuove tabelle per le lesioni dal 10% in su (per ora congelata), che contenevano importi inferiori a quelli previsti dalle tabelle del Tribunale di Milano, notoriamente invise all’ANIA, perchè ritenute troppo generose.

Dare plauso all’introduzione di tabelle che contengono i risarcimenti non sembra esattamente una presa di posizione critica che tuteli gli interessi dei consumatori.

Ora si cerca di rilanciare un progetto cui ANIA e Associazioni dei Consumatori lavorano da tempo. Un sistema di conciliazione che sottragga il danneggiato dalle bellicose mani dei legali attivisti, per portarlo ad accettare, nella pace domestica della “conciliazione paritetica”, transazioni verosimilmente inferiori a quelle che otterrebbe con un legale al fianco.

Chi sta dalla parte delle compagnie di assicurazione, o delle Associazioni dei Consumatori, ci dirà che in questo modo si ridurranno i risarcimenti eccessivi, e quindi i premi. Come d’altronde ci dice ora l’IVASS.

Sarebbe stato però più comprensibile che l’IVASS, anziché congratularsi e dare impulso alla “conciliazione paritetica”, avesse ammonito le imprese sul fatto che sulla “conciliazione paritetica” avrebbe mantenuto alta la vigilanza, per verificare il rispetto delle norme di settore.

Si potrebbe dire che al sistema risarcitorio malato, con la “conciliazione paritetica” viene proposta l’eutanasia. Diciamo che il dottore non aveva fatto altro che proporre sempre la stessa cura, senza successo.

In verità, si potrebbero ancora tentare altre strade.

 

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

 

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