La tecnologia permette ormai di asportare un veicolo senza la necessità di rompere un vetro o di forzare la serratura. Le compagnie assicurative si sono adeguate o sono ancora ferme all’interpretazione ormai obsoleta delle condizioni di polizza?Ci ha scritto un nostro lettore, segnalandoci quando accaduto: “Ho parcheggiato la mia autovettura e dopo essere sceso ho chiuso le porte con il telecomando, mi sono allontanato per alcuni minuti ed al mio ritorno mi sono reso conto che il veicolo era stato rubato. Sono andato a sporgere la denuncia alle autorità ed alcuni giorni dopo sono stato contattato telefonicamente da una pattuglia che mi comunicava di aver ritrovato la mia autovettura abbandonata in un parcheggio. Quando sono andato a vedere in che stato si trovasse il veicolo, mi sono reso conto che i vetri erano integri e le serrature non risultano rotte, particolari che sono stati indicati anche nel verbale di ritrovamento redatto dalle autorità. A tal punto mi è sorto un dubbio: non è che la mia compagnia assicurativa non mi paga il sinistro in quanto non ci sono segni di effrazione?”

Questa settimana, più che di un caso, ci occupiamo di un dubbio che è molto attuale, considerando l’elevatissimo numero di furti. Le statistiche indicano infatti che in Italia vengono asportati ogni giorno circa 310 veicoli, uno ogni cinque minuti, con una percentuale di ritrovamento che è scesa dal 47% al 45% (di oltre 113.000 veicoli rubati ogni anno, solo 62.000 vengono ritrovati). La regione maggiormente colpita è la Campania (18% del totale), ma di poco rispetto ad altre regioni come Lazio (18%), Sicilia (14%), Puglia (14%) e Lombardia (14%). Isole felici sono le altre regioni nelle quali si verifica complessivamente solo il 18% dei furti a livello nazionale.

Come è possibile che un veicolo venga rubato senza la rottura di un finestrino o la forzatura della serratura?

Sembra paradossale, ma è proprio la tecnologia a permetterlo soprattutto senza lasciare la minima traccia. Infatti quando si preme il telecomando, viene emesso un segnale codificato su una frequenza radio che arriva alla centralina del veicolo per consentire la chiusura delle porte. Nel momento in cui questo segnale viene disturbato e non arriva a destinazione, le porte non si chiudono quindi il ladro ha libero accesso al veicolo, in poco tempo e senza dover danneggiare la serratura o rompere il vetro, mentre il proprietario è convinto di aver regolarmente chiuso la sua autovettura. Un altro sistema che viene utilizzato, specialmente in luoghi molto affollati, è l’impiego di alcuni scanner che anziché interrompere il segnale codificato, lo copiano. In tale caso le porte si chiudono regolarmente, ma il ladro è in possesso di un secondo telecomando artigianale che permette l’apertura del veicolo.

Per evitare che questo possa verificarsi a chiunque, è importante seguire scrupolosamente poche e semplici regole:

  • Anziché premere il pulsante sul telecomando come un gesto meccanico ed allontanarsi immediatamente, sarebbe meglio attendere e verificare l’effettiva chiusura delle porte. In tale caso il proprietario si accorge immediatamente di qualche anomalia nel sistema centralizzato e può eventualmente ripetere l’operazione;
  • Qualora il veicolo venga parcheggiato in luoghi molto affollati, è sempre meglio chiudere il veicolo con la chiave e non con il telecomando;

Tornando al caso del nostro lettore, ci sentiamo di rassicurarlo, in quanto ad oggi le compagnie assicurative sono perfettamente a conoscenza delle evolute tecniche utilizzate dai ladri per asportare un veicolo senza lasciare la minima traccia, ma soprattutto senza che si verifichino segni di effrazione. E’ evidente che se il nostro lettore avesse subito un furto del genere negli anni passati, le sue speranze di ottenere il risarcimento sarebbero state nettamente inferiori, in quanto gli addetti al settore non erano a conoscenza del fatto che la tecnologia potesse aiutare i ladri ad asportare un veicolo. Dato il crescente numero di furti di auto con le stesse modalità, le compagnie assicurative hanno inizialmente negato i risarcimenti dei sinistri verificatisi con tali caratteristiche in virtù delle condizioni di polizza nella quali era chiaramente indicato che per considerare un evento furto, dovevano essere presenti segni di effrazione. Ad oggi, dopo che sono stati effettuati studi approfonditi e dopo che sono state emesse sentenze in tal senso, le compagnie hanno modificato le condizioni di polizza, definendo il furto come l’asportazione di un bene senza il consenso dell’assicurato.

Se in tanti casi abbiamo criticato le compagnie di assicurazioni, incolpandole di rifugiarsi dietro la tecnologia per evitare di pagare alcuni sinistri, in questo caso dobbiamo fare i nostri complimenti, in quanto hanno dimostrato di riuscire a stare al passo con i tempi.

 

Stefano Burato

Twitter: @BuratoStefano

 

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