L’intervento del Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, all’assemblea annuale degli industriali del 23 maggio, ha analizzato lo stato di salute dell’economia italiana.

Squinzi ha messo in evidenza come gli interventi a livello europeo abbiano aggravato la recessione, e la necessita’ di rivedere la rigidita’ di politiche eccessivamente basate sul rigore.

Sul fronte interno, ha ricordato i 40 miliardi di euro che la Pubblica Amministrazione deve alle imprese ed ha auspicato interventi urgenti in questa direzione.

Il PIL italiano ha perso 8 punti percentuali tra il 2007 e il 2013, tornando ai livelli del 2000: la peggiore performance della zona Euro, Grecia esclusa. Nello stesso periodo, la produzione e’ diminuita del 25% e oltre 70 mila imprese manifatturiere hanno chiuso i battenti.

Squinzi ha poi evidenziato la debolezza relativa dell’economia italiana anche nel periodo pre-crisi, con una crescita, nel periodo 1997-2007, mediamente inferiore di circa l’1% rispetto ai paesi dell’eurozona.

Il Presidente hai poi sottolineato il ruolo cruciale dell’industria per il ritorno alla crescita: il settore industriale rappresenta infatti il 17% del PIL e da lavoro a 8 milioni di famiglie

Il cuneo fiscale, che ha inciso nel 2012 per oltre il 53% sul costo del lavoro (e di conseguenza sulla competitivita’ delle imprese), e’ tra i piu’ elevati dei paesi dell’OCSE: Squinzi ha auspicato l’eliminazione del costo del lavoro dalla base imponibile IRAP, il taglio degli oneri sociali a carico delle imprese e una riforma del mercato del lavoro che renda le assunzioni e i pensionamenti piu’ flessibili.

Squinzi ha poi sottolineato l’importanza di destinare piu’ risorse agli investimenti in infrastrutture e dell’adozione di un piano contro il dissesto idrogeologico e gli eventi sismici, ricordando che, dagli anni ottanta, le calamita’ naturali arrecano all’Italia un danno di circa 3,5 miliardi di euro annui.

Ha poi ricordato il costo eccessivo dell’energia elettrica (30% in piu’ rispetto ai competitor europei) e la pesantezza del fisco, che scoraggia gli investimenti e crescita

La contrazione del credito e’ stato un altro nodo critico affrontato dal Presidente degli industriali, che ha evidenziato un calo dei prestiti alle imprese di 50 miliardi di euro negli ultimi 18 mesi (mai visto nel dopoguerra). Dato preoccupante, insieme a quello che “quasi un terzo delle imprese ha liquidità insufficiente rispetto alle esigenze operative”

Squinzi ha poi parlato di giustizia, ricordando cinque milioni di cause civile giacenti.

 

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