Guida in stato di ebrezza, assolto. Sentenza assurda e pericolosa!

La sentenza emessa dal Gup del Tribunale di Milano rischia di creare un precedente pericoloso che potrebbe azzerare tutti gli sforzi fatti in materia di prevenzione e di guida sotto l’effetto dell’alcol.

Mercoledì 5 giugno 2013 il Giudice dell’udienza preliminare ha assolto un ragazzo di 20 anni, in quanto nonostante sia stato trovato alla guida del proprio veicolo con un tasso alcolemico superiore al limite massimo consentito (0.5 g/litro), la pattuglia non lo aveva preventivamente avvisato della possibilità di nominare e di farsi assistere da un legale di fiducia durante l’esecuzione dell’etilometro.

Secondo quanto emerso, il giudicante ha ritenuto che tale mancanza sia motivo sufficiente per annullare l’accertamento e quindi non condannare il conducente di un veicolo che aveva chiaramente contravvenuto ad una norma del Codice della Strada. E’ evidente a chiunque che la sentenza emessa, oltre a creare un precedente molto pericoloso, annulla gli sforzi che ogni giorno le Forze dell’Ordine, associazioni di categoria, associazioni di vittime e professionisti del settore, fanno nel tentativo di informare i guidatori che l’assunzione di alcol aumenta in modo esponenziale la possibilità di avere incidenti anche molto gravi.

Nonostante questo, il rischio maggiore che potrebbe provocare la sentenza, è di rendere nulla ed inefficace la fase di controllo e la funzione dei vari etilometri. Infatti nel momento in cui una persona con un tasso alcolemico superiore al consentito, viene fermata mentre si trova alla guida di un veicolo e viene sottoposta al test, ha sostanzialmente due possibilità di farla franca che prima non aveva:

1)                  Se le autorità non lo avvisano preventivamente della possibilità di farsi assistere da un legale, può presentare il ricorso e sulla base della sentenza del Gup, vedere annullato anche il suo accertamento, quindi essere assolto da quello che è un reato penale;

2)                  Se le autorità avvisano preventivamente della possibilità di farsi assistere da un legale, il tempo trascorso dal momento in cui viene contattato il professionista di fiducia al momento in cui quest’ultimo giunge sul luogo ove deve essere effettuato il test, potrebbe essere considerevole. Dato che il tasso alcolemico diminuisce di 0.15 g/litro ogni ora, è pertanto evidente che il conducente del veicolo fermato ha tutto l’interesse a perdere tempo ed a posticipare quanto più sia possibile l’esecuzione del test, conscio del fatto che più tempo trascorre, maggiori sono le possibilità che il tasso alcolemico rientri nei limiti consentiti dalla legge.

La cosa paradossale è che in entrambi i casi sopra riportati, una persona che non dovrebbe assolutamente guidare per le sue condizioni psicofisiche alterate e che quindi rappresenta un reale pericolo per la sicurezza sua e degli altri, contravviene ad una norma del Codice della Strada e nonostante la presenza di un accertamento, ha la quasi certezza di non essere giudicabile.

Sicuramente la sentenza emessa dal Tribunale di Milano è basata sull’applicazione della legge vigente e non sulla libera interpretazione del giudicante, ma dobbiamo sempre tenere presente che gli incidenti causati dall’alcol, oltre che in termini di vite umane, hanno un costo sociale elevatissimo, pertanto la riduzione e l’eliminazione del fenomeno non può essere soggetta ad alcuni cavilli che permettono di interpretare la norma ed uscirne indenni. Vogliamo ricordare che l’Italia è uno dei pochi paesi europei dove è consentita la guida nonostante la presenza di un tasso alcolemico, consci dei rischi e dell’aumentare della possibilità di incidente che comporta l’assunzione di una qualsiasi quantità, anche minima, di alcol.

Se pertanto si vuole che gli sforzi messi in pratica e le campagne pubblicitarie abbiano la loro massima efficacia, è necessario modificare sostanzialmente la legge, renderla molto restrittiva ed inappuntabile, ma soprattutto fare in modo che nessuno si possa più rifugiare dietro ad una mancata comunicazione preventiva da parte delle autorità.

 

Stefano Burato

Twitter: @BuratoStefano